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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

Presentazione | Articoli sulla Grecia



Copertina catalogo mostra Maria Callas Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito
Catalogo della mostra
Fondazione Giuseppe Lazzareschi
pagg.71, immagini b/n e colore

Recensione





Michele De Lucchi - Colonne portanti - schizzo - Courtesy Fondazione Volume! Michele De Lucchi: Colonne portanti
11 dicembre (inaugurazione ore 18.30) - 15 febbraio 2013
Fondazione VOLUME! - Roma
http://www.fondazionevolume.com/

Installazione site specific di Michele De Lucchi, a cura di Emilia Giorgi. L'opera nasce da un'accurata lettura degli spazi di VOLUME! che, in 15 anni di attività, hanno visto l'intervento di alcuni tra i più rilevanti artisti internazionali. Un luogo in cui le storie si sono sovrapposte e intrecciate nel tempo, trasformando l'ex vetreria di Trastevere in una grande opera aperta e in divenire. De Lucchi è una personalità poliedrica. Architetto, designer, referente creativo per importanti aziende, ama definirsi un artigiano, uno a cui piace usare le mani per creare oggetti o grandi scenari in cui perdersi.

Invitato ad offrire la propria interpretazione degli ambienti della Fondazione VOLUME!, l'architetto ferrarese cerca nelle pareti della galleria le tracce stratificate negli anni, fino alle sue origini di laboratorio artigiano. Ogni struttura 'scolpita' nel muro evoca temi per lui fondamentali: lo spazio, il materiale più prezioso, e il tempo che passa, "il più grande artista che esista". L'insieme delle nicchie è una raccolta di storie, ricerche e riflessioni intorno a un'idea di architettura e al suo significato originario, e al contempo un viaggio emozionale attraverso gli immaginari e i paesaggi creativi dell'autore.

Michele De Lucchi (Ferrara, 1951) si è laureato in architettura a Firenze. E' stato tra i protagonisti di Alchimia e Memphis. Ha sviluppato prodotti per le più importanti industrie italiane e europee. E' stato responsabile del Design Olivetti dal 1988 al 2002, ha sviluppato progetti sperimentali per Compaq Computers, Philips, Siemens, Vitra. Ha ristrutturato edifici, ha curato molti allestimenti di mostre d'arte e design e progettato edifici e allestimenti espositivi per musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino. N

Negli ultimi anni ha sviluppato numerosi progetti di architettura per committenze private e pubbliche in Georgia. Il lavoro professionale è stato sempre accompagnato dalla ricerca personale sui temi della tecnologia e dell'artigianato. Nel 1990 ha creato "Produzione Privata", nel cui ambito disegna prodotti che vengono realizzati impiegando tecniche artigianali. Dal 2004 scolpisce casette in legno con la motosega per cercare l'essenzialità della forma architettonica. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei del mondo.




Ettore Sottsass jr - Stadio per guardare le stelle- 1972 Walter Pichler - Compact City - gesso e vetro con applicazioni metalliche 1963-64 Vienna e dintorni. Abraham, Hollein, Peintner, Pettena, Pichler, Sottsass
termina lo 02 febbraio 2013
Galleria Giovanni Bonelli - Milano
http://www.bonelliarte.com/

Apre a Milano la Galleria Giovanni Bonelli, dell'omonimo gallerista mantovano. Una ricerca sofisticata e una selezione attenta saranno le caratteristiche peculiari dello spazio che ad un interesse per l'arte italiana affiancherà quello per l'arte internazionale, aprendo così anche i propri confini geografici. La mostra, a cura di Gianni Pettena, racchiude in sé tutte le prerogative della nuova galleria presentando i lavori di sei architetti, personalità che hanno avuto percorsi dalle evoluzioni diverse, ma che contengono gli stessi elementi di attitudine all'osservazione, al racconto, che emergono rivelando sensibilità comuni: Raimund Abraham, Hans Hollein, Max Peintner, Gianni Pettena, Walter Pichler, Ettore Sottsass

In esposizione una quarantina di opere tra dipinti, disegni, fotografie, fotomontaggi, modelli, alcune delle quali provenienti dal Museion di Bolzano. Artisti con una comune origine geografica e culturale, l'ampia area connotata culturalmente e geograficamente dall'amministrazione austroungarica, comprendente Milano, Venezia, il Trentino e il Veneto fino al 1918, che ritrovano, in linguaggi e itinerari, un comune volere e sentire. Nati tutti nella prima metà del Novecento a pochi chilometri gli uni dagli altri.

Nel 1962 Hollein e Pichler affermavano che "tutto è architettura" annullando, di fatto, ogni confine interdisciplinare e facendo sì che la sperimentazione venisse condotta con linguaggi spesso lontani da quelli del progetto. La ricerca assumerà quindi varie forme: dalla visionarietà delle strutture di Abraham al rigore concettuale ed esistenziale di Pichler, dalla traduzione di concetti in forma di architettura di Hollein all'ultrarealismo grafico di Peintner, dalle performaces di Pettena alle ceramiche e ai mobili sperimentali di Sottsass.

Gli anni Sessanta e Settanta, periodo sul quale si focalizza la collettiva, sono gli anni in cui la disciplina dell'architettura ha ricercato linguaggi per immaginare il futuro prossimo, di prevederlo, di prepararsi ad accoglierlo, in un senso "realistico" e non visionario. La volontà era quella di andare oltre l'architettura, di affinare nuove forme espressive per progettare una "città invisibile", concepita per il futuro in base alle intuizioni del presente. L'esposizione è accompagnata da un catalogo con testi dei sei autori. (Comunicato Ufficio stampa NORA comunicazione)




Opera di Alvise Vendramin Alvise Vendramin - quadro dalla mostra Immagini dall'inconscio Alvise Vendramin: Immagini dall'inconscio
15 dicembre (inaugurazione) - 06 gennaio 2013
Ristorante Daneu - Opicina (Trieste)
http://www.amebe.com/

Una pittura insolita e di forte contenuto, questa di Alvise Vendramin. Anche se apparentemente i suoi lavori possono ricordare alcuni artisti delle Avanguardie dei primi del '900, sono lavori unici e molto personalizzati. Composti in vario modo, spesso su legno, (i lavori di falegnameria sono un suo hobby) hanno svariate forme: dal classico quadro alla lunga tavola. Interessanti sono i piccoli Totem; simili a stele egiziane, memori di storie passate, cerchiamo di decifrare il loro misterioso messaggio. Il primo globale impatto visivo di queste opere sono una sorta di caos perso dentro tanto colore. Quindi, ad una prima analisi, il complesso compositivo, può risultare assurdo e irreale.

Ma subito dopo l'enigma si scioglie nel ritmo della composizione e rivela l'intuizione pittorica che è lì e ci parla nella sintesi, nella semplificazione delle forme, nell'astrattismo che sfocia nel surreale. Con questa lettura possiamo "entrare" nella pittura di questo artista e scoprire così un caos tutto umano con tanti frammenti di vita sperduti tra linee e curve. Quindi non un Caos primordiale ma un Caos dell'umano vivere dove il grande spettacolo della Natura deve lasciare il passo a situazioni meno poetiche. In questo contesto così particolare il colore si fonde con la forma: sinuose curvature s'incontrano con cerchi, segni simbolici, oggetti, strane figure, porte che si lasciano attraversare da ipotetiche strade e finestre aperte pronte ad accogliere quel che c'è...

Tutto ciò è suddiviso da linee rette, quasi un "logo"presente in ogni lavoro, spezzando il contesto pittorico e inducendo a soffermarsi sui dettagli inconsueti. In tutto il contesto, le situazioni pittoriche trovano un forte sostegno nei colori. Le tonalità accese dei colori puri e non sfumati riescono a trasmettere emozioni forti e palpabili. Si scatena una tensione artistica che ci proietta quasi "fuori dal tempo reale" e che si placa nelle sinuose curve che fanno risaltare il ritmo della creazione artistica. Poi, ognuno è libero di elaborare il proprio sentire e riconoscere oggetti e situazioni a lui famigliari.

Alvise insomma, con i suoi "pupoli", come ama definirli lui, ci porta in una sorte di viaggio attorno e dentro di noi, come in un incontro ravvicinato con un altro "nostro mondo", quello racchiuso come in uno scrigno segreto, percepito ma difficile da vedere. Un ipotetico "specchio segreto" dove poter osservare il nostro vivere a volte veramente troppo caotico e poco "umano"... Ecco, si può dire che Alvise propone la sua visione di "quel che è" e di "ciò che è" la vita proiettando in questi lavori le immagini che arrivano dall'inconscio. Una pittura che emoziona è una pittura che sa avvicinare all'Arte e questa di Alvise è un'ottima proposta artistica che sicuramente si sta orientando verso strade molto interessanti. (Presentazione di Gabriella Machne - curatrice artistica)




Opera di Renato De Marco Renato De Marco: "tra luci... e ombre"
termina il 22 dicembre 2012
Associazione Culturale "la Roggia" - Pordenone
http://www.laroggiapn.it/

Apparentemente semplici, ordinate, sfrondate da qualsiasi particolare figurativo, le opere di Renato De Marco ci permettono di cogliere le sorprendenti potenzialità espressive del linguaggio geometrico. Si tratta di tavole di legno massello prive di cornice, caratterizzate da una serie di antinomie ben ravvisabili nelle alternanze tra sezioni ora compatte ora scanalate, e tra superfici ora lasciate al grezzo della materia ora ricoperte da strati di smalto. Le sezioni dipinte si configurano come una sorta di piano sovrapposto, dietro il quale è possibile scorgere un reticolo formato da tagli netti e precisi, limati e ben rifiniti, orientati a dare profondità spaziale al fondo.

Anche l'impiego dei colori non è casuale. La policromia è bandita in favore di un equilibrato tonalismo interrotto dalle sezioni lasciate del colore naturale del legno. Tinte pure, linee nette, forme definite sono gli elementi di una raffigurazione non oggettiva dunque, e sicuramente astratta. Il linguaggio geometrico è universale e sintetico, ma l'essenziale può esprimere anche realtà ricche e complesse che, in questo caso, sono i mondi interiori, gli stati d'animo, i sentimenti. Condizioni espresse dall'autore attraverso una vera e propria dialettica degli opposti che è all'origine del suo pensiero creativo. (Estratto da Contrasti essenziali, di Silvana Comelli)




Opera di Maurizio Sartori Maurizio Sartori. Armonia di Forme
termina il 23 dicembre 2012
Galleria "Arianna Sartori" - Mantova
info@sartoriarianna.191.it

Maurizio Sartori (Verona, 1953), iscritto alla Società Belle Arti Verona, ha partecipato all'Art Innsbruck 2012 e a numerose mostre collettive e ad alcune personali. Il suo "realismo cosmico" scaturisce dalla fusione tra la ricerca della bellezza classica. I campi cromatici escono dai limiti delle figure proiettandole in uno spazio che va oltre le stesse e oltre la tela assorbendo quell'energia cosmica che ci fa sentire infiniti.

«Pittore da sempre legato al mondo artistico, Maurizio Sartori si è messo in evidenza per la sua creatività e dinamismo. Nelle sue opere tutto è movimento e slancio vitale; una fusione perfetta di colori e forme. I suoi dipinti sono un gioco d'incastro. Una linea, un quadrato, un rettangolo, un cerchio sono infatti l'inizio di una trama che porterà ad un risultato prima celato. Nella sua pittura c'è una ricerca continua di armonia ed equilibrio e questa esigenza interiore è ben supportata da un efficace equilibrio cromatico. Che sia un rosso, un giallo, un blu o un verde, sempre molto decisi, il coinvolgimento dello spettatore è automatico. Molteplici sono le fonti d'ispirazione per l'artista ma sicuramente le più sentite fanno riferimento a Picasso, Mondrian, Tancredi, Turcato, Dorazio e Accardi.» (Estratto da presentazione della Dott.ssa Fiorenza Canestrari)




Riccardo Luchini - Verso la città - olio su tela cm.100x120 Riccardo Luchini
termina il 13 dicembre 2012
Galleria de' Bonis- Reggio Emilia
www.galleriadebonis.com - Uff.Stampa: www.csart.it

La città e il suo movimento sono protagonisti delle opere di Riccardo Luchini, l'artista scelto dalla Galleria de' Bonis per il quinto "Flash d'arte", nome della serie di mostre che la Galleria ha inaugurato nel mese di ottobre. Le esposizioni hanno tutte caratteristiche comuni: artisti selezionati, pochi pezzi sceltissimi ed una rotazione costante.

Riccardo Luchini (Milano, 1949) è docente presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara ed è esponente di quel paesaggismo urbano che ben incarna lo spirito dei nostri tempi. Le sue città, colte sempre con tagli cinematografici in movimento, costituiscono anche un'interessante metafora dell'animo umano, dove il grigio e i toni freddi sono dominanti, dove la solitudine è protagonista, dove si esperisce l'instabilità delle cose e dell'esistenza stessa.




Simone Bortolotti - Patio 11.12 - olio su tela cm.70x70 Simone Bortolotti: Spazi d'aria
termina il 29 dicembre 2012
Merlino Bottega d'Arte - Firenze
http://www.merlinobottegadarte.com/

Simone Bortolotti (Firenze, 1963) ha all'attivo un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e rassegne sia in Italia che all'estero (Germania, Finlandia, Francia, Spagna). Nella galleria fiorentina situata nelle ex Murate, l'artista espone un ciclo di recenti dipinti ad olio che raffigurano, con colori delicati e tonali, paesaggi e vedute che hanno in sé qualcosa di romantico e, al tempo stesso, misterioso. Intersecati o collegati fra loro in infinite soluzioni, a volte soltanto allusi, i suoi sono luoghi per lo più disabitati nei quali aria e luce si diffondono leggere, in silenzio.

Luoghi unici, surreali e possibili allo stesso tempo, nei quali lo spettatore è invitato ad entrare con lo stesso rispetto con cui sono stati costruiti. Gli spazi dell'ultima produzione cominciano ad accogliere anche alcune ombre che appartengono a qualcuno che forse li abita, che passa, o che aspetta; ma la figura umana sfugge, non è mai troppo nitida. La mostra, organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, è corredata di catalogo con introduzione di Giovanna Cardini.




PALERMA Crocefissione e Sindone, 2011, olio su tela, cm 150x130 Premio Maccagno 2012 / Mostra di Federico Palerma
termina lo 03 febbraio 2013
Civico Museo Parisi Valle - Maccagno (Varese)
http://www.museoparisivalle.it/

Il Premio Maccagno giunge alla quarta edizione rinnovando l'appuntamento annuale e l'ospitalità di palcoscenico aperto ad artisti di diversa provenienza. Il Premio, come il Museo, appartengono a Maccagno e ai cittadini, espandendo il raggio di attività e le prospettive di valorizzazione a un bacino geografico sempre più ampio. L'iniziativa è nata e si sviluppa in questa ottica, tendendo a rafforzare sempre più il legame tra cittadinanza e istituzione. L'invito ai partecipanti al Premio - a cura di Claudio Rizzi, coordinato da Ad Acta - proviene dalla Direzione Artistica del Museo; gli artisti chiamati ad esporre saranno valutati da una Giuria per l'assegnazione del Premio, consistente in una esposizione personale che si terrà presso il Civico Museo di Maccagno nel prossimo anno.

La Quarta Edizione del Premio Maccagno presenta tre opere per ogni artista, delineando una rassegna ampia e analitica nella determinazione dell'attualità espressiva, di intensa dialettica nella compresenza di linguaggi, tecniche e materiali di estrazione varia. La premiazione avverrà il giorno 19 gennaio 2013 alle ore 17.30. I pittori e gli scultori invitati sono: Orazio Barbagallo, Michele Delisi, Alessandro Docci, Pieralberto Filippi, Mirella Gerosa, Maria Jannelli, Franco Massanova, Lucio Perna, Dolores Previtali, Roberto Pronzato, Elena Strada. Contestuale al Premio, si svolge la mostra personale dedicata a Federico Palerma, affermatosi vincitore nell'edizione Premio Maccagno 2011.




Gerry Johansson: Deutschland
12 dicembre (inaugurazione ore 19) - 12 gennaio 2012
Associazione culturale Micamera - Milano
http://www.micamera.it/

Una enciclopedia visiva del paesaggio rurale e urbano della Germania dal 2005 a oggi. Ogni singola fotografia che l'autore realizza durante i suoi itinerari inizia una nuova storia, che lì si conclude, per passare alla successiva. Non vi sono persone raffigurate nelle scene di Johansson, eppure la presenza umana é tangibile e evidentemente svelata, compito nostro saperla cogliere, oppure no. Gerry Johansson, fotografo svedese, attraverso la sua lunga carriera, ha raccolto gli stimoli e l'austerità seriale della scuola tedesca diluendola con la fascinazione per il paesaggio "dimenticato" tipica dei "nuovi topografi americani".

Il suo accento nordico, dettato dall'utilizzo seducente e malinconico del bianco e nero, ne decreta oggi la comprensibile originalità. Questa mostra è organizzata in collaborazione con il Festival di fotografia Savignano Immagini - SI Fest di Savignano sul Rubicone. Ringraziamo i curatori Stefania Rössl e Massimo Sordi, e Paola Sobrero, direttrice dell'Istituzione Cultura. Deutschland è anche un libro pubblicato da Mack - uscito a ottobre 2012 e disponibile da micamera.com.




Mario Nigro - Senza titolo - tempera verniciata su tela, cm.65x50 1954 - Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano Mario Nigro. Werke 1952-1992
termina lo 03 febbraio 2013
Theaterplatz 1 - Chemnitz (Sassonia, Germania)
Uff.Stampa: press.mostranigro@gmail.com

La Kunstsammlungen Chemnitz presenta la mostra antologica dell'artista italiano Mario Nigro (Pistoia 1917 - Livorno 1992) protagonista dell'arte italiana del XX secolo. La retrospettiva, a cura di Ingrid Mössinger e Francesca Pola, è realizzata in collaborazione con l'Archivio Mario Nigro di Milano. Il percorso espositivo permette di cogliere la complessità e la novità dell'opera di Mario Nigro attraverso una selezione di trentadue lavori che costituiscono la prima retrospettiva presentata in Germania dopo la pubblicazione del Catalogo ragionato, a cura di Germano Celant, edito da Skira nel 2009.

Mario Nigro ha ideato nuovi linguaggi visivi nel secondo dopoguerra aprendosi ad una prospettiva internazionale attraverso una continua analisi dei sistemi complessi della pittura. Nel primo dei quattro ampi spazi espositivi del museo si trovano opere che l'artista ha esposto nella sala personale alla XXXIV Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia del 1968 dove ha presentato lavori tridimensionali a parete e a pavimento, tra cui "Dallo spazio totale 1954: 4 colonne prismatiche a progressioni ritmiche simultanee (passaggio psicologico)" (4 elementi, 284x28x28cm ognuno). Nella stessa sala sono esposte anche cinque tele della serie "Incontro" (200x200cm ognuna) appartenenti al ciclo del "Tempo totale", già esposte alla X Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma nel 1973.

