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DOCudì2020 Arte uno

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Logo DOCudì ArteAll’interno di #Docudì2020 sono programmati tre appuntamenti (23 gennaio, 26 marzo e 14 maggio) per presentare – fuori concorso – documentari d’arte che raccontano le opere di artisti internazionali.
La Rassegna è curata da Anthony Molino.

INFO edizione 2020  logo_web   www.webacma.it/docudi-2020

 

Anthony MolinoAnthony Molino, direttore per il secondo anno consecutivo della rassegna “Docudì  d’arte”, è psicoanalista di formazione anglo-americana e pluri-premiato traduttore di letteratura italiana in inglese. Da quasi 25 anni vive e lavora in Abruzzo, con studio a Pescara.
Nel 2018 la sua traduzione de “Il diario di Kaspar Hauser” di Paolo Febbraro (Brescia: Edizioni l’Obliquo, 2003) è stato premiato quale migliore traduzione di un libro di poesia italiana in inglese dalla Academy of American Poets, la più prestigiosa istituzione letteraria americana. Da sempre attento alle intersezioni tra la psicoanalisi e altre discipline (ha pubblicato importanti ricerche su psicoanalisi e buddismo, altre su psicoanalisi e antropologia), da qualche anno Molino si interessa all’arte, di cui scrive per la rivista online “Aracne”. Collezionista di opere d’arte nonché curatore di mostre, è membro del Comitato Scientifico della rivista “Journal of Italian Translation” della City University di New York, per la quale in ogni numero presenta il lavoro di un artista italiano.

 

ARTE uno – Evento   bit.ly/3a86Fl4

Giovedì 23 gennaio ore 17.00 DOCUDÌ d’Arte

pietrAnima di Andrés Arce MaldonadoPietranima
di Andrés Arce Maldonado 12′ 25” / 2012

 

Il respiro della pietra Il respiro della pietra
di Andrés Arce Maldonado 27′ 11” / 2016

 

 

 

 

La rassegna Docudì si inaugura quest’anno con due documentari d’arte del regista Andrés Arce Maldonado, dedicati entrambi ad uno degli scultori più importanti del panorama contemporaneo nazionale ed europeo.

I due documentari, Pietranima e Il respiro della pietra rivisitano l’opera e la figura di Giuliano Giuliani (Ascoli Piceno, 1954). Appassionato del materiale elettivo della sua città, il travertino, da decenni Giuliani ha trasformato la cava paterna sul colle San Marco (AP) nel suo luogo privilegiato e laboratorio di ricerca. Le sculture di Giuliani, oltre che in numerose raccolte private, sono presenti in collezioni importanti come i Musei Vaticani e il Museo della Scultura Contemporanea di Matera.

Scrive di lui il curatore della rassegna, Anthony Molino: “Giuliano Giuliani è poeta della pietra. Del nativo travertino, che da sempre esalta, generando onde e ali di un bianco solenne, leggero, quasi diafano. Onde di pietra, risacca del tempo stratificato nelle vene più profonde della terra, che Giuliani invoca e fa emergere come per un atto di resurrezione. E lo fa obliterando quasi ogni traccia della violenza che pure opera sulla materia, per evidenziarne – nel conferirle vita – la propria ferita, insita in quel suo tempo immemore. Ed è quella ferita sottile quasi una carezza, che vuole ricordare la precarietà che è di tutti noi, che l’artista rivela tanto nella dolente flessuosità della pietra levigata che negli spigoli acuti e taglienti delle sue opere. Precarietà che funge, infine, da soglia al sacro, dimensione che Giuliani dichiara essere, a noi uomini di oggi e domani, necessario e assoluto.”

I due film hanno impronta e obiettivo diversi: mentre Pietranima esplora il mondo e la sensibilità di Giuliani e ne invita le riflessioni sulla propria arte, Il respiro della pietra rivisita la grande mostra antologica dedicata allo scultore dalla sua città nativa, Ascoli Piceno, nel 2015.

Pietranima a cura e prodotto dalla Galleria Arialdo Ceribelli di Bergamo
Il respiro della pietra a cura della Galleria Arialdo Ceribelli di Bergamo e prodotto dalla Fainplast di Ascoli Piceno. Le letture sono di Massimo Popolizio con una intervista a Mario Dondero

Alla proiezione interverrà l’artista, che dialogherà con il curatore e il pubblico convenuto.

 

Giuliano GIULIANI-scultoreGiuliano Giuliani: sito ufficiale
e pagina Facebook
dell’artista e scultore di travertino

Le parole dell’artista

 

 

 

 

Andrés Arce Maldonado

Foto Maura Crudeli

Il regista Andrés Arce Maldonado è nato in Colombia ma da molti anni vive e lavora a Roma. Il lungometraggio “Falene” segna il suo esordio: selezionato al festival di Montpellier e al Raindance di Londra. Nel 2009 Maldonado vince il Premio della Regia ad Arcipelago col documentario “Ritratti “e il 48H Film Project con il cortometraggio “L’utero al dilettevole”. Ha curato la fotografia e il montaggio di vari film di Elisabetta Sgarbi tra cui “Il viaggio della signorina Vila” e “Quando i tedeschi non sapevano nuotare”. Ha diretto la serie web Pirula Pirula ed il lungometraggio “Carta Bianca” vincitore al Riff (Roma IndipendentFilm Festival ) del premio della distribuzione, proiettato al Festival di Bogotà. Nel 2016 ha diretto il lungometraggio “Dentro” che vince il The Monkey Bread Film Awards 2017.

    Andrés Arce Maldonado     Il respiro della pietra      Giuliano Giuliani

 

Logo DOCudì Arte
prosegue con altri due appuntamenti:
– giovedì 26 marzo
“Emilio Vedova. Dalla Parte del Naufragio” di Tomaso Pessina

– giovedì 14 maggio
“Ettore Spalletti” di Pappi Corsicato

 

 

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