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Docuday 2007

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venerdì 6 luglio 2007

Sala Convegni Museo d’Arte Moderna “Vittoria. Colonna” di Pescara

Lungomare G. Matteotti, 131 (Ingresso su Piazza 1° Maggio) – Pescara

Giornata nazionale per la promozione del documentario nelle piazze italiane.
Quarta edizione, Luglio 2007

Proiezione ore 21.00
Ingresso libero – 
locandina


La protagonista di Filo di luce

Filo di Luce. Appunti per un film sul senso del luogo

56′, digitale, colore, stereo, 2004

Regia
: Michele Fasano

Interpreti: Ramandeep Kaur, Guru Joga Singh, Fiorenzo Cauzzi, Jagdeep Singh, Rajinder Mavi, Mewa Singh, Suki Kaur, Mawi Ajmer Singh, Prem Kaur, Jaspal Singh, Himmat Singh, Verinder Kaur, Gurpreet Singh, Harpreet Kaur, Darshan Singh, Gurmeet Kaur, Jagirpal Singh,Harjeet Kaur, Harmanpal Singh, Amitpal Singh;

Fotografia: Michele Fasano;
Seconda camera: Sabrina Pogliani;
Montaggio: Michele Fasano;
Post-produzione del suono: Studio Arkì;
Musica: Daniele Furlati;
Locations: Luigi Ghisleri;
Intermediazione culturale
: Prem Lal Raina;
Consulenza scientifica: Maria José Compiani (sociologa), Saverio Marchignoli (indologo);
Produzione: Sattva Films Production and School

Raman è una bambina di dieci anni, indiana, di religione Sikh, arrivata in Italia quando ne aveva quattro al seguito di sua madre.

Non ricorda nulla del Punjab, la terra d’origine del padre, emigrato in Pianura Padana sei anni prima della moglie, per lavorare come mungitore in cascina là dove una volta vivevano i contadini italiani ormai estinti. Raman è felice di vivere in campagna perché, come lei dice, le piacciono i “paesaggi silenziosi”. Racconta, però, che dopo una vacanza in Punjab, dove aveva ripreso contatto con la terra del padre, è ritornata in Italia piena di domande… dando avvio ad un confronto tra la sua terra di origine e quella che la ospita e sente sua. Si reca, quindi, dal guru del tempio sikh di Vescovato in provincia di Cremona per cercare qualche risposta a tali quesiti. Dai racconti del guru emergono principi di rispetto per le altre culture, per le altre religioni e per la biodiversità della natura. La bambina scopre così, che già in precedenza, da sola, aveva fatto propri quei pensieri, senza saperlo, nell’ascolto silenzioso del paesaggio sonoro della campagna, come lei dice “quando le macchine si fermano”, sullo sfondo del fiume Po e della campagna tra Cremona e Reggio Emilia.

Michele Fasano, si è laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) con una tesi in Estetica su La poetica di Andrej Tarkovskij presso l’Università di Bologna. È stato allievo di sceneggiatura e regia con Tonino Guerra, Suso Cecchi D’Amico, Fernando Solanas, Abbas Kiarostami. Regista e produttore indipendente ha realizzato diversi film.

Dal 1998 promuove il Seminario d’Ideazione e Realizzazione di un Film, nell’ambito del quale ha prodotto diversi film, corti e medio metraggi, sui temi dell’intercultura e dell’immigrazione sceneggiati dai suoi allievi, poi pubblicati in in un cofanetto intitolato “Storie fuori Porta”.

Nel 2005 fonda la SATTVA FILMS Production and School, una società a responsabilità limitata che intende sviluppare l’esperienza di produzione, creazione e formazione cinematografica pregressa ed allargare il proprio raggio d’azione a livello internazionale ed in particolare verso il Mediterraneo e l’India. Progetti in corso di realizzazione sono:

– Seminario d’Ideazione e Realizzazione di un Film, sesta edizione, Bologna, 2005/2006

– L’Albero della Vita (digitale, colore, 2006)
Il film documentario svolgerà una lettura finalmente unitaria dei contenuti sapienziali del pavimento musivo della Cattedrale d’Otranto, esposti nella loro complessità di lettura fino a giungere alle radici più profonde della sua verità, in esso esposta nuda sia delle contingenti ragioni del Potere, sia da quelle della Religione.