Nello stesso ambiente viene presentata anche l'opera "Dalla metafisica del colore: i concetti strutturali elementari geometrici, Ettore e Andromaca" (10 elementi, 178x68cm ognuno) presentata alla XXXVIII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia del 1978, con la quale Nigro evoca sulla tela il rapporto tra emozioni e sentimenti umani primari attraverso il semplice dispiegarsi della linea sullo sfondo per "visualizzare il sentimento amoroso stesso, il sacrificio e l'addio di una delle più celebri scene dell'epopea classica."

La seconda sala presenta i lavori appartenenti al ciclo dei "Pannelli a scacchi" tra cui "Scacchi", 1952 (146x116cm) caratterizzati da fughe prospettiche di reticoli ottico-percettivi che l'artista movimenta sia dal punto di vista strutturale che cromatico, con un evidente riferimento alle griglie neoplastiche di Piet Mondrian ed all'interpretazione del rapporto tra colore ed emozione in chiave astratto-espressionista di Vassily Kandinsky. Nello stesso ambiente è esposta anche l'opera  "'Pittura: fuga' (...) esplicitamente ispirata alle scansioni della musica di Bach, di cui intende proporre un corrispettivo visivo e spaziale. (...) La musica è elemento costitutivo e costruttivo, non puramente evocativo o esteriore, nella genesi della complessa visione non oggettiva di Nigro.

La terza sala presenta le opere appartenenti al ciclo dello "Spazio totale" quali "Spazio totale: divergenze simultanee drammatiche", 1954-59 (162x127cm), "Dallo spazio totale: reticolo nero su variazione cromo-ottica", 1954-61 (161x115cm) dove la cromia del fondo è caratterizzata da una stesura di colore unico che porterà alla realizzazione delle opere tridimensionali e ambientali degli anni Sessanta. Una sezione viene anche dedicata ai documenti originali, tra cui scritti, inviti, manifesti e cataloghi, che ripercorrono la storia artistica di Mario Nigro.

Il percorso espositivo si conclude con opere degli anni Ottanta. La continua evoluzione di questo percorso creativo porta nei primi anni Novanta alla realizzazione del ciclo delle "Strutture", del quale sono esposte due opere esemplificative nella quarta sala: "6 strutture", 1991 (203x97cm) e "25 strutture", 1992 (205x110cm), che attraverso l'utilizzo di diradati segni cromatici donano una nuova dimensione universale divenendo "luoghi di visione assoluta che paiono scrivere uno spazio futuro, tra fantascienza e antimateria."




Opera di Cesare Berlingeri dalla mostra Andar per stelle Cesare Berlingeri: Andar per stelle
termina il 27 gennaio 2013
Centro culturale Altinate San Gaetano - Padova
www.cesareberlingeri.com - www.vecchiatoarte.it

La mostra, a cura Luca Beatrice, si propone di riassumere oltre due decenni di lavoro di Berlingeri, contemplando inoltre una nuova installazione dedicata ai quattro elementi naturali, tema caratterizzante l'edizione 2012 di RAM, rassegna di mostre ed eventi dedicata ai linguaggi artisticicontemporanei. Le opere di Berlingeri "abitano" un luogo di transizione tra la pittura e la scultura, ma è anche il loro versante concettuale ad esprimere degli ideali attraversamenti, raccordando i valori primari, universali del prodotto artistico con la sua capacità di trasmettere una visione non convenzionale del mondo e di tutto l'esistente.

Il lavoro di Berlingeri è approdato ad un ordine più ampio di riflessioni, anche grazie al ricorso ad una prassi operativa tanto essenziale quanto, negli esiti, sorprendente: quella della piegatura della tela dipinta. Rimandando in modo consapevole alla concezione cosmologica di Leibniz, nonché aquello che è uno degli stilemi dell'arte barocca, la "piega" rappresenta per l'autore la conformazione della realtà sensibile, nonché una proiezione emblematica del suo perenne divenire. Una nota internazionale: l'ambiente sonoro dell'installazione "aria, acqua,terra, fuoco" è stato creato dal compositore giapponese KK Null (già collaboratore di John Zorn ed altri).




Gastone Cecconello - Polimaterico - cm.114x129 2007 Gastone Cecconello: Opere 1953-2012
Museo del Territorio di Biella, 30 novembre 2012 - 06 gennaio 2013
Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, 30 novembre 2012 - 06 gennaio 2013
ARCA di Vercelli, 07 dicembre 2012 - 06 gennaio 2013
http://www.metamusa.it/

L'esposizione antologica ripercorre gli oltre cinquant'anni di carriera del Maestro di origini vercellesi e biellese di adozione. Gastone Cecconello ha attraversato la storia artistica italiana lasciando una straordinaria traccia nella riflessione tra la concretezza della materia, che seduce per la sua varietà, ma parte da una condizione terrena, e il desiderio purista di risalire alla schiettezza e alla semplicità delle origini; tra la seducente bellezza del ferro, del legno, della pietra e la conturbante vivacità delle paste colorate, che generose affollano e rianimano le superfici su cui si posano.

Artista ricco di contenuti, si distingue per il forte richiamo alla ricerca, sensibile alle molteplici metamorfosi del mondo che lo circonda, che affronta con candore ironico e con atteggiamento ludico. Egli tuttavia non tenta di rimpiazzare la realtà della storia e della cronaca con una finzione: al contrario apre, nella sua arte, un processo rappresentativo che ricolloca il mondo reale, svelandolo in una luce diversa, in un mondo ancor più reale. La scrupolosa ricognizione e selezione di opere a cura della professoressa Lorella Giudici, docente all'Accademia di Belle Arti di Brera e autorevole critica d'arte, si esprimerà negli allestimenti espositivi della mostra e nella monografia che accompagnerà l'evento, edita da Silvana Editoriale.





Opera di Annamaria Ducaton Annamaria Ducaton: Silenzi
termina il 14 dicembre 2012
Galleria Rettori Tribbio - Trieste

Mostra personale della pittrice Annamaria Ducaton, introdotta dall'architetto Marianna Accerboni e dal professor Paolo Quazzolo. La rassegna propone una sequenza di raffinate opere recentissime, realizzate a tecnica mista.

Presentazione





Giuseppe Capogrossi - Superficie - tempera su carta cm.48,6x33x6 1964 Alfabeti: Venticinque artisti dal primo Novecento ad oggi
termina il 20 gennaio 2013
Galleria Bonioni Arte - Reggio Emilia
www.bonioniarte.it - Ufficio Stampa CSArt Comunicazione per l'Arte: info@csart.it

Collettiva curata da Federico Bonioni con opere scelte di venticinque artisti, attivi dal primo Novecento ai giorni nostri. Come di consueto, la galleria propone per i mesi di dicembre e gennaio un approfondimento dedicato alla storia dell'arte, da Giacomo Balla a Giuseppe Capogrossi ed Emilio Vedova, con un occhio rivolto anche alle giovani generazioni. In mostra, le ricerche di Giulio Turcato, lo spazialismo di Roberto Crippa ed Antonio Corpora, l'astrattismo lirico di Sam Francis, nonché i dipinti di Mattia Moreni ed Ennio Morlotti risalenti agli anni Cinquanta, unitamente ai collage di Conrad Marca-Relli e ai Tappeti orientali di Aldo Mondino.

A completare l'esposizione, opere di Alfredo Chighine, Christo, Omar Galliani, Il Papero Rosso, Riccardo Licata, Giuseppe Maraniello, Mimmo Rotella, Gino Severini e Luigi Veronesi. Saranno, inoltre, presenti le ultime ricerche di Mirko Baricchi, Marco Bolognesi, Josè Demetrio, Marco Ferri, Pietro Iori, Luca Moscariello e Simone Pellegrini, giovani talenti che la galleria segue e promuove.




Clelia Cortemiglia - SpazioLuce - cm.100x80 Clelia Cortemiglia: Geometrie dorate
termina il 21 dicembre 2012
Galleria d'Arte Contemporanea e Spazio Espositivo Statuto13 - Milano
http://www.statuto13.it/

Clelia Cortemiglia, che fu allieva del grande maestro Lucio Fontana, si pone in primo piano nel panorama artistico contemporaneo, per la capacità di creare un'originale connubio tra il classicismo essenziale delle forme e l'utilizzo di raffinate composizioni astratte su sfondi bianchi o neri, inserite con giochi di luce e spazio, realizzando strutture neoplastiche, estremamente originali e di immediato impatto. Le creazioni di Clelia Cortemiglia sono frutto di una profonda ricerca sull'uso della luce e dello spazio, applicato ad un intreccio di sfumature e tonalità cromatiche, che variano appunto dal bianco, al nero ed enfatizzano l'oro come colore protagonista, in quanto simbolo di regale divinità, resistenza, pregevolezza, ma anche incorruttibilità morale.

Forme e figure geometriche quasi stilizzate, volutamente essenziali e minimali, triangoli, quadrati, cerchi, con significato e valenza metaforica molto profonda, che trasmettono intense emozioni e generano riflessioni interiori. In particolare, il cerchio rappresenta l'Universo l'eternità del tempo e la perfezione ciclica. Ogni opera custodisce un messaggio ideologico e culturale molto significativo, per stimolare e motivare l'uomo ad allontanarsi dalla superficialità del vivere quotidiano e avvicinarsi ad una riflessione interiore spirituale e ad un'evoluzione di pensiero sempre più aulica.




Lino Tardia - Maternità fenicia - olio, tempera, acrilici, materiale vinilico e foglia d'oro zecchino su tela cm.100x90 Enrico Benaglia - Dopo il concerto - olio su tela cm.60x50 Mostra collettiva di fine anno
termina il 31 dicembre 2012
Galleria d'arte contemporanea Edarcom Europa - Roma
http://www.edarcom.it/

Come ogni anno, tutta la superficie espositiva sarà allestita al fine di poter dare la più ampia visibilità a ciascuno degli oltre trenta artisti con cui la galleria collabora. Oltre 200 le opere in mostra tra dipinti, opere grafiche e sculture dei maggiori artisti contemporanei.

Artisti: Ugo Attardi, Enrico Benaglia, Franz Borghese, Ennio Calabria, Angelo Camerino, Michele Cascella, Tommaso Cascella, Angelo Colagrossi, Roberta Correnti, Marta Czok, Mario Ferrante, Salvatore Fiume, Emilio Greco, Renato Guttuso, Ivan Jakhnagiev, Franco Marzilli, Piero Mascetti, Maurizio Massi, Norberto, Sigfrido Oliva, Ernesto Piccolo, Salvatore Provino, Domenico Purificato, Cynthia Segato, Carlo Roselli, Sebastiano Sanguigni, Aligi Sassu, Lino Tardia, Renzo Vespignani.




Oh Tannenbaum!. Designer Christmas Trees Oh Tannenbaum!. Designer Christmas Trees
termina lo 06 gennaio 2013
H2Open space (Centro Federale Trieste - Piscina "Bianchi") - Trieste
www.goethe.de/triest

L'esposizione, a cura di J. Marmon e J. Müller (jjoo design), promossa dal Goethe - Institut Triest, gioca con il simbolo dell'albero di Natale mettendo in mostra originali opere che si cimentano su questo peculiare soggetto simbolico. Il fatto che questa pianta abbia messo solide radici nella sfera religiosa, culturale, commerciale, formale, storica, familiare e sociale, diventando un'icona sempreverde, unica, inconfondibile, ha fornito ai progettisti della Scuola Superiore di design di Karlsruhe numerosi spunti per dare una loro propria interpretazione creativa lontana dall'ideale comune che riserviamo a questa festività




Maria Cristina Carlini Maria Cristina Carlini. Opere
termina il 13 gennaio 2013
Fondazione Mudima - Milano
http://www.mudima.net/

L'ampia rassegna, a cura di Flaminio Gualdoni, presenta il percorso artistico della scultrice. La mostra accolta in due importanti sedi di Milano consente di ammirare la produzione dell'artista dai bozzetti alle opere monumentali, dai lavori storici agli inediti. Maria Cristina Carlini da sempre predilige il grés, col quale crea anche i bozzetti delle grandi sculture che poi realizza con i materiali a lei più consoni, quali l'acciaio corten, la resina, il legno, la lamiera, il ferro. Da Mudima in occasione dell'inaugurazione, Flaminio Gualdoni, autore della monografia Maria Cristina Carlini, presenterà in anteprima il libro edito da Mudima, con introduzione di Gino di Maggio.




Emanuela Rodegher Emanuela Rodegher: La luce dell'anima
termina il 16 dicembre 2012
Spazio Zero - Gallarate (Varese)
http://www.metamusa.it/

Quadri quasi mai dipinti su tela, quanto piuttosto su materiali di recupero, tavole varie riutilizzate o costruite, che nascono per gradi, per interventi successivi. Nelle opere di Emanuela Rodegher (Milano, 1963) la materia si dilata nelle tinte, ancestrali, che paiono conservare le asperità della terra: il grigio antracite, il nero, il bianco, il rosso, le terre. Il disegno quindi si concreta in striature, s'arrotonda o avviluppa su se stesso, incide traiettorie ipotetiche, suggerisce forme già in essere sul magma cromatico, ma non ancora delineate.

Figlia di Raoul, architetto e pittore degli anni '60, e nipote di Emilio, scultore del primo 900, Emanuela Rodegher, completamente autodidatta, perfeziona una personalissima tecnica pittorica: i suoi quadri paiono quasi frutto della fusione di tra pittura e scultura. «Spesso si parte dal nero, dall'antracite, dai grigi - spiega Cristina Palmieri - per poi cercare, e ritrovare, il senso di ogni tono, come si trovasse il senso di ogni vissuto. Certo una sorta di inquietudine rimane sul fondo, nel senso letterale, ma anche traslato, del termine, a venare di dubbio anche le forme più luminose». La mostra è organizzata da Metamusa Arte ed eventi culturali, con il Patrocinio del Comune di Gallarate Assessorato alla Cultura.




Lori Nix - Great Hall - courtesy: galleria Paci contemporray Brescia Italy Lori Nix: Another World
termina il 13 febbraio 2013
Paci contemporary - Brescia
http://www.pacicontemporary.com/

Lori Nix (Kansas, Usa), fotografa contemporanea, è famosa per le sue immagini surrealistiche e per la sua personalissima interpretazione della Staged Photography. Come per molti interpreti di questa corrente i suoi lavori si collocano al confine tra fotografie ed installazione: infatti l'artista ricostruisce manualmente dei mondi in miniatura, utilizzando diversi materiali comuni, per ricreare scene surreali di un mondo apocalittico, che andrà poi ad immortalare in fotografie di largo formato.

Un quesito domina gli scenari dal sapore apocalittico della serie The City: Come apparirebbero gli ambienti urbani se l'umanità scomparisse? Strade ed edifici diverrebbero spopolati ed abbandonati, e la natura successivamente se ne approprierebbe. Questa serie di fotografie è la visione di come potrebbe essere un futuro post-umano. I soggetti principali di questa serie sono spazi pubblici in passato dedicati alla storia e alla scienza, come musei o piazze storiche, ormai sopraffatti da una natura selvaggia.

La mostra offrirà anche un viaggio a ritroso nel percorso creativo di Lori Nix con i lavori di tre serie precedenti: Accidentally Kansas, The lost e Some other place. The City è l'evoluzione di quanto già sviluppato anche sotto un profilo tecnico ed introspettivo, con le serie precedenti. Se in Accidentally Kansas (1998-2000) ripropone una serie di scene a sfondo apocalittico e dominate da cataclismi naturali, che Some other place(2000-2002) la natura, rappresentata in modo enigmatico e senza tempo, diviene il soggetto principale. Nella serie Lost (2003-2004), del paesaggio esamina i sentimenti di isolamento e solitudine.

Come gran parte del suo precedente lavoro, anche in The City diviene labile il confine tra verità e illusione. L'unione di un pensiero romantico del paesaggio e l'illuminazione teatrale sublimano l'opera facendo avvertire nello spettatore un senso di isolamento e di malinconia. L'evidente artificiosità delle scene stimola il piacere dell'illusione. Il catalogo è edito da Paci contemporary, con testo critico a cura di Gigliola Foschi. (Estratto da presentazione di Vanessa Valerio)




Opera di Ella Becker Opera di Amelie Hüneke Opera di Steffi Koehler - Rote Wand Mild at heart: da Dresda a Roma (Studenti dell'Accademia di Dresda)
termina il 15 dicembre 2012
Maniero Associazione Culturale - Roma
http://www.galleriamaniero.it/

Quindici artisti dell'Accademia delle Belle Arti di Dresda, della classe di Christian Macketanz, professore di pittura e lui stesso pittore che ha vissuto e lavorato a Roma per parecchi anni, e che ha esposto più volte alla Maniero Associazione Culturale, questa volta in qualità di curatore. La mostra a cura di Christian Macketanz, nasce proprio da un viaggio di studi della classe ed è composta da opere di piccolo formato, che ogni studente ha portato con sè. Roma, cosi importante per la storia dell' arte attira i giovani artisti, come già nel Rinascimento, (ricordiamo Albrecht Dürer) e nell' Ottocento con i Nazareni, e questa tradizione continua tuttora.

La Città Eterna rimane luogo di peregrinaggio anche per l'artista contemporaneo, anche in questi tempi rumorosi e febbrili di contemporaneità senza confini. I lavori dei 15 giovani artisti della classe di Macketanz, sono pieni di riflessione e sublimazione. La meta non è l'aperta ribellione, ma una sottile e meditata ricerca delle proprie verità-realtà. I risultati sono così, vari e diversi come i caratteri dei giovani artisti. Nella loro ricerca, c'è chi la fa meditando, chi sussurando, chi perseverando, chi estasiato e post-romantico; lavorando sui propri mondi immaginari, dentro e fuori dalle tradizioni, cercano di conquistare il proprio spazio.

Artisti: Karin Armbruster, Marie Athenstaedt, Katharina Baumgärtner, Ella Becker, Josephin Bunde, Wiebke Herrmann, Amelie Hüneke, Daniel Jantsch, Steffi Köhler, Melanie Kramer, Jan Kunze, Marie Christin Rothenbücher, Vivien Schlecht, Christian Thamm, Maria Katharina Wendt.




Laura Zeni - Ritratti interiori - I dodici mesi - Agosto - stampa su tela cm.180x252 2012 Laura Zeni... che Meraviglia!
termina il 13 dicembre 2012
Sala Colonne Banca Intermobiliare - Milano
http://www.irmabianchi.it/

La personale di Laura Zeni, a cura di Fortunato D'Amico, presenta trenta opere significative dell'ultimo biennio, create dal 2010 al 2012. Opere su carta in bianco e nero e a colori, lavori in tecnica mista, oltre a stampe su tela, rappresentativi del suo originale percorso artistico iniziato negli anni ‘80. Creazioni originali, come segnalano i profili delle teste, disegnati per contenere codici, icone, parole, e quant'altro possa servire ad individuare una condizione della mente in determinati momenti della giornata o della vita. Opere che messe insieme costituiscono un universo equilibrato, in cui ognuno può ritrovare la propria forma-pensiero e riconoscere tempestivamente, le teste equilibratrici da esaminare rispetto alle proprie prerogative.

La poetica delle sue opere si muove nella concretezza delle speculazioni della mente e degli effetti reali provocati sulle persone, sanando gli squilibri, per ricondurre lo spettatore a uno stato di costante positività. Le opere realizzate da Laura Zeni, ma anche le sue sculture, i fiori, i libri e gli altri oggetti che costituiscono parte del suo mondo creativo, sono materiali sensibili, utili a provocare cambiamenti e trasformazioni positive, navigando nella turbolenza dei pensieri.

A tale proposito l'artista afferma: "Il mondo è meraviglioso, e dobbiamo viverlo come tale, ricordandoci che è nell'impostazione del pensiero, e delle sue finalità, la capacità di sviluppare l'osservazione dei vuoti che abbiamo tralasciato nella fretta di rincorrere la modernità". Laura Zeni (Milano, 1962) frequenta l'Accademia di Brera; terminati gli studi, lavora come disegnatrice. Dagli anni '80 a oggi, partecipa a diverse mostre di pittura e fiere in varie città quali Milano, Lodi, Pompei, Amalfi e Venezia. Parallelamente alle opere pittoriche, Laura Zeni negli anni '90, inizia a creare libri d'artista, gioielli e complementi d'arredo. (Estratto da comunicato ufficio stampa Irma Bianchi Comunicazione)




Nanni Balestrini. Tristanoil
termina il 15 dicembre 2012
Galleria Frittelli Arte Contemporanea - Firenze
http://www.frittelliarte.it/

Tristanoil è un film generato attraverso un computer che riassembla, in sequenze di 10 minuti ciascuna, oltre 150 clip video in modo che ogni sequenza sia diversa dall'altra pur trattando il medesimo argomento: la distruzione del pianeta attraverso un uso predatorio delle sue risorse. I brani video selezionati dal serial Dallas, news di disastri ecologici, immagini della borsa, di sfruttamento, di miseria, di guerra, emergono amalgamandosi da un flusso di petrolio dorato che le omologa e le riconfigura in un gioco combinatorio ipoteticamente infinito. All'origine del progetto è il romanzo combinatorio Tristano di Balestrini, pubblicato nel 2007 in copie ognuna diversa dall'altra grazie a un procedimento combinatorio.

In visione a Kassel dal 9 giugno al 16 settembre per tutta la durata di Documenta 13, dopo 100 giorni, 2400 ore la proiezione è proseguita, senza interruzione, a Milano presso la Fondazione Marconi, e continua negli spazi della galleria Frittelli, accompagnata da una serie di opere su tela tratte da immagini del film. Il nuovo ciclo si svolgerà per la durata di un anno attraverso una serie di Gallerie d'arte italiane: Fondazione Marconi di Milano, Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze, Studio Fabio Mauri di Roma, Galleria Martano di Torino, Galleria Mazzoli di Modena, Fondazione Morra di Napoli, Galleria Michela Rizzo di Venezia, Palazzo Ducale di Genova.

Nanni Balestrini (Milano, 1935) è stato tra gli animatori della stagione della Neoavanguardia, ha fatto parte dei poeti Novissimi e del Gruppo 63. Per primo ha realizzato nel 1961 poesie con computer. E' stato parte attiva delle riviste il Verri, Quindici e Alfabeta. Recentemente ha pubblicato il libro di poesia Caosmogonia. Parallelamente alla produzione letteraria ha sviluppato un'intensa ricerca in campo visivo, documentata nella monografia Con gli occhi del linguaggio, e ha partecipato a numerose mostre in Italia e all'estero.




Locandina mostra MAD. '12 - Mostra sull'attività didattica MAD. '12 - Mostra sull'attività didattica
termina il 21 dicembre 2012
Galleria dell'Accademia
http://www.arc.usi.ch/

Simile ad un laboratorio dove prodotti e materiali vengono disposti a stimolare intenti di ricerca e a testimoniare vitalità creativa, in occasione dell'allestimento della mostra, la pratica del fare architettura viene esposta nella sua più ampia aspirazione. Emergono l'attenzione ai concetti di luogo e di contesto, e le implicazioni di ordine paesaggistico e territoriale; tematiche che, tutte e con approcci diversificate, vengono esplorate sia all'interno degli atelier di progettazione si nell'ambito dei corsi teorici. MAD è una panoramica sulla ricerca e sui risultati degli insegnamenti dell'Accademia di architettura di Mendrisio, riferiti all'anno accademico 2011/12 e mostrati attraverso i lavori degli studenti; una testimonianza di grande ricchezza progettuale e comunicativa.




Agostino Bonalumi - Bianco - tempera on shaped canvas cm.120x120 1975 Lucio Fontana - Concetto spaziale - Attese - water-based paint on canvas cm.65x54 1966 Bianco Assoluto / White
termina il 21 dicembre 2012
Galleria d'arte contemporanea Kanalidarte - Brescia
www.kanalidarte.com - Uff.Stampa: ilariagianoli@tin.it

Sono esposte, in una sorta di ricreata Wunderkammer caratterizzata da ambienti in stile anni '60, ventidue opere di un gruppo di artisti conosciuti a livello internazionale - Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Hermann Goepfert, Walter Leblanc, Piero Manzoni, Christian Megert, Henk Peeters, Turi Simeti, Ferdinad Spindel, Gunther Uecker, Gerhard Von Graevenitz - per i quali, a cavallo tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso, il bianco ha rappresentato paradigma assoluto e necessario per dare piena compiutezza alla propria ricerca.

"Sarebbe limitativo e banale pensare che il bianco di per sé stia a rappresentare il motivo di una scelta" - dice Afra Canali, direttrice della galleria "Mentre è più la modificazione della superficie, che per mezzo del colore bianco - perfetto vettore di luci e ombre - raggiunge la sua massima forza espressiva e di realizzazione. Questo porta a una riflessione che conduce agli artisti presentati in mostra e alle loro opere, nelle quali la superficie è graffiata, lacerata, cucita; dove vengono usati punteruoli, addizioni materiche, cemento, gommapiuma, cotone..."

L'elemento che accomuna la poetica degli artisti selezionati per Bianco Assoluto / White è una visione post-informale improntata alla persuasione del potenziale trasformativo contenuto nella materia e quindi nell'arte, che si può avvisare attorno al movimento Zero. A partire dal fondamentale apporto culturale dello Spazialismo di Fontana, le propaggini artistiche del movimento Zero, di portata internazionale, furono sviluppate in tutti i paesi d'Europa nelle differenti declinazioni di arte minimale, cinetico-processuale e infine concettuale. Zero coinvolse personalità differenti e di rilievo in tutti i paesi d'Europa: le declinazioni più rilevanti per la storia dell'arte contemporanea sono stati, tra gli altri, il Gruppo Azimuth, Gruppo e T e il Gruppo N in Italia, il Nul in Olanda, il Gruppo Gutai in Giappone, il Gruppo Arte Concreto in Argentina, il Groupe de Recherce d'Art Visuel in Francia, Unismus in Polonia.

Rilevante, in quanto anello di congiunzione culturale tra il Nord Europa e l'Italia, è il ruolo di Piero Manzoni - del quale in mostra è presente un Achrome mai esposto prima - che imperativamente interroga: "Perchè quindi non liberare questa superficie? Perchè non cercare di scoprire il significato illimitato di uno spazio totale, di una luce pura ed assoluta?" La mostra è accompagnata da un catalogo, con immagini delle opere esposte, testi critici e apparati bio bibliografici, edito in cinque lingue (italiano, inglese, francese, olandese, cinese, russo). Dopo la sua conclusione presso la Kanalidarte, la mostra verrà ospitata in Belgio presso la Mdz Gallery di Knokke (29 dicembre 2012 - 30 gennaio 2013).




Immagine dalla locandina della mostra Walter Gadda - Opere selezionate 1980-2012 Walter Gadda - Opere selezionate 1980-2012
termina il 15 dicembre 2012
artestudio Morandi - Ponte Nossa (Bergamo)
artestudiomorandi@virgilio.it

Nel presentare le opere scelte di Walter Gadda, dagli anni Ottanta ad oggi, balza in evidenza il dualismo propulsivo della sua pittura: da un lato il fascino delle ombre, con l'ambiguità e il tormento del nero, dall'altro la lucentezza dei colori "confezionati" da un io giocherellone, teatrante che distilla sogni. Già dalle strisce o composizioni di grigio con squarci di luce, di antica memoria, si intuisce il rovello della sua pittura tesa ad allargare orizzonti, a sovvertire gli schemi codificati: c'è in questi lavori un radicalismo di ricerca che coinvolge i sentimenti interiori e che si esprime con pieghe, increspatura del paesaggio dell'anima.

Un nero dirompente, dai connotati a volte tragici, simbolo di assenza e negazione, ma che poi assumerà toni farseschi, come di irrisione al funambolismo della realtà. Già da allora c'è la tensione per uscire dall'uniformità con smalti, carta e polietilene in un processo di reinvenzione della pittura che sia uno spostamento di prospettiva. Dopo il travaglio sperimentale delle ombre, nei suoi lavori irrompe il presente, con l'assemblaggio di materiali del mondo moderno, come a diventare delle istallazioni: è un percorso dell'anima che si empie di colori e di rifrazioni, di sottintesi e allusioni, quasi in un'incantata ma clawnesca visione della frastagliata contemporaneità.

L'immagine di dilata, assume più significato, si fa fascinosa, s'empie di un magico tumulto: il paesaggio diventa interiore, lo sguardo si spinge verso l'alto, dove volteggiano cieli geometrici o capitonné, sull'orlo di crinali, ma nel profondo s'acquattano misteriose presenze che lanciano luminosi segnali. Quadri come strutture compositive di emozioni, di sequenze di sogni, una fisicità che diventa dilatazione, tensione verso altro, nella direzione dell'incanto. Con gommapiuma, smalti, olio, polietilene Walter Gadda allestisce trepidi segnali interiori, una sorta di cuscinetti del sogno, dove la realtà, sempre incombente, è depurata dei suoi veleni, per tramutarsi magicamente nei colori dell'incanto, performance di un mondo possibile, dove anche la plastica diventa solidale. (Estratto da Il percorso dell'anima, di Mario Rondi)




La pittura di Attilio Bizzozero (Varese 1867-1913)
termina il 26 gennaio 2013
Ghiggini 1822 - Varese
http://www.ghiggini.it/

Ghiggini, fondata nel 1822, raggiunge il traguardo dei 190 anni di attività e per celebrare questa ricorrenza ha realizzato l'esposizione, che si pone l'obiettivo di offrire al pubblico la visione di una raccolta di opere correlate da ricerche e documentazione inedita riguardanti l'artista e decoratore attivo a cavallo fra la fine del XIX e inizio del XX secolo. Il materiale raccolto viene pubblicato in un catalogo digitale dove sono presentate la maggior parte delle opere a oggi riconducibili all'artista varesino. Inoltre l'esposizione vuole essere un omaggio alla relazione di parentela che intercorre fra l'artista e la famiglia Ghiggini in quanto Rosa (1874-1911), sorella del pittore, fu la prima moglie di Achille Ghiggini (1874-1941).

Noto decoratore, Attilio Bizzozero partecipa nel 1901 all'Esposizione di Varese ottenendo, come recita la cronaca dell'epoca, una medaglia d'argento "Per quattro quadri in acquerello per ricche decorazioni di abitazioni. Sono ottimi studii degni di essere riprodotti nei più sontuosi palazzi". La sua pittura invece, che in parte si ispira all'espressione artistica del maestro Gerolamo Induno (Milano, 1825-1890), affronta il tema religioso a cui affianca ritratti e paesaggi. La maggior parte delle opere sono di proprietà privata, ma alcune sono presenti presso pubbliche collezioni quali la Galleria d'Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara e i Musei Civici di Varese come il dipinto "Veduta dei laghi del varesotto con due cacciatori delle Alpi" che attualmente si trova in permanenza nella sezione risorgimentale di Villa Mirabello.




Dalla locandina della mostra QUI arte contemporanea QUI QUI arte contemporanea QUI
termina il 26 gennaio 2013
Galleria Edieuropa - Roma
http://www.galleriaedieuropa.com/

In mostra circa 40 opere dei massimi rappresentanti dell'arte moderna, che furono i promotori dell'astrazione negli anni Sessanta: Alviani, Accardi, Afro, Battaglia, Boille, Burri, Capogrossi, Carrino, Castellani, Ceroli, Colla, Consagra, Dorazio, Vedova, Fontana, Hafif, Lorenzetti, Mastroianni, Mochetti, Melotti, Kounellis, Leoncillo, Pasmore, Paolini, Pascali, Perilli, Sadun, Sanfilippo, Schifano, Scanavino, Strazza, Scialoja, Turcato, Uncini e Verna.

Gli stessi artisti che crearono e animarono la rivista 'QUI arte contemporanea' dal 1966 al 1977, poi Galleria Editalia, che tra incontri e dibattiti, divenne un centro culturale e di confronto vitale, ospitando alcune tra le mostre più interessanti del momento. La rivista fu pensata e voluta inizialmente da un gruppo di artisti: Capogrossi, Colla, Leoncillo, Fontana Pasmore e Sadun, ai quali si affiancarono giovani critici quali Marisa Volpi, Giovanni Carandente, Lorenza Trucchi e Alberto Boatto. Convinti che l'arte fosse il mezzo migliore per raggiungere la sensibilità della gente, vollero uno strumento per sviluppare un senso critico tra le mode del momento, caratterizzate da un linguaggio completamente nuovo.

Nell'editoriale del primo numero di 'QUI arte contemporanea' di luglio del 1966, erano già chiare le intenzioni: "La rivista si propone di aprire una zona per così dire ossigenata, ai fatti salienti nuovi o non sufficientemente conosciuti dell'arte di oggi. Il suo scopo è dunque quello di individuare e segnalare consapevolmente le ideazioni originali ed autentiche, nell'ambito di un linguaggio artistico internazionale...". La mostra vuole restituire lo spirito che caratterizzava quegli anni di fermento, con una scelta di opere significative dagli anni '60 agli anni '80 e sarà completata dal film di Nicolaj Pennestri, che illustra gli anni della rivista attraverso le immagini e le testimonianze degli stessi artisti e dei critici che vi parteciparono da protagonisti.




Andrea Mancini - olio su tela 50s through 70s
termina il 30 dicembre 2012
Galleria Mercurio Arte Contemporanea - Viareggio
http://www.mercurioviareggio.com/

In esposizione recenti dipinti di Simone Bortolotti, Giorgio Distefano, Andrea Mancini. La mostra ha per protagonisti tre pittori nati in tre decadi diverse ('50, '60, '70), ma accomunati dalla città in cui si sono formati artisticamente e dove attualmente vivono e lavorano (Firenze), oltre che dallo sviluppo delle rispettive ricerche nell'ambito della figurazione contemporanea. Gli oli di Simone Bortolotti (Firenze, 1963) raffigurano, con cromatismi delicati e tonali, paesaggi e vedute che hanno in sé qualcosa di romantico e, ad un tempo, misterioso.

L'artista crea scenari immobili e silenziosi, rielaborando in chiave personale certi spunti della pittura metafisica. Giorgio Distefano (Ragusa, 1972) propone un ciclo di tecniche miste, nelle quali delinea scene ispirate al romanzo 'Horcynus Orca' di Stefano D'Arrigo. Andrea Mancini (Firenze, 1958) dipinge ammassi di materiali di ogni genere - cartoni, metalli, copertoni, legname, plastica - che si ergono come icone di un mondo in rovina, ma anche in perenne trasformazione. Nella composizione dei suoi dipinti ad olio, l'artista evidenzia come questi tortuosi cumuli materici possiedano una sorta di struttura logica, inspiegabile e suggestiva. La mostra è corredata di brochure con introduzione di Gianni Costa.




Gabriella Foini
termina il 20 dicembre 2012
Associazione Culturale La Parada - Brescia
www.laparada.it




Helke Bayrle
termina il 20 dicembre 2012
Peep-Hole - Milano
http://www.peep-hole.org/

Peep-Hole presenta per la prima volta in Italia Portikus Under Construction, un archivio di 119 film girati da Helke Bayrle negli spazi di una tra le più importanti istituzioni europee d'arte contemporanea, Portikus di Francoforte sul Meno. Dal 1993 la regista Helke Bayrle ha documentato l'allestimento e la preparazione di tutte le mostre monografiche che hanno avuto luogo nella kunsthalle di Portikus a Francoforte sul Meno. Decine di artisti, tra i quali John Baldessari, Rirkrit Tiravanija, Jimmie Durham, Francis Alys, Matthew Barney, Maurizio Cattelan, Paul Chan e Mark Leckey sono stati ritratti e filmati da Bayrle durante i lavori di allestimento delle loro mostre personali a Portikus.

Un archivio di ritratti di artisti all'opera, a metà tra la dimensione privata e la pratica working-in-progress della costruzione in situ della mostra. Portikus Under Construction è organizzato da Francesco Garutti e Peep-Hole ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano - Cultura, Moda e Design, GAM - Galleria d'Arte Moderna, Milano e Goethe-Institut Mailand. I film da un lato trascendono la dimensione documentativa divenendo racconti intimi sulla figura di ciascun artista, dall'altro si rivelano come un catalogo di narrazioni parallele in grado di toccare temi differenti. Il progetto esplora, attraverso il racconto della costruzione, composizione, allestimento e presentazione delle opere, questioni cruciali nell'ambito dello studio dei formati espositivi come il problema della forma e dell'identità dell'istituzione - oggi più che mai in fase di ridefinizione - e della kunsthalle come luogo di produzione più che di semplice presentazione dell'opera.

Portikus è una kunsthalle fondata nel 1987 a Francoforte sul Meno dal curatore e critico Kaspar König. Nata come lo spazio espositivo affiliato alla Städelschule, l'accademia d'arte e architettura di Francoforte, dal 1987 a oggi ha ospitato centinaia di mostre personali e progetti di artisti contemporanei di fama mondiale. Helke Bayrle è l'autrice di tutti i video dell'archivio. (Torun - Polonia, 1941) ha presentato i suoi video in svariate istituzioni in Europa e nel mondo tra le quali: MMK (Museum for Moderne Kunst) Francoforte sul Meno; National Gallery, Toronto; Schirn Kunsthalle, Francoforte sul Meno; CCA (Center for Contemporary Art) Kitakyushu; Massey University, Wallington; OCA - Office for Contemporary Art, Oslo; Akademie der Bildenden Künste, Vienna.




Dalla mostra Le strade dei poeti silenziosi - Fotografie di Daniela Ray Le strade dei poeti silenziosi
Fotografie di Daniela Ray


termina il 29 dicembre 2012
Galleria Mosaico Arte Contemporanea - Chiasso
giannamacconi@hispeed.ch

Meno male che ogni tanto arrivano loro, nelle nostre città, a ricordarci che la vita sa essere bizzarra e camaleontica, giocoliera e funambolica. Stiamo parlando dei buskers. Ma a differenza dell'inglese, lingua succinta e pragmatica, l'italiano non ha un vocabolo unico per definirli: per noi sono gli "artisti di strada", un'espressione che include tanti virtuosi del colore, del suono, della mimica e della ginnica. Si esibiscono gratuitamente in piazza, in mezzo alla via, sui sagrati e in galleria. Comunque sempre all'aperto e a contatto con la gente. Siano sempre i benvenuti questi maghi dell'intrattenimento improvvisato, questi creatori d'incanto che divertono e stupiscono il pubblico.