– “Ti ricordi di Adil ?”
Partnership tra Sattva Films srl (Italia), Ouarzazate Films Production srl (Marrakech-Marocco) e partenrs europei per la produzione del secondo lungometraggio di Mohammed Zineddaine. Il film narra di due amici ventenni che, alle prese con i loro sogni d’avventura, stretti tra miseria e migrazione, fondamentalismo religioso e criminalità, riscoprono la freschezza della loro più autentica radice culturale.

al termine verrà proiettato ”L’uomo che inventò l’elicottero” di Fabio SANVITALE

Vincitore, per il settore Documentari,del  1° Festival di Corti e Documentari d’Abruzzo Premio Emilio Lopez Concorso per Cortometraggi e Documentari realizzati da filmakers di origine abruzzese e/o girati in Abruzzo
Sarà presente il Regista


Giornata nazionale per la promozione del documentario nelle piazze italiane.
Quarta edizione, Luglio 2007

Il documentario sta finalmente iniziando a riscuotere un crescente entusiasmo da parte di un pubblico sempre più numeroso. Si tratta di un primo importante segnale che incoraggia quanti insistono sulla necessità di creare spazi concreti di diffusione per un genere cinematografico dallo straordinario valore culturale e sociale.

E’ un inizio significativo che non deve però far perdere di vista la realtà, la strada da compiere è ancora molto lunga e le dinamiche volte a garantire la nascita e la diffusione di una solida cultura del documentario sono ancora nascoste in un futuro non ben definibile ma fortemente voluto – ormai è chiaro – da molti.

Vogliamo allora continuare a costruire azioni significative e per questo motivo vi invitiamo a collaborare con noi per realizzare l’edizione 2007 della giornata nazionale per la promozione del documentario nelle piazze italiane.

Le precedenti edizioni – grazie alla disponibilità degli organizzatori, degli autori e del pubblico – ci hanno visto presenti in tutte le regioni italiane con circa 200 proiezioni e la presenza di migliaia di spettatori.

COMUNICATI STAMPA

martedì 3 luglio 2007 – Invito a Conferenza Stampa

mercoledì 4 luglio 2007 – Comunicato Stampa

Riflessi Stampa

data fonte articolo
venerdì 6 luglio Il Centro Documentari al Colonna
venerdì 6 luglio Il Messaggero DOCUDay
venerdì 6 luglio Cronaca Il DOCUDay 2007 questa sera al Museo Colonna
venerdì 6 luglio Cronaca Prima regionale per il Film di Fasano “Filo di Luce”
venerdì 6 luglio primadanoi.it DocuDay!, stasera la prima regionale di “Filo di Luce”
giovedì 5 luglio Il Centro Domani la giornata del Documentario
giovedì 5 luglio Il Centro “Filo di luce” di Fasano domani al Museo Colonna
giovedì 5 luglio Il Tempo Al Docuday “L’uomo che inventò l’elicottero”
giovedì 5 luglio themalinformazione.it DOCUday! 2007’, 4a Giornata nazionale per la promozione del film documentario
mercoledì 4 luglio studentiuda.net Venerdì 6 luglio anche a Pescara il DOCUday
mercoledì 4 luglio tgroseto.net Pescara: Stamane presentazione di DOCUday 2007
lunedì 2 luglio fabiourbini.net DOCUDay
lunedì 2 luglio ilsegnaposto.it 6 luglio giornata dedicata ai documentari
lunedì 2 luglio Sipario Docuday 2007
domenica 1 luglio undo.net DOCUday!
martedì 26 giugno donneinviaggio.it Cinema Documentario nelle piazze italiane
domenica 19 giugno teleagenda.it DOCUday!