Daniela Ray li ha fotografati tutti, muovendosi errabonda negli anni da Bergamo alla Spagna, da Como a New York e da Venezia ad Ascona in occasione del IX Festival "Artisti di Strada" organizzato da Dimitri, famoso mimo che gestisce anche una scuola di fama internazionale. Viandante senza pregiudizi e con la fantasia e lo stupore di un'artista dal cuore simile a coloro che fotografa, Daniela Ray ha realizzato immagini a colori perfettamente composte ed esposte, nonostante la velocità di talune piroette difficili da "bloccare" o il buio degli spettacoli notturni tra fumi, vapori e nebbie. "Le strade dei poeti silenziosi" fa parte della Biennale 2012 ed include, tra i pezzi forti, anche il ritratto dell'americano residente in Francia Howard Buten "Buffo", al contempo clown, scrittore, psicologo e violinista. (Estratto da presentazione di Cristina Franzoni - Zoom Magazine)




Locandina mostra Daniele Schmiedt, un artista siciliano nel Novecento Daniele Schmiedt, un artista siciliano nel Novecento
termina lo 06 gennaio 2013
Sala Borsa della Camera di Commercio - Messina
http://www.ilcircuitodelmito.it/

Le retrospettive, che hanno celebrato e valorizzato, più delle poche personali, l'arte di Daniele Schmiedt, soprattutto immediatamente dopo la sua morte, hanno raccolto le opere della fase finale della sua attività artistica, quella del paesaggio messinese, delle strade, delle case periferiche della città, senza includere in una visione antologica la sua produzione globale. Come in vita non aveva sempre avuto il giusto riconoscimento per l'importanza della sua opera, così anche nelle retrospettive post mortem non si è dato il giusto spazio ad una visione più significativa e criticamente risolutiva della sua attività.

Solo la mostra messinese del 1998, L'arte dimenticata, a cura di Gioacchino Barbera, ha preso in considerazione alcuni dipinti dell'età giovanile, quelli della fase ottocentista e impressionista, e altri di vari periodi, dando una visione più ampia e incisiva del suo valore pittorico. Questa mostra vuole essere allora un attraversamento di tutto il suo percorso artistico, dalle prime prove dai toni veristici, timbrici e vivaci, alla fase casoratiana e a quella sironiana e lombarda in genere degli anni Trenta, più metallica e dalle cromie pacate, decantate, dagli accostamenti alla Metafisica alla pittura degli anni Quaranta, drammatica ed espressionista, fasi tutte che mettono in risalto la sua attenzione verso la figura umana, verso la fatica snervante del lavoro operaio e verso la malinconica vita di donne, che di fatto non sono quasi mai apparse nelle sue mostre.

Nella mostra, a cura di Anna Maria Ruta, si ammirano anche i dipinti più recenti, i paesaggi, gli angoli del porto, le periferie dalle pennellate rapide, moderne, quasi informali e dalle cromie brillanti e accese, da cui emana un'intensa poesia della natura e della vita. Un'altra sezione raccoglie i bozzetti, vere opere pittoriche, creati per gli interventi decorativi realizzati a Messina e in altre località. Una panoramica quasi completa, dunque, dell'opera di un artista, che è stato considerato uno dei più aggiornati e impegnati rappresentanti della pittura siciliana del Novecento.

Il palazzo della Camera di Commercio, sede espositiva della Mostra, opera dell'architetto Camillo Puglisi Allegra, è del 1923, perfettamente in linea per le sue caratteristiche architettoniche e decorative e per la presenza al suo interno delle sculture di Antonio Bonfiglio, altro grande artista del momento e amico di Daniele Schmiedt, con lo specifico delle opere esposte. La mostra è accompagnata da un catalogo EDAS di Messina a cura di Anna Maria Ruta, Gioacchino Barbera e Francesco Rovella. A promuovere questa mostra, con la puntuale ricognizione che l'ha preceduta, è la Regione Siciliana, tramite l'Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, che ne ha affidato l'organizzazione generale a Francesco Rovella della Publinews, eventi culturali di Catania




Mimmo Germanà - Ritratto dai capelli blu - olio su tela cm.100x100 Omaggio a Mimmo Germanà
termina lo 08 gennaio 2013
Studio d'Arte Cannaviello - Milano
http://www.cannaviello.net/

Mostra di 24 tele di vario formato, che illustrano sufficientemente il lavoro dell'artista. La pittura di Germanà, immersa in un clima che Achille Bonito Oliva definisce quasi eroico, è fatta di spessori, pennellate dense e dal ritmo scorrevole. Nei dipinti la natura diventa teatro di una rappresentazione che tende ad assumere il pathos caratteristico della condizione umana. Le figure, le piante, i paesaggi si mostrano agli occhi dello spettatore in un movimento incessante e circolare. L'investimento dell'artista nella pittura e nella natura è totale tanto da rendere percepibile il peso dei corpi e delle cose che esprimono la loro identità grazie alla forza del colore.




Salvatore Scarpitta - automobile Dipinto di Salvatore Scarpitta Salvatore Scarpitta
termina lo 03 febbraio 2013
GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea - Torino
http://www.gamtorino.it/

Salvatore Scarpitta (New York 1919 - 2007), seppure nato e cresciuto negli Stati Uniti mostra un profondo legame con le proprie origini italiane muovendo la sua carriera fra America, Europa e Italia, dove instaura relazioni profonde con alcune città come Roma, Venezia e Torino. Il suo rapporto con l'Italia è consacrato nel 2005 quando proprio l'Università degli Studi di Torino conferisce all'artista la Laurea Honoris Causa in Lettere e Letterature Straniere. La mostra si concentra in prevalenza sulle opere degli anni Cinquanta e Sessanta, con un'ampia sezione dedicata ai lavori realizzati con fasce o bende e tecnica mista, alcune tele estroflesse dipinte che testimoniano la tensione a sconfinare fuori dallo spazio pittorico a favore di una resa plastica e tridimensionale.

A conclusione del percorso saranno esposte alcune opere realizzate negli Stati Uniti negli anni Ottanta, in cui torna l'apertura di Scarpitta verso l'utilizzo di nuove tecniche e materiali, con l'inclusione di legno e oggetti come slitte. L'energia e il movimento che caratterizzano la produzione di Scarpitta sono ravvisabili in parallelo nella sua passione, mai estinta, per le corse automobilistiche alle quali spesso partecipava. Un'intera sezione della mostra sarà dedicata alle autovetture da lui realizzate, opere in grado di far rivivere l'atmosfera del mondo dei circuiti della periferia americana e di portare l'arte in un contesto nuovo. La mostra sarà corredata da una prestigiosa pubblicazione edita da Silvana editoriale e curata da Danilo Eccher e Germano Celant che riprodurrà tutte le opere in mostra. La mostra si avvarrà della collaborazione di importanti musei e collezionisti privati, tra i quali la Fondazione Prada, il MART di Rovereto, la Collezione La Gaia.




Lisa Borgiani e Massimo Nidini - La Fenice - fotografia e pittura su acciaio cm.100x120 Lisa Borgiani - Massimo Nidini: Multiplicity
termina il 10 gennaio 2013
Istituto Italiano di Cultura - Stoccarda
http://www.lisaborgiani.com/

Le opere in mostra di Lisa Borgiani e Massimo Nidini presentano una selezione nata dal loro sodalizio artistico. Lei fotografa (nasce nel 1979), lui pittore (1944-2011), si incontrano nel 2005 e iniziano la stretta collaborazione che ha dato vita ad una serie di opere nelle quali continuamente i due artisti superano e annullano i confini tra la fotografia e la pittura, le fotopitture. Il loro lavoro è focalizzato su sovrapposizioni di città in movimento, architetture antiche e moderne (piazze, palazzi, ponti...) che si fondono alla ricerca di una nuova dimensione. Un viaggio fantastico che allarga gli spazi e gli abituali limiti della visione, introducendo nella staticità delle forme una sorta di movimento e di espansione.

Le loro opere sono state esposte in tutto il mondo in mostre individuali e collettive e in fiere d'arte internazionali. Hanno collaborato con università americane per lo sviluppo di animazioni tridimensionali delle loro fotopitture. "Il fare città di Lisa Borgiani e Massimo Nidini (fotografa lei, con particolare attenzione al reportage metropolitano; pittore lui, di cinetici cromatismi) si esplica in una serie di opere che rielaborano - con effetti fantasiosi e futuribili - vedute di città del mondo: scenari che s'intersecano fra loro, creando visioni del tutto nuove, dove il colore irrompe gestualmente a segnare il territorio, aprire varchi, proporre scambi vitali." (Francesca Brandes)




Opera di Alan Gattamorta Alan Gattamorta: Intonaci
termina il 24 febbraio 2013
http://www.alangattamorta.it/

Mostra in linea di 17 mosaici in carta, nel sito antologico del pittore Alan Gattamorta.






Martin Disler
termina lo 05 gennaio 2013
Galleria Opere Scelte - Torino
http://www.operescelte.com/

L'attività espositiva inizia con una mostra personale dell'artista svizzero Martin Disler, che fu contemporaneo al movimento del Nuovo Espressionismo Tedesco, ma che si mantenne sempre autonomo e originale rispetto ai suoi coevi. In particolare anticipò il graffitismo che iniziò solo qualche anno dopo a New York. Si è preferito esporre opere su carta intelata. La carta, infatti, era il supporto privilegiato dall'artista in quanto gli permetteva una maggiore velocità di esecuzione.

Questa tecnica faceva inoltre meglio emergere il suo segno istintivo, primitivo. Sarà esposta anche l'unica scultura realizzata in Italia nel suo studio milanese. Disler, scomparso prematuramente a 47 anni (Seewen, 1949 - Ginevra, 1996), ha sempre sperimentato diverse tecniche (dal graffitismo murale nella città di Zurigo alla pittura su carta e su tela) mantenendo un'assoluta libertà creativa, che lo ha suggellato come una delle personalità artistiche più importanti in Europa, tanto da essere presente in molti musei internazionali.




Emil Lukas - Tongue Press # 1186-2012 - Filo su struttura in legno verniciato con chiodi cm.24x32x3 Emil Lukas: Curvature
termina il 26 gennaio 2013
Studio la Città - Verona
http://www.studiolacitta.it/

Il lavoro dell'americano Emil Lukas (1963) si colloca da sempre a metà tra pittura e scultura. L'impiego poliedrico di materiali quali legno, gesso, stoffa, colla, vetro, tela, pittura, materiali organici, ferro e altro ancora, pone i suoi lavori in una condizione precaria tra l'una e l'altra dimensione artistica. Nelle sue opere passate Lukas ha dato vita a forme che, pur impiegando medium dalla spiccata consistenza rigida, evocavano sensazioni e condizioni dai tratti organici. Nella nuova personale presso gli spazi di Studio la Città (dove sono presenti lavori precedenti e più recenti in dialogo tra di loro) questo esile confine sembra in parte collassare.

La tridimensionalità delle sue opere acquista ancora più forza. Gli elementi appesi nei lavori a parete sfondano ogni imbrigliamento residuo e permettendo alla materia di lievitare all'ennesima potenza. Un processo che trova il culmine massimo nella grande installazione dal titolo Curvature realizzata appositamente per gli spazi della galleria. Il micro diventa macro e ad essere fisicamente ridisegnata è la forma di un grande camion. L'assenza del mezzo fisico, semplicemente evocata da una struttura in legno e una copertura plastica è ciò che permette al lavoro di esistere. Il pieno e il vuoto di oggi corrispondono ancora al negativo e al positivo che troviamo nei suoi lavori passati.




Opera di Eugenio Carmi Eugenio Carmi - opera dalla mostra La divine proportion - La divina proporzione Eugenio Carmi: La divine proportion - La divina proporzione
termina il 12 gennaio 2013
Galerie Orenda Art - Parigi
www.orenda-art.com - www.cortinaarte.it

Esposizione a cura della Galleria Cortina Arte in collaborazione con la Galerie Orenda. La mostra presenta le opere più recenti, espressione dell'attuale ricerca di Carmi incentrate sulla "Divina Proporzione", concetto matematico alchemico teorizzato nel 1497 da Luca Pacioli (1445-1517) nel trattato sulla Sezione Aurea " De Divina Proportione ". La geometria ha da sempre popolato l'universo di Eugenio Carmi, "...La quadratura del cerchio come parafrasi della comprensione universale, il colore come archetipo e simbolo della costruzione. La ricerca della Sezione Aurea, perfetta proporzione tra il cognito e l'incognito. La pittura come matematica pura. La chimica degli elementi produce il susseguirsi del cerchio, onde concentriche a formare la spirale sovrapposta generata dalla Sezione Aurea...". Catalogo in lingua francese, italiana e inglese con testi di Stefano Cortina e Eugenio Carmi, Cortina Arte Edizioni - Orenda Art International.




Un tuffo nell'arte di Via Margutta
Enzo Fasoli, Paola Guia Muccioli, Luisa Muzi, Roberto Pinetta, Nicoletta Sciannameo, Giulietta Paolini


termina il 13 dicembre 2012
Università ECampus - Roma
ufficiostampa@uniecampus.it

Da 500 anni a questa parte, via Margutta è la via romana dell'arte per eccellenza, è il luogo dove sono nati artisticamente pittori e scultori di tante nazionalità, poi divenuti celebri. Nelle sue numerose gallerie hanno esposto artisti importanti, destinati ad un ruolo di punta nella storia dell'arte. E, sebbene oggi anche altre strade romane e nuovi spazi espositivi dislocati nella città presentino validi poli d'attrazione artistica, Via Margutta conserva immutato il suo fascino. Vasto e variegato è il mondo artistico che vi si incontra e vi gravita, impossibile da raccontare e concentrare in una sola mostra.

Abbiamo pertanto scelto di far parlare con le loro opere cinque artisti, molto diversi tra loro per formazione, espressione artistica e cifra stilistica, in grado, però, di mostrare uno spaccato di questo mondo, in cui astratto e figurativo si incontrano e si confrontano. Gestuali e densamente presenti sono le opere di Enzo Fasoli, passionali e "cosmiche", caratterizzate da un vibrante uso del colore. L'attenzione alla resa coloristica impronta anche le opere di Luisa Muzi, tasselli di vita intrecciati tra loro che creano paesaggi dell'anima. Fortemente introspettivi sono i lavori di Paola Guia Muccioli, autrice di composizioni ricche si simboli e significati reconditi.

Ludica e giocosa è l'arte di Roberto Pinetta che riesce a presentare la realtà con ironia e vivacità, cogliendo l'attimo della contemporaneità. Inquieta e misteriosa è, invece, la realtà nelle opere di Nicoletta Sciannameo, metafore del mondo memori della Metafisica. In mostra anche un omaggio all'arte di Giulietta Paolini, recentemente scomparsa, autrice di opere in cui segno e colore sono protagonisti e concorrono in egual misura alla raffigurazione della realtà come flusso continuo di emozioni, collegate tra loro da linee di forza creatrici di eterni movimenti ellittici e circolari, memori del Futurismo.

L'esposizione (a cura di Cinzia Folcarelli e Caterina Zonno) è, inoltre, impreziosita dalle opere di Eva Fischer, artista croata che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha scelto di vivere e dipingere a Roma, pur soggiornando ed esponendo in tutto il mondo, relazionandosi con grandi Maestri storici della scena artistica internazionale. Via Margutta riveste un ruolo importante nella sua vita e nelle sue opere, nel contempo passionali e visionarie, caratterizzate da una personale cifra stilistica che le rende inconfondibili. (Presentazione di Cinzia Folcarelli)




Certosa di Pavia - facciata Foto di Vincenzo Castella Santo Stefano di Bologna - Santo Sepolcro - Foto di Pino Musi Santo Stefano di Bologna - Foto di Pino Musi Architetture della Fede
Chiese d'Italia dalle origini al Rinascimento


termina lo 07 luglio 2013
Fondazione Card. Giacomo Lercaro-Raccolta Lercaro - Bologna
www.raccoltalercaro.it - www.fondazionemarilenaferrari.it

Il territorio europeo, e in modo particolare quello italiano, è ricchissimo di chiese antiche di straordinaria bellezza. Non esiste città, villaggio o paese che non abbia visto nei secoli il centro della comunità ritrovarsi attorno alla chiesa e alla sua piazza. Troppo spesso oggi passiamo inavvertitamente davanti a queste opere secolari che custodiscono la memoria di secoli di fede tramandata di generazione in generazione: abbiamo perso la capacità di leggerne gli spazi, di comprenderne la dimensione simbolica. La chiesa, infatti, non è mai assimilabile a un semplice contenitore destinato ad accogliere determinate funzioni, ma è spazio di preghiera, luogo in cui la comunità si riunisce per celebrare i riti, le feste. Se la chiesa ha mutato nei secoli la struttura architettonica secondo i contesti antropologici e teologici del tempo, tuttavia un aspetto è rimasto inalterato.

Chi varca la soglia della chiesa entra nel corpo di Cristo, incorporandosi alla sua persona. Muore e risorge. Abita e dimora in lui. Questa consapevolezza ha accompagnato la costruzione delle innumerevoli chiese, da Sant'Apollinare in Classe di Ravenna a Santa Maria Assunta di Torcello, dalla cattedrale di Pisa alla Certosa di Pavia. La mostra, organizzata dalla Fondazione Marilena Ferrari in collaborazione con la Raccolta Lercaro, comprende oltre cinquanta fotografie di alcune tra le chiese più conosciute d'Italia realizzate (la maggior parte in bianco e nero) da grandi interpreti come Aurelio Amendola, Vincenzo Castella e Pino Musi per la collana Italia della Fede, ideata e pubblicata dalla Casa editrice d'arte FMR.

L'esposizione, tuttavia, non vuole solo mostrare una sequenza di splendide foto, ma intende offrire una chiave di lettura dell'edificio nella sua evoluzione attraverso i secoli e nell'interpretazione dei suoi elementi fondamentali, per ritessere quel legame tra arte e fede oggi troppo spesso dimenticato. Le fotografie esposte, quindi, permetteranno di compiere un percorso a partire dalla trasformazione del tempio greco-romano in chiesa cristiana, come nel caso del Duomo di Siracusa o del Pantheon, passando attraverso la basilica dei primi secoli e le sue strutture tipiche (quadriportico, nartece, matronei...) fino all'affermarsi dell'edificio a impianto cruciforme, di cui in mostra sono gli splendidi esempi delle cattedrali di Pisa e Siena.

Una intera sezione sarà dedicata all'approfondimento dei significati simbolici della decorazione, oggi troppo spesso considerata solo come puro ornamento e incomprensibile nei suoi significati più profondi. Mentre a conclusione del percorso il visitatore potrà ammirare altre tipologie di edifici di culto cristiani: Santo Stefano di Bologna, Sancta Jerusalem cittadina; la Santa Casa di Loreto, esempio di santuario; la Certosa di Pavia e la chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie di Milano.