IL MANIFESTO DI DOCUME’

“il documentario non è una macchina per vedere, è una macchina per pensare, sia per chi lo fa sia per chi lo vede…Mezzo di conoscenza e di espressione a tutto tondo, il documentario resta uno degli ultimi spazi di riflessione offerti al telespettatore-cittadino del nostro tempo. In controcorrente rispetto alle ricette che alimentano insidiosamente un’indifferenza al mondo e agli uomini, il documentario stimola un ascolto più intenso, più attivo, introducendo a dei tempi, delle emozioni e delle riflessioni che lasciano delle tracce nella memoria dello spettatore. Il documentario appare così come un antidoto a questa “non-memoria collettiva” , che finisce per costruire giorno dopo giorno, con della sabbia e su della sabbia, l’attualità. Ecco perché il documentario ha oggi un ruolo sociale unico: ampliare gli orizzonti del paesaggio umano offrendo un accesso alle opere, alle idee e alla scoperta dell’altro; dare forma alle grandi problematiche del mondo moderno e far condividere, attraverso l’intelligenza di uno sguardo, l’esperienza di una dignità umana”. Thierry Garrell


Il Progetto Documè
nasce con lo scopo di contribuire alla diffusione della cultura del documentario in Italia attraverso un iniziativa di distribuzione indipendente rivolta ai piccoli cinema, sale video di comunità (associazioni e scuole) e rassegne.
Il documentario è una risorsa dalle enormi potenzialità socioculturali, uno strumento importante per il cittadino/spettatore verso cui le istituzioni, il sistema televisivo e cinematografico manifestano un disarmante disinteresse, privilegiando contenuti sempre più leggeri alla ricerca degli indici di ascolto e dei consensi piuttosto che della qualtà.L’attuale panorama italiano del documentario vive una grave carenza di risorse a sostegno della formazione, produzione e promozione, ingredienti fondamentali per far rinascere nel pubblico il gusto per un genere dimenticato.

Questi sono anni in un cui è auspicabile una rinascita, le priorità per lo spettatore, gli organizzatori e la società in genere tendono a rivolgersi con maggiore attenzione alle buone pratiche legate alla cultura ed all’informazione. Nei paesi in cui il servizio pubblico televisivo contribuisce in maniera significativa a garantire la diffusione di valori culturali e sociali, il documentario continua ad essere sostenuto, seguito e dunque richiesto. Nonostante le evidenti differenze strutturali, nel nostro paese numerosi autori continuano a realizzare opere di grande sensibilità ed esiste un pubblico sempre più attento a questo genere cinematografico.

Per questi motivi Documè ha scelto di dar vita al circuito indipendente per la promozione del documentario, creando le condizioni per rendere accessibili le opere ai cittadini ed attivando l’apertura di un dialogo con quanti credono nella necessità di trovare modi più attenti, intensi e riflessivi di guardare ai fatti del mondo e della vita.

Il rapporto con gli autori e le case di produzione

Il progetto ha preso vita da una grande passione per il cinema documentario, dal rispetto e dall’interesse per il lavoro svolto dagli autori e per il significato culturale e sociale delle loro opere; abbiamo dunque iniziato un percorso che consentisse da un lato di rendere facilmente rintracciabili e di conseguenza disponibili le opere al fine di fare incontrare l’esperienza del regista a quella dello spettatore.

L’obiettivo di porre le opere e gli autori al centro dell’intero processo è per noi tutt’oggi fondamentale, il 50% dei ricavi provenienti dal noleggio dei film viene girato a loro (o agli aventi diritto) e questo aspetto, pur non rappresentando una voce rilevante dal punto di vista economico, introduce all’apertura di una possibilità concreta di promuovere il documentario in maniera indipendente.

L’accesso alle opere

L’azione di Documè si concentra nel creare condizioni utili affinchè il documentario sia accessibile da parte dei cittadini; per questo motivo – e visti i presupposti – abbiamo ritenuto necessario individuare strade alternative per portare i documentari nella società.Fino a qualche anno fa i pochi che desideravano organizzare eventi dedicati al documentario – soprattutto quando non si trattava di grossi eventi – si trovavano di fronte a grandi difficoltà nel reperire i film così come nel cercare di coinvolegre il pubblico nelle iniziative: esperienze complesse che anche noi abbiamo dovuto affrontare nel 2003 organizzando la nostra prima rassegna a Torino.

E’ stato proprio in quell’occasione che ci siamo resi conto di quanto fosse importante coinvolgere gli autori in una iniziativa condivisa che guardasse al futuro ed alla possibilità di rendere accessibili in maniera semplice ed organica un numero rappresentativo di opere, selezionate grazie ad una continua e costante attenzione al panorama documentaristico italianoe internazionale.

Questo modello ha portato oggi Documè ad avere oltre 160 film a catalogo con circa 1000 proiezioni realizzate in tutte le regioni italiane presso piccoli cinema, sale video di associazioni culturali, scuole e rassegne: il Circuito Indipendente del documentario

Inutile dire che assume in questo caso un valore centrale il fatto che si tratti di iniziative basate su una filosofia di rete, elemento che conferisce maggiore forza a tutto il progetto dal punto dal punto di vista progettuale, organizzativo e promozionale.
Oggi il Circuito Indipendente del Documentario viene affiancato dal progetto DocumèTivù – realizzato in collaborazione con Tiscali – che consente di vedere anche a casa ed in alta qualità una selezione dei documentari presenti nel catalogo Documè: un ulteriore passo avanti per promuovere la cultura del cinema documentario nel nostro paese.


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Nel luglio 2003 Documè ha realizzato una prima rassegna estiva a Torino in 9 serate all’aperto per 18 film con un totale di 1500 spettatori circa, nel dicembre 2003 abbiamo iniziato la programmazione del primo Cinema per i Documentari a Torino presso il Cinema Baretti nel quartiere di San Salvario.Immediatamente ha deciso di far parte del circuito una seconda sala Torinese , il Centro El Barrio alla quale hanno fatto seguito numerose altre realtà in tutta Italia; oggi a due anni di distanza sono state realizzate oltre 600 proiezioni in ogni angolo del paese.

Ad un anno dalla partenza, la sera del 2 luglio 2004 siamo stati presenti con la “Giornata nazionale per la promozione del documentario” in 35 piazze italiane da Stromboli a Pordenone, evento che si è ripetuto con altrettanto successo il 2 luglio 2005.

Documè è un progetto che vuole diventare un riferimento importante per tutti coloro che come noi sono costantemente alla ricerca di un modo diverso e nuovo di fare e pensare la Comunicazione e l’Informazione sui fatti del mondo e della vita, è questa la direzione nella quale ci muoviamo insieme al fondamentale lavoro degli autori, delle organizzazioni che danno luogo alle proiezioni e del pubblico sempre più interessato a questo genere.

1) Perchè ?

L’Associazione Documè , viene costituita nel Gennaio del 2003 con lo scopo di contribuire alla diffusione della cultura del documentario di carattere etico e sociale.
E’ nostra opinione che il documentario sia uno strumento dotato di enormi potenzialità dal punto di vista comunicativo e riteniamo assolutamente scarso il suo utilizzo sui media televisivi inclusi i pochi canali satellitari che nell’ultimo anno hanno pressochè completamente dirottato la programmazione di documentari sul genere scientifico , storico o naturalistico.
La produzione di documentari è decisamente più vasta di quanto il pubblico (abituato a non vederli) possa immaginare, a nostro parere la possibilità di accedere più facilmente a questi film contribuirebbe enormemente a fare cultura ed informazione in modo diverso , più attento, più sensibile,…più intenso.