L'Età dell'Equilibrio. Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio
termina lo 05 maggio 2013
Musei Capitolini - Roma
ufficiostampa@mondomostre.it

L'esposizione intende approfondire la conoscenza di un periodo storico di splendore artistico e di equilibrio politico, 98-180 d.C.: dal principato di Traiano a quello di Marco Aurelio. Gli ottanta anni dei tempi aurei, o meglio definiti i Felicia tempora. Un periodo in cui si porta a maturazione la politica di dominazione romana: in particolare, la pace mediterranea, l'unificazione dello spazio monetario, la diffusione del sistema legislativo e giudiziario romano e delle forme contrattuali proprie del diritto romano e la diffusione del modello di vita urbano anche nella periferia dell'impero.

La prima sezione - "I protagonisti" - permette di conoscere da vicino i quattro imperatori, attraverso una ricca selezione di ritratti, busti e statue a figura intera in grado di far riflettere sull'uso propagandistico della loro immagine in chiave politica, grazie ai frequenti cambiamenti dei loro tipi ritrattistici che accompagnarono le fasi salienti dei loro principati. Lo stesso meccanismo si può seguire nei ritratti delle loro spose, Plotina, Sabina, Faustina Maggiore e Faustina Minore (la quale giunse a cambiare la propria pettinatura ad ogni gravidanza (sette volte), e di altri delle loro famiglie. Inoltre una rassegna sulle immagini dei privati cittadini, che riflettono nei loro ritratti una volontaria assimilazione alle immagini degli imperatori regnanti.

La seconda sezione - "Il linguaggio artistico" - destinata a far percepire il nuovo gusto dell'epoca, che nasce dal sapiente recupero delle vette più alte dell'esperienza ateniese del V sec. a.C. (Fidia, Policleto). Adriano, colto intellettuale, amante della filosofia platonica ed epicurea, fu il più filelleno dei quattro imperatori: amante della Grecia, iniziato ai misteri eleusini e ad Atene festeggiato come nuovo fondatore della città (nuovo-Teseo), giunse a fondare nel 131/132 d.C. nel corso di uno dei suoi viaggi in Grecia il Panhellenion, una istituzione religiosa cui potevano aderire solo città di etnia greca, volta a ricreare una (ormai artificiale) supremazia greca. Accanto ad essa, si delinea una seconda corrente dal gusto neoattico, un'arte più di maniera, influenzata dalle opere di età arcaica.

"Ville e dimore" si apre con una rassegna di arredi scultorei e pavimenti musivi policromi relativi ai diversi ambienti di Villa Adriana a Tivoli (Canopo, Accademia, Palazzo Imperiale, Antinoeion). A contrasto, verrà presentato l'apparato decorativo di residenze private di un ricchissimo senatore di età antoniniana, Erode Attico: si presenterà quindi parte dell'arredo decorativo della sua villa a Loukou, nel Peloponneso nord-orientale, della villa a Maratona. Un allestimento suggestivo permetterà infine di evocare la sontuosità dell'arredo e della suppellettile mobile delle ville private.

La quarta sezione - "I rilievi storici" - offre alcuni temi inerenti diversi aspetti della vita pubblica. Si inizia con uno zoom dedicato all'educazione dei giovani e al mondo ginnasiale, luogo privilegiato dell'educazione letteraria e filosofica accanto alla cura per il corpo e all'esercizio fisico. A seguire, uno zoom sull'evergetismo pubblico e privato: le modalità, cioè, che consentivano il finanziamento a spese private di opere di pubblica utilità (acquedotti e ponti), accanto ad edifici quali teatri, stadi. Seguiranno alcuni dei più straordinari rilievi da monumenti statali: le scene raffigurate sono di norma sacrifici di tori, scene di processione trionfale, conclusione di trattati.

La quinta sezione - "Vincitori e vinti" - è centrata sulla presentazione, verosimilmente ancora da rilievi su monumenti statali, di tutte le attività connesse alla guerra: soldati nelle loro armature complete, scene di battaglia vera e propria, nemici ormai vinti e in catene. Agli inizi del II sec. d.C., nel corso del principato di Traiano, l'impero si trovò a raggiungere la sua massima espansione, grazie alle straordinarie vittorie partiche e daciche, poi celebrate nei fregi della Colonna Traiana.

Chiude la Mostra la sezione tematica "Le tombe", che offre una panoramica sui costumi funerari. Agli inizi del II sec. d.C. divenne prevalente l'uso dell'inumazione a scapito dell'incinerazione, che fino ad allora era stata la prassi più seguita. Si apre con una sequenza di urne vitree, fittili e marmoree, poi seguita da una carrellata di alcuni di sarcofagi marmorei prodotti nel periodo, dai primi esemplari di età adrianea fino ai sontuosi sarcofagi di età antoniniana, le cui casse sono decorate da soggetti mitologici (la morte di Creusa, i Niobidi, la morte di Atteone), scene di battaglia (lo straordinario Sarcofago Ammendola ai Musei Capitolini), o temi più strettamente attinenti la sfera funebre, quali il compianto. Clou della sezione sarà la ricostruzione di due mausolei privati: il cosidetto sepolcro degli Haterii, originariamente sulla antica via Casilina a Roma, e il mausoleo di Claudia Semne, già di piena età traianea.




Locandina della mostra Salento bizantino attraverso la fotografia di Fotinì Kaimaki Salento bizantino
Attraverso la fotografia di Fotinì Kaimaki


termina il 15 gennaio 2013
Museo Bizantino e Cristiano - Atene
www.byzantinemuseum.gr - www.associazioneitaloellenica.org - www.youtube.com/watch?v=A6LTOZC23gY

Mostra fotografica di Arte Bizantina del Salento. Le foto sono state tutte realizzate dalla Prof.ssa Fotinì Kaimaki e sono state tratte dalla sua monumentale opera libraria I Ellada tou Salentou ovvero La Grecia del Salento, presentato per la prima volta nell'aprile 2010 all'Auditorium Tondi di Zollino (Lecce), per iniziativa della Associazione Italoellenica Amici della Grecia. Il volume, di seicento pagine con mille fotografie, è una ricerca storica finalizzata a sottolineare la presenza ellenica e bizantina nel Salento.




La Raccolta Eugenio Balzan a Bellinzona 1944-2012
termina il 20 gennaio 2013
Museo Civico Villa dei Cedri - Città di Bellinzona
http://www.villacedri.ch/

Eugenio Balzan (Badia Polesine, Rovigo 1874 - Lugano 1953) fu una personalità influente nella Milano di inizio secolo scorso; uomo di punta del «Corriere della Sera», ne resse le redini, dal 1903 per oltre trent'anni, come amministratore. Amico di letterati e musicisti, personaggio di spicco dell'ambiente intellettuale e culturale milanese tra le due guerre mondiali, riuscì anche a dedicare tempo e passione al suo spirito di mecenate e collezionista d'arte.

Il concretizzarsi dell'interesse di Eugenio Balzan per l'arte si colloca attorno allo scadere del primo decennio del Novecento, con l'avvio di una raccolta di dipinti orientata verso un vasto gruppo di esponenti del naturalismo pittorico del secondo Ottocento italiano. La sua esperienza collezionistica, che si compirà tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo, resterà sempre lontana, all'epoca degli acquisti, dalle espressioni pittoriche d'avanguardia. Dal 1966 l'intera collezione è in comodato a Milano dalla Fondazione Internazionale Balzan «Premio» e l'occasione di riesporla a Bellinzona, oggi, intende ricordare anche il duplice legame di Eugenio Balzan con l'Italia e la Svizzera.

Il 4 aprile 1944 si inaugurò al Kunsthaus di Zurigo l'esposizione itinerante «Pitture italiane dell'Ottocento», che includeva quarantuno opere della raccolta Balzan; nello stesso anno, la mostra fu presentata al Palazzo Comunale di Bellinzona e, in seguito, al Kunstmuseum di Berna, promossa da esponenti importanti del primo fuoriuscitismo italiano in Svizzera. Per l'esposizione bellinzonese, Giuseppe De Logu, lo storico dell'arte e amico di Eugenio Balzan che curò la rassegna nelle sue tre sedi svizzere, selezionò anche un nutrito nucleo di dipinti del secondo Ottocento dalle collezioni private e pubbliche ticinesi.

Opere di: Leonardo Bazzaro, Achille Beltrame, Mosè Bianchi, Edoardo Dalbono, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Giacomo Favretto, Antonio Fontanesi, Eugenio Gignous, Domenico Induno, Francesco Paolo Michetti, Domenico Morelli, Plinio Nomellini, Luigi Nono, Filippo Palizzi, Alberto Pasini, Emilio Praga, Gaetano Previati, Federico Rossano, Oreste Silvestri, Ettore Tito, Gioacchino Toma.




Frédéric Bonnet - vetro frédéric bonnet
lumières naturelles - coïncidences


i2a istituto internazionale di architettura - Vico Morcote (Svizzera)
http://www.i2a.ch/

Installazione a cura dell'architetto urbanista e paesaggista Frédéric Bonnet, che prevede tre grandi lastre di vetro (80x270cm) dalle tonalità blu e verdi collocate nel giardino di i2a per riflettere il paesaggio circostante. La lavorazione è preziosa e possibile solamente in tre vetrerie di tutta Europa. L'effetto risulta scenografico, perché la natura si riflette in maniera sempre diversa. Inoltre, suggestivi disegni a penna nera esposti nel salone di i2a descrivono quello che è un vero e proprio radicamento dell'architettura nel territorio.

Si tratta quindi di un racconto che esprime dinamismo e fascino: quello del villaggio di Vico Morcote, del lago, delle montagne che lo circondano e che entrano in rapporto con la villa che ospita i2a. La lettura di Bonnet mette in evidenza come architettura e territorio dialoghino insieme attraverso i disegni e una materia sofisticata e cangiante come il vetro. Il finissage è previsto per la primavera 2013, poiché l'installazione segue i tempi della natura - dell'erba, delle pietre, della neve -, che d'inverno si addormenta e si risveglia nei mesi primaverili.

E' il secondo appuntamento della serie "positions out of space": in quanto centro culturale sull'architettura, i2a allarga, infatti, lo sguardo alle discipline affini e complementari, ospitando non solo architetti e artisti (le cui installazioni prendono possesso della galleria dell'istituto), ma anche paesaggisti e urbanisti che, invece, riflettono sulle tematiche territoriali e ambientali. (Estratto da comunicato Amanda Prada. Responsabile comunicazione, pubbliche relazioni, sviluppoi2a istituto internazionale di architettura)




Locandina mostra Gianni Piacentino - Werke - Dagli anni '60 ad oggi Gianni Piacentino
Werke | Dagli anni '60 ad oggi


termina il 21 dicembre 2012
Paolo Erbetta Gallery - Berlino
http://www.paoloerbettagallery.com/

Con l'esposizione di Gianni Piacentino, a cura di Valerio Dehò, la Paolo Erbetta Gallery inaugura la sua nuova sede a Berlino, nella quale sarà presentato un programma di alcuni protagonisti dell'arte europea attivi già dagli anni Sessanta e Settanta, oltre a giovani artisti della scena italiana e internazionale. L'artista italiano Gianni Piacentino è un protagonista dell'arte contemporanea fin dalla metà degli anni Sessanta, in cui appena ventenne cominciò ad esporre. Torinese, grande appassionato di motociclette e corridore egli stesso, ha partecipato alla stagione dell'Arte Povera ed è stato inserito dal critico e teorico del movimento Germano Celant, nella serie di mostre allestite in Italia tra 2011 e 2012 per celebrare il gruppo di artisti italiani più famoso nel mondo.

L'arte di Piacentino è estremamente riconoscibile ed è legata a un minimalismo animato da un'idea di tecnologia assolutamente originale, espressa spesso nei dettagli delle singole opere. Dal 1965 in poi la sua storia artistica ha prodotto forme elementari, pali, porte, tavoli, in cui, la forma sempre leggermente spiazzante e il colore metallico, hanno preso le distanze dalla logica artistica allora prevalente dei materiali naturali. Gianni Piacentino ha realizzato anche veicoli o quadri dedicati ai fratelli Wright, spaziando dall'installazione alla pittura sempre affascinato dal design dell'industria motoristica.

Il mondo delle corse e l'idea della velocità nei lavori dagli anni Ottanta in poi sono resi in modo simbolico, astratto, quasi metafisico. Per questo la sua minuziosa ricerca del dettaglio e l'attenzione ossessiva sui particolari, hanno fatto sì che la sua arte sia assolutamente unica e sempre riconoscibile nel panorama mondiale. In mostra opere come Dark amaranth small pole III (1966) o Metalloid purplegra inclined window object (1967-1968) segnano il superamento delle strutture primarie e il concetto di un'arte che sa progettare l'essenzialità delle forme in relazione al colore come ricerca e che l'artista elabora personalmente nel suo laboratorio sempre con richiami al mondo dell'industria moto-automobilistica o di quello aeronautico.

Black Scooter II (1969) appartiene già ai "veicoli", strumenti visivi, che contengono la velocità nel loro dna, mentre il recente Alu record vehicle prototype, II A_Shelf, II (2008) richiama la passione dell'artista per i veicoli da record come la famosa famiglia dei Bluebird (1933-1964) dei piloti inglesi Malcolm e Donald Campbell. Race 5 Mo' (F.H.W.) (1991-1992), Trophy_MS1a (V.V.W.) 3 (2004-2006), Frontal 4 (P.A.S.)_2 (2005-2007) completano la mostra di apertura della galleria e sono altrettante tipologie di opere realizzate nel corso dell'attività dell'artista italiano. In questi lavori l'immaginario tecnologico, l'estetica della velocità, le forme essenziali ma frutto di una complessa elaborazione e ricerca, sono perfettamente rappresentati.

Gianni Piacentino ha cominciato ad esporre in Germania nel 1970 presso la Onnasch Galerie di Colonia, nell'inaugurazione della celebre Galeriehaus Köln in Lindenstrasse, mentre in contemporanea nello stesso edificio si inauguravano, presso altre gallerie le mostre di Baselitz e Gilbert & George. L'anno seguente ebbe la sua prima personale a New York presso l'OK Harris Gallery. Nel 1972 gli fu dedicata la sua prima mostra personale in un museo pubblico, al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Nel 1977 fu invitato da un curatore tedesco a partecipare a "Documenta 6" a Kassel come unico artista italiano. Inoltre, si ricorda la sua esposizione retrospettiva nel 1981 alla Gesellschaft für Aktuelle Kunst e V. di Brema ed ancora a Berlino (R.Onnasch Austellungen, 1983). Nel 2009, la fondazione della collezione Onnasch (El Surdog Hex) ha esposto 15 tra le 35 opere della collezione stessa. L'attività di Gianni Piacentino è pubblicata sul suo sito (www.giannipiacentino.com).




Lynn Davis - Virupaksha Temple - Hampi - India 2007 Lynn Davis: Modern View of Ancient Treasures
Fotografie di antichi luoghi sacri in Oriente


termina il 13 gennaio 2013
Museo Archeologico Nazionale - Venezia
ufficiostampa@studiolacitta.it

Lynn Davis è considerata una delle più raffinate fotografe della scena americana. Allieva di Berenice Abbott, un mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, il fotografo "maudit" della ribalta newyorkese anni Ottanta, Lynn Davis vuole presentarsi a Venezia con una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate sull'epifania di luoghi sacri all'uomo: tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, sono le immagini che la fotografa oggi predilige, nella sua costante ricerca di un luogo "senza tempo", che trasmetta all'essere umano - oggi come ieri - il senso dell'assoluto.

Per questo, l'esposizione al Museo Archeologico riveste la mostra di un doppio significato: le fotografie  non solo entrano in rapporto, ovviamente, con lo sguardo dello spettatore, ma anche con i reperti custoditi nel museo, che idealmente fanno parte della ricerca di Lynn Davis, sia come oggetti in sé - spesso si tratta di statuaria celebrativa, votiva, funeraria   sia come oggetto della memoria dei lungimiranti collezionisti che, a partire dai raffinati prelati rinascimentali, Domenico e Giovanni Grimani nel XVI secolo, hanno contribuito a creare la raccolte di antichità del Museo Archeologico veneziano.

Così, il viaggio ideale e fisico di Lynn Davis trova finalmente il suo luogo d'elezione, che è il luogo della memoria - e delle memoria antica, ancestrale, quasi atavica -, dove le grandi foto magistralmente stampate su rarissima carta fotografica, diventano non semplicemente l'esposizione temporanea di una stagione, ma il luogo dove "sono sempre state", e dove potrebbero idealmente rimanere per sempre. La mostra è promossa dall'Associazione di Promozione Culturale ASLC. La Città - Progetti per l'arte. Organizzazione a cura di Studio la Città (Verona), su progetto di Elena Povellato (Venezia), in collaborazione con Galerie Karsten Greve - Colonia, St. Moritz, Parigi.




Manifesto pubblicitario in mostra Come si riesce con la pubblicità
Oggetti e manifesti pubblicitari fra Otto e Novecento dalla Raccolta Piersanti


Rocca Sforzesca - Dozza
termina lo 06 gennaio 2013
http://www.fondazionedozza.it/

In riferimento allo studio sulla pubblicità scritto da Egisto Roggeri e pubblicato da Hoepli nel 1920, Come si riesce con la pubblicità ci riconduce agli anni in cui le comunicazioni di massa non erano dominate dalla televisione e da Internet, all'epoca in cui la réclame era affidata ai grandi cartelloni pubblicitari affissi lungo le strade e ad una serie di interventi più minuti e capillari che hanno generato oggetti di dimensioni ridotte, oggi a noi meno noti, che rappresentano la vera meraviglia e sorpresa della mostra.

I pezzi esposti sono circa 600: un'ottantina di manifesti pubblicizzano non solo prodotti industriali, ma anche località turistiche e navi da crociera, cinema e teatro, sport e politica; diverse centinaia di oggetti pubblicitari che in passato arredavano le vetrine dei negozi ed ora, ordinati e classificati, fanno mostra di sé nelle teche dell'esposizione. Si tratta di originali insegne per negozi, vivaci ed accattivanti espositori per vetrine, raffinati "imballi" di maiolica decorata a mano o di latta litografata che sotto forma di vasi e scatole riempivano gli scaffali delle botteghe, rarissimi omaggi pubblicitari (gli odierni gadget) di accurata fattura, come ventagli e specchietti, calendarietti e termometri, orologi e temperini, manine fermacarte e presse-papier, vassoi e posacenere, giocattoli e sculture.

Ogni categoria è documentata in mostra da un vasto assortimento tipologico. Come epoca si va dagli ultimi decenni dell'Ottocento fino al secondo dopoguerra; perciò tra gli stili dominano il Liberty, il Déco e il Novecento, ma ci si spinge fino ad alcuni lavori di Armando Testa degli anni '70, con i celeberrimi personaggi Caballero Misterioso e Carmencita per il Caffè Paulista della Lavazza (1965) e il manifesto Euchessina (1970). La provenienza degli oggetti è quasi esclusivamente italiana, quindi ricorrono marche di nostri prodotti, talvolta ancora in commercio, di giornali, eventi sportivi, vicende politiche che appartengono alla nostra storia.