Allo scopo di chiarire al meglio questo pensiero prendiamo in prestito un efficacissimo concetto espresso da Thierry Garrell :“il documentario non è una macchina per vedere, è una macchina per pensare, sia per chi lo fa sia per chi lo vede…Mezzo di conoscenza e di espressione a tutto tondo, il documentario resta uno degli ultimi spazi di riflessione offerti al telespettatore-cittadino del nostro tempo. In controcorrente rispetto alle ricette che alimentano insidiosamente un’indifferenza al mondo e agli uomini, il documentario stimola un ascolto più intenso, più attivo, introducendo a dei tempi, delle emozioni e delle riflessioni che lasciano delle tracce nella memoria dello spettatore. Il documentario appare così come un antidoto a questa “non-memoria collettiva” , che finisce per costruire giorno dopo giorno, con della sabbia e su della sabbia, l’attualità. Ecco perché il documentario ha oggi un ruolo sociale unico: ampliare gli orizzonti del paesaggio umano offrendo un accesso alle opere, alle idee e alla scoperta dell’altro; dare forma alle grandi problematiche del mondo moderno e far condividere, attraverso l’intelligenza di uno sguardo, l’esperienza di una dignità umana”.

…Aggiungiamo che accanto alle ottime opere di importanti produzioni esistono numerosi e interessantissimi lavori di autori indipendenti che a maggior ragione difficilmente raggiungeranno un pubblico.

2) Azione

Sulla base di questi presupposti Documè ha individuato un azione efficace e sostenibile per contribuire alla diffusione del documentario ed alla circolazione delle opere dei registi indipendenti, ovvero:

La creazione di un circuito nazionale per la proiezione di documentari.

Spazi dove dunque sia possibile organizzare concretamente singole proiezioni
o rassegne stabili :
piccoli cinema, sale di associazioni o enti, spazi all’aperto, musei , scuole , etc…

3) Il valore sociale del documentario

L’immagine che ha oggi il documentario nel nostro paese è per lo più costruita sulla base di stereotipi e pregiudizi; il documentario è essenzialmente considerato dai più un opera di intrattenimento noiosa dove l’interesse per i contenuti non vale lo sforzo necessario a sostenere l’attenzione.
Non è mai stata intenzione delle televisioni investire sul documentario ed è oltremodo difficile e costoso distribuire i film nelle sale cinematografiche dato il totale (o quasi ) disinteresse da parte del pubblico.Solo recentemente e sull’onda del grande successo ottenuto Michael Moore stiamo assistendo ad una crescente distribuzione anche nel circuito cinema tradizionale, è un buon segno ma non sufficente, i documentari di grandissimo interesse sono in realtà molti di più e non vogliamo che rimangano nei cassetti, sarebbe una gravissima perdita per tutti.

Documè è del parere che ci siano film che per il loro valore culturale, sociale ed educativo siano da sostenere, anche se relegati ai margini delle logiche di mercato; per questo motivo abbiamo scelto di sviluppare il nostro progetto sulla base di presupposti “diversi” , dove l’economicità dei costi di realizzazione deve essere ricercata nell’attuazione di importanti economie di scala (tali da rendere il sistema leggero) e nella certezza di perseguire un ideale di alto valore per la collettività.
Facendo questo crediamo di contribuire nel contempo alla diffusione di “un gusto” per il documentario che potrà certamente portare un maggiore attenzione del pubblico in questa direzione. I risultati di affluenza stanno oggi confermando la nostra ipotesi: 500 proiezioni in italia nelle prime due stagioni per oltre 30.000 spettatori.

Perchè un Circuito Indipendente di sale dove proiettare documentari….non esisteva ancora.

4) Cinema o luoghi inconsueti

Sulla base di quanto premesso abbiamo effettuato una serie di ipotesi di carattere finanziario che ci hanno portato a costruire una linea di sostenibilità economica concretizzabile nel breve.
A tale proposito, e proprio per ragioni di costi, riteniamo che la sala cinematografica tout-court non sia l’unico luogo per promuovere con continuità il documentario.

Esistono moltissime associazioni di carattere culturale e sociale nel nostro paese, spesso alla ricerca di iniziative utili a promuore attività di alto contenuto; molto spesso queste associazioni dispongono di sedi facilmente fruibili, talvolta attrezzate con sale riunioni che però non vengono utilizzate al 100%, soprattutto in orario serale. Esistono poi moltissimi piccoli cinema e cineclub che sono orientati per natura alla politica della qualità e della ricerca, per questo motivo riteniamo che per queste strutture la proposta del film documentario sia da prendere o da riprendere seriamente in considerazione. anche le Scuole possono accogliere con grandi risultati il cinema documentario, come elemento di discussione ed approfondimento a supporto dei temi di volta in volta trattati durante lo svolgersi dell’anno scolastico, anche qui si tratta di una risorsa del tutto sottovalutata ma importantissima.

5) Il pubblico di Documè
eccovi una ricerca che abbiamo fatto insieme al pubblico che frequenta la nostra sala Torinese, speriamo possa dare anche a voi uno spunto di riflessione utile e stimolante…

6) Come far parte del circuito Documè

E’ nostra opinione che un documentario di alti contenuti di carattere sociale debba essere facilmente fruibile per il pubblico, anche in ambienti non convenzionali o magri non attrezzati in maniera perfetta quanto può esserlo una sala cinematografica ultramoderna.
Oggi grazie agli sviluppi tecnologici è davvero possibile, con un costo assolutamente accessibile, allestire piccole sale proiezione di buonissima qualità anche in spazi non convenzionali, questo è il presupposto chiave su cui si sviluppa il progetto Documè.

Una Associazione in possesso di una sala già attrezzata con…

Un videoproiettore
Uno schermo
Una videoregistratore o lettore DVD
Un numero minimo di sedie
Un impianto audio

…è già nella condizione di far parte del circuito Documè.

Una Associazione che condivide il nostro progetto ed ha una sala ma questa sala non è attrezzata , può comunque decidere di far parte del circuito di Documè, riceverà tutto il supporto nostro supporto per cercare di raggiungere l’obiettivo.

L’attuazione di importanti economie di scala è il punto di forza del progetto Documè:

1) E’ possibile creare economie di scala nella ricerca e acquisizione dei film ed è proprio questo il principale obiettivo su cui stiamo lavorando ; esiste un database già consolidato di contatti con registi e case di produzione per il reperimento dei film (in italia e all’estero) e la realizzazione di programmi di interesse comune a tutti i componenti il circuito.

2) Il Circuito ci aiuta ad avere un enorme risparmio nei costi di comunicazione degli eventi e dei calendari a livello locale e nazionale.

3) E’ possibile creare importanti economie sui costi di trasporto e delle duplicazioni dei film.

4) Notevoli risparmi sono altresì possibili nell’acquisto o nel reperimento delle attrezzature necessarie (comprando per esempio, all’esigenza, 5 videoproiettori anziché uno).

5) L’aspetto più importante è che la creazione di un circuito conferisce una enorme energia al progetto anche al fine di attivare mille ulteriori iniziative in un ambiente fortemente orientato ad obiettivi comuni. La costruzione di una massa critica che promuove il documentario di carattere sociale conferisce certamente maggiore visibilità al progetto rispetto a tante iniziative tra loro scollegate.

Come si può procedere?
Le Associazioni o i gruppi che vorranno far parte di Documè potranno contattarci ai numeri indicati o via mail per analizzare insieme come attivare un piano di collaborazione, attraverso una programmazione stabile o , per incominciare , attraverso l’organizzazione di singole proiezion o rassegne.

Aderire al circuito Documè è davvero molto semplice:
Per ulteriori informazioni sull’adesione al circuito o sull’organizzazione di proiezioni SPOT, contattateci al numero 011 6694833 oppure scriveteci a info@docume.org , siamo a vostra totale disposizione!

ASSOCIAZIONE DOCUME’
http://www.docume.org/

Via San Pio V 14/c – 10125 Torino – Tel. 011.66.94.833 – info@docume.org

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