Sono presenti lavori dei più abili pubblicitari-cartellonisti del secolo scorso, quali Augusto Majani (Nasica), Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Gino Boccasile, Severo Pozzati (Sepo), Armando Testa, il cui segno troveremo oltre che nei manifesti, anche nella micrografica e nell'oggettistica. Con questa collezione Piergiuseppe Piersanti ha creato una specie di wunderkammer della pubblicità che ci mostra il vasto parco di oggetti su cui si è esercitato l'estro pubblicitario. Una raccolta di alto livello qualitativo e numerico, tanto che sono individuabili delle sotto-collezioni.

Come ad esempio quella dei vasi per amarene di cui si presenta una selezione di 39 pezzi di prestigiosi ceramisti (ricordiamo le Ceramiche Fanciullacci e Buscaroli di Bologna, la Faience di Faenza, la C.I.M.A di Deruta), delle latte litografate con 30 pezzi delle più antiche manifatture italiane (De Andreis Genova Sampierdarena fondata nel 1892, Ranci e Metalgraf di Milano dei primi del '900), i calendarietti profumati (quelli che, i più anziani ricorderanno, venivano donati dai barbieri!) con 65 esemplari dal 1901 agli anni '50. (Estratto da presentazione di Angelo Varni)

Prima del nuovo numero di Kritik... / Iniziative culturali

News culturali dalla Grecia di artisti ellenici Grecia moderna e Mondo ellenico
Convegni, iniziative culturali, festival musicali e cinematografici




Cinema. Articoli e notizie




Paolo Fabbri. I versi della Sfinge: un responso a Paul Klee
13 dicembre 2012, ore 17.30
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea - Roma
s-gnam.comunicazione@beniculturali.it

In occasione della mostra Paul Klee e l'Italia, si terrà una conferenza di Paolo Fabbri, organizzata dall’ufficio di promozione culturale del museo in collaborazione con LUISS Master of Art. Paolo Fabbri propone una lettura semiotica del piccolo acquarello (su garza e carta) Sphinxartig (Come una Sfinge, 1919). Sfinge-conforme o Sfingiforme è caratteristico dello humour malizioso di Klee, della sua arguzia argomentativa, "prezioso fiore dell'ironia romantica", come ha sostenuto Edgar Wind. L'arguzia e facezia di Sphinxartig hanno una radice comune ed entrambe invitano al gioco speculativo che illuminano con l'ironia e il sortilegio.

Klee organizza "il movimento in relazioni logiche", inserendolo nel "flusso sotterraneo"che costituisce "la preistoria del visibile". Spazi, forme, colori, configurazioni e scritture costruiscono, tra rime e contrasti, il piano espressivo di un senso profondo e complesso. Dal loro gioco emerge una figura mitica ed enigmatica: una Sfinge pronta a rispondere a chi saprà porle le giuste domande. Il suo responso? Quello forse che Klee indica in una sua poesia "Comunque, oplà!/ il senso eccolo qua./ Entrò l'apparenza/ dentro alla verità/e divenne possibilità."




Festival del documentario d'Abruzzo - Premio Internazionale Emilio Lopez Festival del documentario d'Abruzzo - Premio Internazionale Emilio Lopez
5a edizione, Pescara, marzo-giugno 2013
www.abruzzodocfest.org - www.webacma.it

Festival organizzato dall'A.C.M.A. (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese), dedicato esclusivamente al genere documentario. Si articola nelle seguenti sezioni: concorso internazionale "sperimentario", concorso internazionale per documentari tematici, concorso per documentari italiani d'autore, concorso "abruzzodoc". Termine di partecipazione: 26 gennaio 2013.




"Il futuro del lavoro"
11 dicembre 2012, ore 18
Fondazione Centro Studi Campostrini - Verona
http://www.centrostudicampostrini.it/

La crisi economica, le sue cause e le possibili soluzioni. Il ciclo "Individuo e società", arrivato alla sua terza edizione, si chiude con l'incontro curato da Marco Leonardi, collaboratore del portale La Voce.info e docente di Economia all'Università di Milano. Modera Davide Assael, collaboratore della fondazione scaligera. Da anni il tema del lavoro è al centro del dibattito pubblico europeo, tra chi cerca di individuare forme più flessibili, forse più in linea con il nuovo contesto sociale globalizzato, e chi tenta di difendere le fasce più deboli dalla piaga sociale della precarietà. Con la crisi economica è incrementata l'urgenza di individuare nuovi modelli di produttività e regole comuni, almeno in Europa.




Lo sviluppo della mobilità ciclistica Toscana. Le opportunità della LR 27/2012
10 dicembre 2012
Museo di Storia Naturale del mediterraneo - Livorno
http://www.fiab-onlus.it/

"L'italia cambia strada": questo lo slogan dei recenti Stati Generali della bicicletta organizzati a Reggio Emilia da ANCI, FIAB, #SALVACICLISTI, LEGAMBIENTE. La Regione Toscana guida questo cambiamento con la Legge Regionale 27 del 6 giugno di quest'anno "interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica". La legge predispone interessanti risorse economiche e prescrive gli strumenti per ottenerle ed utilizzarle i modo efficace: i Piani della Mobilità Ciclistica.

Le amministrazioni locali, in particolare i Comuni, dovranno dotarsene e, preferibilmente, dovranno farlo in forma associata. Il convegno è rivolto ai tecnici ed ai Pubblici Amministratori ed ha lo scopo di illustrare la Legge Regionale 27/2012 scoprendone opportunità, obblighi e tecnica pianificatoria. Promotore ed organizzatore: FIAB Livorno E FIAB Toscana (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

L'orografia principalmente pianeggiante del territorio urbanizzato della Toscana, l'elevato numero di spostamenti intercomunali dei pendolari (studenti, lavoratori, utenti di strutture sanitarie etc..), l'uso sempre crescente delle bicicletta (oggi più della metà dei toscani la usa ), le straordinarie potenzialità del cicloturismo, la qualità del paesaggio toscano, il buon numero di progetti di grandi infrastrutture ciclabili regionali e nazionali che attraversano il territorio toscano (via Francigena, Ciclopista del Sole, Ciclopista dell'Arno, Ciclopista dei due Mari e Ciclopista della Costa Tirrenica) e, non ultime, le straordinarie opportunità che offre la mobilità ciclistica per migliorare la mobilità urbana, sono alcuni dei motivi per i quali è importante procedere da subito. (Comunicato stampa Fiab)




Ecuador Festival Ecuador Festival
Cinema.Arte.Cultura


14-16 dicembre 2012
Villa Bombrini, Palazzo Ducale, Centro Civico Buranello di Sampiardarena, Biblioteca Civica Berio - Genova
www.ecuadorfestival.org - www.genovafilmfestival.org

Ecuador Festival. Tre giorni interamente dedicati alla cultura del Paese latinoamericano. Un viaggio, dal cinema all'economia, dalla gastronomia alla letteratura, dalla musica all'ambiente, dalle arti visive all'artigianato. Una particolare attenzione sarà dedicata al Cinema. Cinque i lungometraggi - in concorso - per questa prima edizione del Festival, che parteciperanno al Premio del Pubblico, assegnato mediante votazione popolare. Carla Valencia Davila, Maria Fernanda Restrepo, Victor Arregui, Javier Andrade e Tito Jara H. i registi protagonisti di questa vetrina sul nuovo cinema ecuadoriano.

Per l'occasione saranno presenti a Genova: Javier Andrade regista di Mejor non Hablar (de Ciertas Cosas), film che sta ottenendo un grande successo presso importanti Festival Internazionali e Tito Jara, autore di A Tus Espaldas, il più grande successo al botteghino ecuadoriano degli ultimi anni. Una rassegna di cortometraggi completerà la sezione cinema del Festival, un'opportunità per conoscere la più recente produzione cinematografica ecuadoriana che negli ultimi anni, grazie all'alta qualità, ha oltrepassato i confini nazionali, partecipando alle più importanti manifestazioni cinematografiche internazionali.




Bandiera bizantina Convegno "Monte Athos: Luogo di ascesi e di santità"
14 dicembre 2012, ore 18.30
Monastero delle Benedettine - Lecce
testimonianza.ortodossa@gmail.com

Convegno promosso dalla Chiesa Ortodossa di San Nicola di Lecce e dall'Associazione "Testimonianza Ortodossa", con la collaborazione del Monastero Benedettino di Lecce. Interverranno: Stilianos Bouris, presidente dell'associazione "Testimonianza Ortodossa"; Archimandrita Arsenios, vicario per la Puglia della Metropolia Ortodossa. Con la benedizione di S. Eminenza Rev.ma il Metropolita Gennadios e del Sacro Monastero di Sant'Arsenios il Cappadoce. Al termine sarà proiettato un documentario su Monte Athos e la presentazione del libro Padre Paisios del Monte Athos. Seguirà un dibattito.




Premio di Studio "Club Tecnologia e Passione"
termine di partecipazione: 31 dicembre 2012
www.clubtecnologiaepassione.it - www.fondazionelazzareschi.it - www.unipi.it

Il Club Tecnologia e Passione, in accordo e con il patrocinio della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa, bandisce un concorso per n. 3 Premi di Laurea riservati alle migliori tesi di Laurea Specialistica afferenti specifiche aree dell'ingegneria (v.oltre). Il presente bando è promosso, finanziato e gestito dal Club Tecnologia e Passione, con italiane che abbiano conseguito nell'anno accademico 2011-2012 (entro la data di scadenza del bando) la laurea Specialistica o Laurea Magistrale nei seguenti Corsi di Laurea: Ingegneria dell'Automazione, Ingegneria Elettrica, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Energetica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Informatica, Ingegneria Informatica per la Gestione d'Azienda, Ingegneria Meccanica, Ingegneria Chimica, Ingegneria Nucleare e della Sicurezza Industriale, Ingegneria delle Telecomunicazioni.

Le tematiche oggetto del presente bando dovranno essere relative a : analisi di processo o prodotto nel settore industriale, progettazione, produzione, gestione e ottimizzazione di macchinari, sistemi di sicurezza, risparmio energetico, marketing. Si darà particolare attenzione alle tesi di Laurea Specialistica che tratteranno tali temi applicati al settore cartario-tissue, con particolare riferimento a:

- Software di gestione impianti;
- Sistemi di navigazione laser;
- Sistemi di simulazione dinamica di processo;
- Sistemi di fine linea;
- Sistemi a basso consumo energetico; - Analisi dello stato dell'arte nel campo della sicurezza del settore converting; - Meccatronica;
- Sistemi di videoconferenza mobili in ambito industriale;
- Sistemi di prototipazione rapida con animazione e simulazione dei modelli;
- Riduzione dei consumi energetici nel processo di fabbricazione di carte tissue;
- Ottimizzazione delle performances e riduzione dei consumi energetici nella zona umida di un impianto per la fabbricazione di carte tissue;
- Tecnologia di corrosione acciaio con soluzione di cloruro ferrico: studio sulle tecniche di controllo dell'azione degli acidi sull'acciaio o altri materiali;
- Strumenti di marketing B2B per influenzare la promozione dell' innovazione sui prodotti finiti dei clienti;
- Modelli di simulazione di funzionamento della macchina già in fase di progettazione.




"...E sotto l'albero di Natale mettici una borsa di studio"
Alta Scuola di Pelletteria Italiana - Scandicci (Firenze)
http://www.altascuolapelletteria.it/

  Grande interesse per la proposta lanciata dall'Aspi (Alta Scuola di Pelletteria Italiana) alle aziende pellettiere italiane: investite in corsi di formazione per giovani  talenti le risorse destinate ai soliti omaggi natalizi.  Gucci risponde con ben dieci sottoscrizioni. Più che un'idea, pare un uovo di Colombo: destinare al sostegno della formazione dei giovani, ovvero all'apprendimento e alla trasmissione di quel "saper fare" che costituisce la prima ricchezza del comparto della pelletteria di lusso, le risorse solitamente riservate agli omaggi natalizi. Un modo utile e virtuoso con cui il mondo dell'impresa può aiutare i giovani talenti ad emergere e ad affermarsi nel mondo del lavoro.

  "A Natale  - questo il messaggio lanciato da Karlheinz Hofer, presidente dell'Alta Scuola di Pelletteria Italiana, polo di riferimento nazionale per la formazione tecnico-professionale del settore pelletteria - risolvi il problema dei regali aziendali scegliendo un dono davvero speciale, che parli di te e della tua azienda. Scommetti sui nuovi talenti e sul futuro della pelletteria di lusso. E sponsorizza le borse di studio che permetteranno a tanti ragazzi e ragazze di acquisire le competenze adeguate per entrare da protagonisti nel mercato del lavoro".

  "Durante tutto l'anno organizziamo percorsi formativi e di specializzazione, con l'obiettivo di trasmettere le competenze e la passione per la professione", dice Hofer. Ma dato il costante aumento delle richieste di figure tecniche da parte delle aziende del nostro territorio e il rinnovato interesse dei giovani per questo settore, sentiamo anche il bisogno e il dovere di ricercare risorse finanziarie aggiuntive affinchè i candidati meritevoli possano accedere ai vari corsi. Ogni anno, infatti, molti aspiranti pellettieri di talento, privi di basi economiche sufficienti, non riescono a frequentarli".

Da qui la proposta al mondo delle imprese di partecipare al "Progetto borse di studio". Molti degli imprenditori più sensibili hanno già manifestato la volontà di intervenire concretamente a supporto dei tanti allievi della Scuola, mettendo a disposizione nuove risorse economiche integrative. (Estratto da comunicato stampa ali-comunicazione.com)




Locandina rassegna cinematografica Cinema in note Cinema in note
12 capolavori del cinema muto / 12 composizioni musicali originali


02 ottobre - 18 dicembre 2012
Goethe-Institut Palermo
www.goethe.de/palermo

La speciale ricorrenza dei cinquant'anni di attività del Goethe-Institut a Palermo ci suggerisce di dedicare un intero ciclo della rassegna cinematografica "La deutsche vita" ad alcune pietre miliari del primordiale cinema muto tedesco - che ispirò il resto del mondo, anche grazie ai suoi mirabolanti effetti speciali - con musiche originali eseguite dal vivo e quasi tutte in prima esecuzione assoluta.

Così, insieme alla visione delle immortali opere silenti (perlopiù presentate in versioni restaurate), risalenti al periodo 1919-1929 e firmate dai padri dell'Espressionismo, e non solo - come Murnau, Lang, Pabst, Wiene, Wegener, Leni, May - sarà possibile, grazie alla collaborazione con Curva minore, apprezzare le musiche di alcuni fra i più rinomati artisti provenienti da tutta la Sicilia. Musicisti cosmopoliti dalle esperienze più disparate, appartenenti a diverse generazioni, già molto noti o in via di salda affermazione, che offriranno all'auditorio interpretazioni che spaziano fra diversi generi musicali - dal jazz alla musica classica, dalla contemporanea all'elettronica o all'etnopop - da sposare alle immagini di questi dodici imperdibili monumenti cinematografici.

- Programma

02 ottobre, Das Kabinett des Dr. Caligari (Il gabinetto del Dr. Caligari)
09 ottobre, Schloss Vogelöd (Il castello di Vogelod)
16 ottobre, Der Golem, wie er in die Welt kam (Il Golem)
23 ottobre Der müde Tod (Destino)
30 ottobre, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens (Nosferatu il vampiro)
06 novembre, Das Wachsfigurenkabinett (Il gabinetto delle figure di cera)
13 novembre, Der letzte Mann (L'ultima risata)
20 novembre, Faust - eine deutsche Volkssage (Faust)
27 novembre, Geheimnisse einer Seele (I misteri di un'anima)
04 dicembre, Metropolis (Metropolis)
11 dicembre, Asphalt (Asfalto)
18 dicembre, Tartüff (Tartufo)




AmbienteCinemaUomo
27 novembre - 13 dicembre 2012, ore 20.45
Cinema Astra D'essai - Parma
http://www.sustainability-lab.net/it/groups/ambientecinemauomo/articles/2012-la-rassegna-sostenibile-dautore-continua.aspx

Terza edizione della "rassegna sostenibile d'autore". Quattro film d'autore, di cui 3 in Anteprima nazionale, premiati ai più importanti Festival internazionali (Venezia, Cannes) e uno, in anteprima per Parma, realizzato dal regista Gianfranco Pannone, che sarà ospite della rassegna, in collaborazione con il Parma Film Festival 2012. La prima è affidata nuovamente a Yann Arthus-Bertrand, con il suo Planet Ocean, reduce da Rio+20. L'ingresso alla prima serata - fino ad esaurimento posti - è libero. E' necessario prenotarsi inviando una e-mail a relazioniesterne@comune.parma.it entro il 27 mattina.

- 04 dicembre 2012
La Cinquième Saison, di Peter Brosens, Jessica Woodworth (Belgio, 2012, 93', V.O. Fr. sott.it., dramm.)
Premiato a Venezia 2012: Arca Cinemagiovani - miglior film; Green Drop Award - film che meglio interpreta il tema dello sviluppo sostenibile. Anteprima nazionale.

- 11 dicembre
Scorie in Libertà, di Gianfranco Pannone (Italia, 2012, 73', doc.)
In collaborazione con il Parma Film Festival 2012. Anteprima per Parma.

- 12 dicembre
La parte degli angeli, di Ken Loach 2012 (UK/Francia, 2012, 106', ita., comm.)
Premio della Giuria al Festival di Cannes 2012. Anteprima nazionale.




Concorso fotografico: "Trieste 2012 - La città e il territorio"
Termine di partecipazione: 06 gennaio 2013
trieste.dotart.it

Il 19 novembre si apriranno le iscrizioni alla terza edizione del concorso fotografico promosso dall'associazione culturale dotART in collaborazione con il centro commerciale Il Giulia, l'agenzia fotografica Foto Mauro e con il patrocinio della Provincia di Trieste. Per promuovere e valorizzare la città di Trieste e il suo territorio nei loro molteplici aspetti (storico, artistico, naturalistico, culturale, enogastronomico) e raccontare attraverso la fotografia d'autore paesaggi, scorci, volti, oggetti, momenti di vita quotidiana di Trieste e provincia.




Festival Internazionale del Cinema di Cipro 2012

La premiazione svoltasi il 22 ottobre al Teatro Pallas di Nicosia, per le pellicole selezionate nelle categorie previste, ha concluso la settima edizione della rassegna cinematografica cipriota (06-21 ottobre).

Articolo




CyBorg Film Festival
Concorso cortometraggi e nuovi territori


7a edizione, 07-09 giugno 2013
Castello dei Doria - Dolceacqua (Imperia)
http://www.cyborgproduzioni.org/

Il concorso è suddiviso in 2 sezioni competitive: "sci-fi", cortometraggi di fantascienza; "anime", cortometraggi di animazione. Per "nuovi territori", sezione non competitiva, si possono inviare opere riguardanti: horror, fantasy, backstage, making of, telefilm, documentari, docufiction, etc. Sono ammesse esclusivamente le opere prodotte a partire dal 1° gennaio 2011. Il concorso è internazionale e non sono posti vincoli di nazionalità, età o professione (ogni autore può inviare più opere). Termine di partecipazione: 23 marzo 2013.




XI Ciclo del Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche per il triennio 2013-2016
Scuola Superiore di Studi Storici dell'Università degli Studi della Repubblica di San Marino
http://www.unirsm.sm/

Nuovo bando di concorso per 13 allievi. Il corso è di durata triennale. Le lezioni avranno inizio nel mese di giugno 2013. Sono previste otto borse di studio, di cui due riservate a cittadini sammarinesi. Termine di iscrizione 14 gennaio 2013. Inoltre è prevista entro la stessa data anche l'iscrizione online.




Restaurato "Monologo", con Eduardo De Filippo
http://www.fondazionecsc.it/

La Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia ha recentemente individuato nel proprio archivio un filmato di propaganda, considerato perduto, intitolato Monologo. Interpretato da Eduardo De Filippo e prodotto tra il 1948 e il 1950 per sostenere l'operato del "Piano Marshall", non si hanno notizie di una sua presentazione al pubblico. E' probabile che sia stato scritto dallo stesso Eduardo De Filippo attingendo all'invenzione scenica già utilizzata nella commedia Questi fantasmi! (1945-1946). Il cortometraggio è stato restaurato dalla Cineteca Nazionale in collaborazione con la Fondazione De Filippo.




Poesia in biblioteca
26 settembre 2012 - fine gennaio 2013, ore 20
Biblioteca civica «Bruno Emmert» (Palazzo dei Panni) - Arco (Trento)
arco@biblio.infotn.it

Una nuova proposta per conoscere meglio la poesia del Novecento; un'occasione di incontro nella quale confrontarsi e lLa possibilità di cimentarsi con versi e rime, metrica e metafore. L'appuntamento, condotto da Beatrice Carmellini, è a cadenza quindicinale e si svolge di martedì con inizio alle ore 20. La proposta è a frequenza gratuita, aperta a tutti. Gli incontri in programma sono nove, fino alla fine di gennaio, a cui si aggiunge una serata speciale di incontro con un poeta di fama nazionale. Si suggerisce l'iscrizione (non obbligatoria) per ottimizzare l'organizzazione.

La vastità e universalità dell'argomento ha imposto di circoscrivere l'ambito alla poesia italiana del Novecento; all'interno di questa confini, si dedicheranno due serate ad ogni tema scelto, che scandiranno e guideranno gli incontri: il tempo, i luoghi, gli affetti, la storia. Durante l'incontro saranno dapprima lette poesie sul tema della serata, a cura delle lettrici delle Mnemoteca del Basso Sarca; quindi se ne discuteranno le particolarità, le emozioni, le riflessioni e i sentimenti personali di ogni partecipante, assolutamente in assenza di giudizio e nella massima libertà. Sarà possibile anche cimentarsi nella scrittura di poesia a tema.

Beatrice Carmellini è insegnante, formatrice, fondatrice e presidente dell'associazione Mnemoteca del Basso Sarca; formata alla Libera Università dell'Autobiografia, ne è oggi collaboratrice scientifica e docente; si occupa di formazione e ricerca sia nella scuola che in enti della nostra Provincia tra cui il Museo Alto Garda, le biblioteche, il Museo Storico del Trentino. (Comunicato Ufficio stampa dei Comuni di Arco e di Riva del Garda)




Vienna, conferenza Velo City 2013
velo-city2013.com

Sono aperte le candidature per partecipare, in qualità di relatori, alla conferenza internazionale sulla mobilità ciclistica "Velo City", che si terrà a Vienna, città famosa al mondo per la musica, la cultura e le biciclette, dall'11 al 14 giugno 2013. L'iniziativa è a cura dell'Amministrazione locale e dell'European Cyclists' Federation. Tutti gli interessati (esperti, universitari, rappresentanti di istituzioni e enti pubblici, ricercatori, pianificatori, comunicatori, urbanisti, educatori, trasportisti) che volessero presentare un intervento specifico, possono fare domande entro e non oltre il prossimo 22 ottobre. Alla pagina del sito internet, tutte le informazioni utili per gli interessati. I lavori dovranno essere focalizzati sull'uso della bicicletta in città.




Chiara Casarico e Tiziana Scrocca - Finestre Il Teatro oltre il teatro
2a edizione di «Non andare, rimani!», nei Centri Anziani del IV Municipio di Roma

Uff.Stampa: info@scarlettmatassi.com

Rassegna ideata e organizzata dall'Associazione "Confine Variabile", che da dodici anni realizza spettacoli professionali in strutture il cui normale utilizzo non è quello della rappresentazione scenica, come nel triennio 1999-2001 - con il progetto Malati di teatro - in sei importanti nosocomi di Roma e in ospedali di comuni limitrofi e, tra il 2004-05, con Tutti giù a teatro, in scuole, Case del Popolo e centri culturali delle periferie della Capitale.

«Non andare, rimani!», ideato nel 2009 da Riccardo Belli e Massimo Lombardo, nel corso della seconda edizione, dal 16 al 31 gennaio 2012, si è svolto nei Centri Anziani del IV Municipio, periferia Est della capitale. In alternativa al repertorio dei classici del teatro comico, sono state presentate due novità, caratterizzate da storie che integrano comicità e temi di impegno civile: Finestre e Storie di Pane, zibaldoni di racconti, sketch e canzoni. Spettacoli scritti, prodotti, diretti, allestiti e interpretati dalla compagnia teatrale indipendente "IlNaufragarMèDolce", costituita soltanto da donne.

In Storie di pane, di Chiara Casarico ed Emanuela Bolco, due donne impastano e mettono a cuocere i pani che, al termine della rappresentazione, saranno mangiati insieme al pubblico. A lievitare sono anche i ricordi e le parole evocati: racconti proverbi, scioglilingua e canzoni legati da un filo di pane. Finestre, di Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, affronta, in chiave tragicomica, il tema del lavoro precario. Storie di gente comune, eroi della vita di tutti i giorni. La manifestazione è stata realizzata con il sostegno di Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - e della Regione Lazio. In collaborazione con i Municipi di Roma Capitale.




Francesco Anile: la straordinaria storia del tenore che ha conquistato la Scala.
"Cantare è un mestiere che bisogna fare per imparare a farlo"

Intervista di Antonella Neri (Associazione culturale "Cantare l'Opera")




"Basta muoversi di più in bicicletta per ridurre la CO2"
Nuovo studio dell'European Cyclists' Federation sulle potenzialità della mobilità ciclistica nelle politiche UE di riduzione delle emissioni di gas climalteranti entro il 2050
www.fiab-onlus.it

Le elevate riduzioni delle emissioni dei gas serra previste dalla UE sono sotto esame: quest'anno i progressi e i risultati effettivi sembrano non raggiungere gli obiettivi fissati dalla stessa Unione Europea. Recenti rapporti sulle tendenze nel settore dei trasporti europei mostrano che la UE non riuscirà a ottenere la riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto del 60% tra il 1990 e il 2050 affidandosi alla sola tecnologia. Un interessante approccio all'argomento è messo in luce da un recente studio effettuato dall'European Cyclists' Federation (ECF), che ha quantificato il risparmio di emissioni delle due ruote rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Anche tenendo conto della produzione, della manutenzione e del carburante del ciclista, le emissioni prodotte dalle biciclette sono oltre 10 volte inferiori a quelle derivanti dalle autovetture. Confrontando automobili, autobus, biciclette elettriche e biciclette normali, l'ECF ha studiato che l'uso più diffuso della bicicletta può aiutare la UE a raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra nel settore trasporti, previsti entro il 2050. Secondo lo studio, se i cittadini della UE dovessero utilizzare la bicicletta tanto quanto i Danesi nel corso del 2000, (una media di 2,6 km al giorno), la UE conseguirebbe più di un quarto delle riduzioni delle emissioni previste per il comparto mobilità.

"Basta percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni", osserva l'autore Benoit Blondel, dell'Ufficio ECF per l'ambiente e le politiche della salute. Che aggiunge: "Il potenziale di raggiungimento di tali obiettivi per le biciclette è enorme con uno sforzo economico assolutamente esiguo: mettere sui pedali un maggior numero di persone è molto meno costoso che mettere su strada flotte di auto elettriche". Lo studio ha altresì ribadito la recente valutazione da parte dell'Agenzia europea dell'ambiente, secondo la quale i soli miglioramenti tecnologici e l'efficienza dei carburanti non consentiranno alla UE di raggiungere il proprio obiettivo di ridurre del 60% le emissioni provenienti dai trasporti. (Estratto da comunicato stampa FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta)




1974 - Sergio Miniussi con Carlo Levi ad Aliano dove Levi era al confino nel 1935 Trieste Contemporanea affida il Fondo Sergio Miniussi all'Archivio di Stato di Trieste

Il Fondo documentario Sergio Miniussi, a seguito della dichiarazione di interesse storico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvenuta nel giugno 2008, è stato consegnato all'Archivio di Stato di Trieste dal Comitato Trieste Contemporanea, d'accordo con la vedova dello scrittore Elisabetta Messina Miniussi. Il Comitato triestino, dopo la scomparsa dell'intellettuale originario di Monfalcone ha custodito il Fondo Miniussi, lo ha inventariato e ha già offerto in questi anni più di un'occasione di studio dei suoi materiali inediti agli specialisti dalle quali sono derivati lavori di ricerca e tesi di laurea.

Il Comitato Trieste Contemporanea nel corso degli ultimi anni ha densamente promosso la conoscenza dell'opera dello scrittore e ha realizzato importanti iniziative: una serie di attività espositive ed editoriali che nel 2002 si sono concretizzate tra l'altro nella ripubblicazione della prima raccolta di poesia di Sergio Miniussi La gioia è dura e che nel 2007 hanno visto discutere e aggiornare la lettura storico-critica dell'opera di Miniussi nel convegno intitolato Ch'abbia una voce questa timidezza. In quell'occasione il Comune di Monfalcone, che ha collaborato all'evento, ha dedicato al poeta una targa commemorativa posta sulla casa natale, in Corso del Popolo.

Sergio Miniussi è nato a Monfalcone nel 1932 da padre triestino e madre scozzese, figlia di un ingegnere navale di Dundee chiamato dai Cosulich a lavorare presso i cantieri navali della città. Intellettuale europeo a tutto tondo, comincia a scrivere i primi racconti e le prime poesie. In seguito frequenta la Sorbona dove si laurea in letteratura comparata. E' giornalista de Il Piccolo, Terza Pagina, Il Giorno e Ritratto d'Autori, autore radiofonico di Radio Trieste e infine regista Rai prima a Milano e poi a Roma. E' autore di teatro e raffinato traduttore per la Mondadori ed Einaudi (merita citare almeno il Ferdidurke di Witold Gombrowicz del 1960), critico artistico e letterario. Muore a Roma nel 1991.




- Censimento su luoghi, monumenti, targhe e ogni opera alla "Memoria del genocidio armeno" nelle città e località italiane.
www.comunitaarmena.it

Promosso dalla redazione del sito della Comunità Armena di Roma in occasione del 93esimo anniversario del Genocidio Armeno. La redazione sin da ora ringrazia tutti coloro che aderiranno all'appello e fa presente che il risultato del censimento sarà riportato sul sito per una consultazione pubblica.

Prima del nuovo numero di Kritik... / Libri

Giovanni Urbani. Per un'archeologia del presente Giovanni Urbani. Per un'archeologia del presente
Scritti sull'arte contemporanea

a cura di Bruno Zanardi, con saggi di Giorgio Agamben e Tomaso Montanari, pagg.272, €32,00, 2012

Presentazione volume
Interverranno: Giorgio Agamben, Raffaele La Capria, Salvatore Settis
11 dicembre 2012, ore 18.00
Accademia Nazionale dei Lincei (Palazzo Corsini) - Roma

Gli scritti ancora attualissimi di un grande intellettuale (1925-1994) che ha espresso il pensiero e l'azione più moderni e innovativi in materia di restauro, conservazione e tutela del nostro patrimonio storico e artistico. Giovanni Urbani (1925-1994) ha espresso il pensiero e l'azione più moderni e innovativi in materia di restauro, conservazione e tutela nel secolo appena chiuso. Stupirà quindi il lettore scoprire in questi scritti Urbani critico dell'arte contemporanea, come fu dalla seconda metà degli anni Cinquanta all'inizio del decennio successivo.

Ancor più il lettore si stupirà nel conoscerlo come "una straordinaria mente filosofica e un critico d'arte sotto ogni aspetto eccezionale" (Giorgio Agamben). Ad esempio quando con la sua "archeologia del presente", che dà il titolo al volume, si pone in anticipo su Foucault o sui pensieri di Kojève circa la "fine della storia", oppure dove precorre, in una prospettiva più filosofico-metafisica, le posizioni di Jean Clair sull'arte contemporanea, stigmatizzando "lo strepito e il furore dei suoi mille finti eventi".

Non si stupirà invece il lettore nel vedere che l'interesse di Urbani per l'arte contemporanea verte in primis sul chiedersi del senso della presenza del passato nel mondo d'oggi. A riprova di come l'intera sua produzione saggistica sia comunque finalizzata al decisivo tema della cura e della salvaguardia del patrimonio storico e artistico. Al sottrarle al ritardo culturale, al dilettantismo estetizzante e alle rigidità burocratiche che troppo spesso le opprimono.

Bruno Zanardi, curatore del volume, è stato allievo di Giovanni Urbani. Ha eseguito i restauri di alcune delle opere più importanti della civiltà figurativa dell'Occidente, dalla Colonna Traiana al Sancta Sanctorum. Autore "storico" di Skira, da Il cantiere di Giotto (1996), a Il restauro. Giovanni Urbani e Cesare Brandi, due teorie a confronto (2009), ha inoltre scritto la voce 'Restauro' per l'Enciclopedia Treccani del Novecento e ha partecipato al Cambridge Companion to Giotto. Insegna Teoria e tecnica del restauro all'Università di Urbino Carlo Bo dove, nel 2001 ha fondato il primo corso universitario per la formazione teorica e pratica dei restauratori. (Comunicato stampa Studio Lucia Crespi - Ufficio Stampa Skira)




Copertina Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea Catalogo Sartori d'arte moderna e contemporanea
Primo repertorio di 464 artisti attivi nel Nord Italia dal '900 ai nostri giorni

info@sartoriarianna.191.it

Nel 1934 Agostino Mario Comanducci realizzò un Dizionario sulla pittura italiana dell'800, opera che ebbe notevole successo e della quale è stata qualche anno fa realizzata una ristampa anastatica, andata subito esaurita. Questa idea ebbe poi molti seguaci e negli anni Settanta e Ottanta. Il valore di questi cataloghi è dovuto proprio alla storicizzazione e catalogazione di dati biografici relativi agli artisti presi in considerazione, ma il loro valore è ancora più importante per il futuro, per non perdere, per non lasciare cadere nel vuoto, il lavoro serio e qualificato dei numerosi artisti che hanno dedicato la loro vita al lavoro, alla ricerca, con amore e professionalità e serietà d'intenti.

Il Catalogo Sartori raccoglie oltre quattrocento schede di artisti, pittori, scultori, ceramisti e qualche incisore, con oltre 1000 illustrazioni a colori. Pensato inizialmente come "catalogo degli artisti lombardi", il volume (pagg.480; formato cm.30.5x21.5) si è gradualmente si è allargato comprendendo il Veneto, e poi l'Italia settentrionale con la Toscana inclusa.




Copertina libro Il lungo inverno di Spitak Il lungo inverno di Spitak
di Mario Massimo Simonelli, ed. Elmi's Word Edizioni
www.comunitaarmena.it

Nel dicembre 1988, un violentissimo terremoto colpì la Repubblica Armena. Una intera regione fu rasa al suolo. Leggere questo testo porta a riflettere sull'entità incalcolabile delle catastrofi così lontane da noi spazialmente ed emotivamente, a considerare i popoli altri non come una massa indistinta, ma come un insieme di volti e di voci. Gli eventi di quei lunghi mesi hanno cambiato per sempre il corso della vita di molti protagonisti, mentre il mondo intorno a loro era in profonda trasformazione. Questa è la storia di una rinascita.




Una tomba principesca da Timmari
di Maria Giuseppina Canosa
* Volume presentato presso Mediateca provinciale "Antonello Ribecco" - Matera (02 ottobre '12)

Incontro pubblico organizzato e promosso dalla Fondazione Zètema di Matera. Il libro illustra lo scavo e il successivo studio sulla sepoltura numero 33 scoperta nel 1984 a Timmari, località a pochi chilometri da Matera. Una tomba principesca che può essere rintracciata come la sepoltura del re dell'Epiro Alessandro I detto "il Molosso".

Presentazione




Online il quaderno tecnico FIAB del Centro Studi Gallimbeni dedicato a "La moderazione del traffico"
www.fiab-onlus.it

Il quaderno, di cui è disponibile anche l'edizione cartacea, è stato presentato a Reggio Emilia, nel corso degli Stati Generali della Bicicletta, nelle giornate del 5 e del 6 ottobre scorso. La pubblicazione della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) è stata coordinata da Marco Passigato, con il contributo di professionisti e tecnici che abitualmente studiano e progettano la moderazione del traffico in Italia e all'estero. Liberamente scaricabile, a disposizione di amministratori pubblici, progettisti, attivisti.




Copertina libro L'Utopia della Ragione - La ginnastica delle idee - di Pompeo Maritati L'Utopia della Ragione - La ginnastica delle idee
di Pompeo Maritati, ed. Edizioni Youcanprint, 2011

Una riflessione articolata su varie componenti sociologiche della società attuale - nel più ampio contesto umanistico - è il filo conduttore di questo libro, un saggio in sedici capitoli.

La Nebbia - realtà-evocazione - romanzo di Nidia Robba - Trieste 2012 La Nebbia - realtà-evocazione
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, 2012

Semmai fosse possibile razionalizzare il significato dell'amore per una nazione, per un popolo o per un civiltà, questo romanzo segue una strada molto articolata, dove narrazione e tema sono inscindibili, nell'alternanza di scenari reali e mitologici.


Lo Schiaffo - Romanzo di Nidia Robba - Trieste 2011 Lo Schiaffo
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, marzo 2011

C'è una Città, una città aristocratica, dove tre civiltà millenarie si uniscono in un raggio di luce che regala all'Europa il privilegio della unicità: Trieste.


Recensione catalogo Ugo Cara' Ugo Carà: "Il Segno - Disegni dal 1926 al 1948"
Catalogo della mostra a cura di Marianna Accerboni

La Trieste dei primi anni di Ugo Carà (nato nella vicina Muggia nel 1908) si avviava, insieme alle altre capitali della Mitteleuropa, a terminare, da lì a poco, un era storica, quella dell'impero asburgico, e una stagione irripetibile per l'Arte.

Recensione libro Fregati dalla Storia Fregati dalla Storia
di Lodovico Ellena, ed. Solfanelli

Una sequenza di storie, rievocazioni di usanze, dichiarazioni inattese di personaggi celebri, circostanze poco note o, talune, dimenticate. Tasselli che completato la Storia, a volte rafforzandone l'impianto già noto altre volte sorprendendo gli studiosi e, in genere, i lettori.

Recensione libro Breve Storia del Caucaso Breve Storia del Caucaso
di Aldo Ferrari, ed. Carocci

Mosaico di etnie, lingue culture, distribuite in modo difforme nel territorio, il Caucaso deve la sua complessità paradigmatica alla collocazione geografica, frontiera e cerniera tra il Vicino Oriente, le steppe euroasiatiche, e l'area del Mediterraneo orientale.


Recensione libro Greci e Turchi tra convivenza e scontro Greci e Turchi tra convivenza e scontro
di Vincenzo Greco, ed. Franco Angeli

Le relazioni tra Grecia e Turchia sono uno dei più articolati e complessi sistemi politici contemporanei. L'analisi storica sviluppata nel libro segue l'evoluzione del rapporto bilaterale e la sua proiezione nell'ambito della questione di Cipro.


Recensione libro Geografia - Le Garzantine Le Garzantine - Geografia

L'opera presenta una informazione molto articolata in virtù dei cambiamenti dello scenario mondiale a partire dalla fine degli anni '80, in particolare dal quel 9 novembre 1989 (la caduta del muro di Berlino) che ha segnato una svolta nella Storia, dati i conseguenti stravolgimenti geografici e geopolitici.

Recensione libro Olocausto armeno L'Olocausto Armeno - Breve storia di un massacro dimenticato
di Alberto Rosselli, ed. Solfanelli

Da alcuni anni la questione del riconoscimento del genocidio subito dal popolo armeno (1894-96, 1915-23) incontra un interesse crescente sia in ambito di politica internazionale sia in un contesto più ampio di storia, diritto, cultura, etica. Nonostante la notevole pubblicistica, alla domanda "Che cosa è stato il genocidio armeno?" in tanti tuttora potrebbero non saper ancora dare una risposta precisa.

Recensione libro Mondo ex e tempo del dopo Mondo ex e tempo del dopo
di Pedrag Matvejevic, ed. Garzanti

I Balcani sono un'area dell'Europa in cui da sempre la "geografia non coincide con la Storia". Terra di interposizione tra Occidente e Oriente, in politica, religione, cultura, arte. Era qui che l'impero romano d'occidente lasciava la sovranità a quello d'oriente. In "Mondo ex" Pedrag Matvejevic ripercorrere quindici anni di dissolvimento di un paese nato mettendo insieme popoli e territori.

Recensione Il Caucaso - Popoli e conflitti di una frontiera europea Il Caucaso - Popoli e conflitti di una frontiera europea
di Aldo Ferrari, ed. Edizioni Lavoro

Dall'inizio degli anni '90 - dalla implosione dell'Unione Sovietica - lo scacchiere geopolitico internazionale è stato interessato dalla crescita di rilevanza strategica del Caucaso. Lo era già stato fino agli inizi del XX sec. ma per circa 70 anni, quasi tutto il Novecento, questa regione al centro tra Europa, Russia e Vicino Oriente, era rimasta silente. Tutto è cambiato nel '91, attirando l'attenzione di altri attori - Usa, Turchia, Iran e Unione europea in misura minore - interessati a guadagnare posizioni di potere (politico, economico, energetico) nell'area.

Recensione libro Idoli di carta Idoli di carta
di Giusva Branca, ed. Laruffa

Questo è un libro di uomini e di calcio. Undici ritratti di calciatori lavoratori, artigiani, sognatori e di un grande allenatore, che, differenti per generazione, ruolo, origine, hanno condiviso un tratto di storia della Reggina.


Recensione libro I sogni e le mischie - Storie di vita e di rugby I sogni e le mischie - Storie di vita e di rugby
di Franco Paludetto, ed. Libreria dello Sport

Una carriera nel mondo del rugby, quella di Franco Paludetto, giocatore tra gli anni '50 e '60, per ripercorrere una storia individuale osservando la realtà italiana dagli anni del Secondo dopoguerra a oggi. Per Franco, la svolta ha una data precisa. Il viaggio a Padova per la finale della stagione 1953/54 giocata da Treviso e Rovigo.

Recensione libro Jonah Lomu - La mia storia La mia storia
di Jonah Lomu, Warren Adler, ed. Libreria dello Sport

A poco più di 30 anni Jonah Lomu è già da tempo una leggenda del rugby, sport nazionale nei paesi anglosassoni con popolarità e attenzione da parte dei mass media pari a quanto avviene per il calcio ha in Italia. Con la divisa degli All Blacks, Lomu è diventato ciò che Pelè fu per il Brasile campione del mondo nel 1958.

Recensione libro Te lo do io lo sport Te lo do io lo sport!
di Simone Urbani Grecchi e Dino Meneghin, ed. Libreria dello Sport

Fare sport per migliorarsi come individuo. Non solo per gli immediati benefici fisiologici ma anche come percorso per apprendere una cultura fondata sulla capacità di interpretare i propri limiti e le proprie qualità, sul rispetto delle regole e degli avversari, sull'autocontrollo, sul valore del rapporto con gli altri. In Italia purtroppo il numero di praticanti, di coloro che anche solo a livello amatoriale si dedicano ad una attività sportiva, non è molto elevato. Meno di una persona su quattro fa sport almeno due volte alla settimana. Siamo comunque in ottima compagnia perché questa tendenza si riscontra in tutti i paesi industrializzati.

Recensione libro Quando spararono al Giro d'Italia Quando spararono al Giro d'Italia
di Paolo Facchinetti, ed. Limina

La mattina del 26 aprile 1945 gli italiani si svegliano sulle macerie di un paese lacerato da terribili drammi personali e collettivi. C'è voglia di tornare alla normalità. Pochi mesi dopo si ipotizza una nuova edizione del Giro d'Italia. Sembra un'idea folle non solo dal punto di vista sportivo (in che condizione sono gli atleti tornati dal fronte e dai campi di concentramento?) ma anche per le carenze logistiche, le strade ad esempio, molte delle quali distrutte o danneggiate dai bombardamenti. Il Giro "della Rinascita", organizzato come tradizione dalla Gazzetta dello Sport, si trasforma in avvenimento comunitario.

Recensione libro Crepe nel ghiaccio - pattinaggio artistico sul ghiaccio Crepe nel ghiaccio - Dietro le quinte del pattinaggio artistico
di Sonia Bianchetti Garbato, ed. Libreria dello Sport

Quando alle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 si verifica lo scandalo nella gara a coppie, il pattinaggio artistico sul ghiaccio diventa argomento di dibattito sui mass media e di riflesso tra l'opinione pubblica, come forse non lo era mai stato prima. Lo scandalo consisteva nell'assegnazione del primo posto alla coppia russa Berezhnaya/Sikharulidze, nonostante quella canadese Salè/Pelletier, secondo parere comune a molti addetti ai lavori, avesse svolto un esercizio migliore. Perchè la giuria aveva deciso in quel modo?

Recensione libro L'ultima stagione L'ultima stagione
di Phil Jackson e Michael Arkush, ed. Libreria dello Sport

Essere un allenatore di basket che colleziona record nella Nba e scrivere un libro su una delle pochissime stagioni in cui la propria squadra ha perso. Perchè con tante individualità slegate una squadra non arriva a nulla e nella pallacanestro americana l'unica vittoria è quella del titolo NBA. Dal secondo in poi si è uguali nella sconfitta.

Recensione libro Ottavio Bottecchia - ciclismo in Italia e Francia Bottecchia - Il forzato della strada
di Paolo Facchinetti, ed. Ediciclo

Anche in epoca di ciclismo tabellare, il nome Ottavio Bottecchia conserva un suono da leggenda. Primo italiano a vincere il Tour de France, nel 1924, ripetendosi l'anno dopo, e primo a tenere la maglia gialla dalla tappa iniziale fino all'arrivo a Parigi. Classe 1894, nato a San Martino, in Veneto, vive come la maggior parte degli italiani di quel periodo. Come altri connazionali emigra in Francia, dove sente parlare del Tour de France. Non solo una corsa ciclistica, ma una specie di inferno in terra.

Recensione libro Derby Days - calcio e tifoserie in Gran Bretagna Derby Days - Il gioco che amiamo odiare
di Dougie ed Eddie Brimson, ed. Libreria dello Sport

Dal 29 maggio 1985 la parola "hooligan" risuona nella testa degli italiani. Quella sera, per la finale di Coppa dei Campioni, i sostenitori della Juventus presenti allo stadio belga Heysel, separati dai tifosi inglesi del Liverpool attraverso una rete "da pollaio" (così è stata definita nelle cronache per la sua consistenza), vissero e subirono l'epilogo terrificante di un modo di intendere il calcio che sconfina nella violenza tribale.

Recensione libro biografia di Jan Ullrich Jan Ullrich: O tutto o niente
di Jan Ullrich e Hagen Bosdrof, ed. Libreria dello Sport

Nello sport professionistico tanti darebbero l'anima per diventare campioni. Poche volte capita di vederne uno che pur essendolo non si danna per sottolinearlo. Uno è Jan Ullrich. Per chi avesse poca dimestichezza con le due ruote è bene sottolineare che si tratta di uno di quei ciclisti a cui natura ha donato capacità che solo pochi altri hanno avuto.

Recensione Un sogno a Roma - Storia di Abebe Bikila Un sogno a Roma - Storia di Abebe Bikila
di Giorgio Lo Giudice e Valerio Piccioni, ed. ACSI Campidoglio Palatino e Libera

Abebe Bikila è il simbolo della maratona. Inizia a 24 anni, allenato dallo svedese Onni Niskanen. Diventa celebre con la vittoria alle Olimpiadi di Roma del 1960, correndo in un percorso che superava la consuetudine - ripristinata dalla edizione successiva in Giappone - che voleva l'inizio e il traguardo all'interno dello stadio olimpico.

Recensione libro Tour de France 1903 - Giro di Francia Tour de France 1903 - La nascita della Grande Boucle
di Paolo Facchinetti, ed. Ediciclo

Il Tour de France, la più celebre corsa ciclistica a tappe, deve la sua origine alla concorrenza tra due quotidiani sportivi - L'Auto-Vèlo e Le Vèlo -, in particolare tra i due direttori, Henri Desgrange e Pierre Giffard. La sera del 20 novembre 1902, Desgrange disse ai suoi collaboratori, Georges Lefèvre, redattore per il ciclismo, e Georges Prade, responsabile della parte automobilistica, che bisognava trovare una idea per aumentare le vendite del giornale.

Recensione libro Atlante americano Atlante americano
di Giuseppe Antonio Borgese, ed. Vallecchi

Parlare o scrivere dell'America, ovvero degli Stati Uniti, è motivo di opinioni opposte, a volte inconciliabili. Oggi come ieri sembra che nulla sia cambiato da quando all'inizio del Novecento la sua immagine - la mentalità, i costumi, la cultura - diventarono oggetto di valutazioni utilizzate con precise finalità propagandistiche, sia in senso positivo sia negativo.

Recensione libro Guida Cipro The Rough Guide - Cipro
di Marc Dubin, ed. Antonio Vallardi Editore

Al confine tra Europa e Medio Oriente, Cipro, la terza isola del Mediterraneo per dimensione, ha una lunga storia di dominazioni e rapporti con i popoli circostanti. La guida la considera nella sua interezza, descrivendo sia la parte greco cipriota sia quella turco cipriota, separate dal 1974. Dal luglio di quell'anno le due comunità e i due territori hanno avuto destini molto differenti.

Recensione libro Guida Grecia continentale The Rough Guide - Grecia continentale
di Lance Chilton, Marc Dubin, Nick Edwards, Mark Ellingham, John Fisher, Natania Jansz, ed. Antonio Vallardi Editore

La Grecia è una delle mete turistiche per eccellenza, per coloro che vogliono unire il piacere di una vacanza con una immersione nella storia e nell'arte. La voce "turismo" rappresenta il 18% del Prodotto interno lordo e il settore occupa un lavoratore su cinque. La guida, con un percorso attraverso le cinque principali aree (Atene-Pireo, Peloponneso, Tessaglia, Epiro, Macedonia, Tracia), presenta oltre all'incommensurabile patrimonio artistico e monumentale ogni informazione necessaria al turista per scegliere le migliori opportunità: itinerari, alberghi, trasporti, musei, monumenti.

Recensione libro Guida Sicilia The Rough Guide - Sicilia
di Robert Andrews e Jules Brown, ed. Antonio Vallardi Editore

Questa guida sulla Sicilia, oltre ad essere uno strumento di grande sostegno per chi viaggia, è anche una pubblicazione con una serie di valutazioni e notizie che rappresentano un valore aggiunto per una conoscenza più approfondita. Gli autori conducono il lettore / turista attraverso la regione, nella sua globalità, evidenziando luoghi (monumenti, chiese, risorse paesaggistiche, etc.), situazioni che rientrano nel rapporto del turista con la popolazione locale e informazioni che possono risultare molto utili, perchè relativi alla quotidianità di una vacanza.

Castel Rovino
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

Il nuovo romanzo di Nidia Robba prosegue la bibliografia dell'autrice caratterizzata dalla descrizione di storie, ambienti, culture proprie della Mitteleuropa. In particolare evidenziando l'area dell'Alto Adige / Südtirol, con personaggi, tra gli altri, provenienti dal Friuli Venezia Giulia (Pordenone), dalla Bassa Baviera e dalla Svizzera.

Recensione libro Un uomo di neve Un uomo di neve
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri, 2010

Ambientato in Europa, nell'arco di tempo fra la tragedia della Seconda guerra mondiale e gli anni '90, il romanzo è caratterizzato dalla rappresentazione di scenari composti da personaggi in genere ascrivibili al contesto mitteleuropeo e dalla declinazione negativa del protagonista.

Recensione libro Meltemi - raccolta di poesie di Helene Paraskeva Meltemi
di Helene Paraskeva, ed. LietoColle, novembre 2009

Xenitià=Migrazione; Condizione individuale=Migrazione. Dalla metà degli anni '70, dal momento del suo arrivo in Italia, queste due equazioni sembrano essere diventate tra le più importanti del sistema esistenziale di Helene Paraskeva. Sono i due fulcri di Meltèmi, raccolta di 31 poesie della scrittrice e poetessa di origine ellenica.

Recensione libro I carati dell'amore - romanzo di Nidia Robba I carati dell'amore
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera Libri

Se in ogni volto c'è un destino, in ogni esistenza individuale c'è la Storia un popolo. Che di questa realtà ognuno ne abbia consapevolezza non ha importanza poiché finirà comunque per segnarne ogni momento della vita. Come quella di Erika, che insieme ai familiari lascia la città di Fiume alla fine della Seconda guerra mondiale.

Recensione libro L'angelo nello specchio - romanzo di Nidia Robba L'angelo nello specchio
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

L'esistenza terrena è solo una breve sosta nel corso di una vita universale. Riflettere sulle circostanze occorse, su quanto di lieto e di drammatico ne ha scandito il tempo, è una conseguenza dell'antropologia e, per le menti migliori, una necessità naturale di affermare la propria individualità.

Recensione libro La verità falsa - romanzo di Nidia Robba La verità falsa
di Nidia Robba, ed. La Mongolfiera libri

Due vicende parallele che finiranno per incontrarsi, anche se forse non in modo definitivo. Intorno a due centri - l'Austria e l'Italia - con diramazioni in Svizzera e in Grecia, e una scansione temporale precisa: dalla fine degli anni '30 alla metà dei Cinquanta.

Recensione libro La cetra d'oro - Nidia Robba La cetra d'oro
di Nidia Robba, ed. Campanotto Editore

Dall'antica Grecia nel periodo della guerra di Troia, a quella intorno agli anni del Secondo conflitto mondiale, fino a oggi. Tre vicende individuali al cospetto del magma esistenziale: il tempo, il destino, la passione.

Recensione libro Lena Lena
di Maricla Di Dio Morgano, ed. Laruffa

La stanza di una casa, in una città lontana dalla terra d'origine, può diventare il palcoscenico della recita di una vita già trascorsa. Come per Lena e per la sua "amica" Bastiana.


Recensione libro Italiae Medievalis Historiae - racconti brevi dal Medioevo italiano Italiae Medievalis Historiae
ed. Tabula Fati

Nel libro sono pubblicati i racconti selezionati per la finale della prima edizione del Premio letterario Philobiblon 2006, concorso letterario per racconti brevi organizzato e promosso dalla Acim - Associazione culturale Italia Medievale.

Recensione libro Nell'uovo cosmico - romanzo di Helene Paraskeva Nell'uovo cosmico
di Helene Paraskeva, ed. Fara Editore

Dora Forti era solo uno dei tanti impiegati di un'azienda che trattava appalti e svolgeva intermediazioni, categorie generiche e non specificate a nessun livello della scala gerarchica, intesa da tutti come una specie di gioco di ruolo. Lì dentro nessuno poteva affermare con certezza di sapere qualcosa di chi gli stava accanto e l'unico imperativo era il culto della esteriorità, esasperata, necessaria e ineludibile.

Recensione libro Il sortilegio della città rosa - di Nidia Robba Il sortilegio della città rosa
di Nidia Robba, ed. Fpe edizioni

Ambientato tra la Germania, Trieste (città della protagonista), la Francia e la Spagna, in un periodo tra la metà degli anni '60 e l'inizio dei Settanta (l'autrice lo suggerisce senza dichiararlo) è la storia di Myriam - per l'epoca una donna quasi di mezza età - recatasi a Heidelberg per tener compagnia alla nipote, Siegrid, durante un corso di tedesco e trascorrere una vacanza.

Recensione libro Nessuno è la mia stella Nessuno è la mia stella
di Daniela Baldassarra, ed. Prospettivaeditrice

Quando si parla di categorie sociali svantaggiate o direttamente escluse è molto facile scadere nel buonismo, una delle migliori varianti del ridicolo, in voga da una decina d'anni. In realtà della questione spesso importa poco o nulla, data la distanza abissale che separa chi fa retorica da chi vive in quella condizione.

Recensione libro L'amore scosso L'amore scosso
di Mario Pennacchia, ed. Protagon

Città irripetibile, Siena è il luogo in cui si svolge una storia immaginaria, ma non troppo. Il periodo, che l'autore di sfuggita ci suggerisce collocato nei primi anni del secondo dopoguerra, è poco più di un dettaglio. A parte il riferimento a una canzone e a una automobile, la vicenda scorre in un contesto senza tempo. Una relazione sentimentale complicata da situazioni estranee è argomento di una miriade di romanzi in tutte le epoche. Questo tema nel contesto senese assume però caratteristiche uniche, soprattutto se i due protagonisti osano sfidare la natura della città di Santa Caterina.

Recensione libro The Live Side of Rock The Live Side of Rock - Celebrando un culto profano
di Stefania Mattana, ed. AltroMondo

Il concerto, in particolare quello di musica rock, rappresenta una delle principali manifestazioni di massa contemporanee. Lo svolgimento, comprese le fasi procedenti e successive, per i musicisti e per gli attori sociali - coloro che assistono, partecipando - può essere equiparato a un rito.

Recensione libro Le avventure delle immagini - Percorsi tra arte e cinema in Italia Le avventure delle immagini - Percorsi tra arte e cinema in Italia
di Francesco Galluzzi, ed. Solfanelli

L'immagine del mondo classico nella cinematografia italiana ha caratterizzato la produzione e il dibattito critico fin dall'inizio dell'industria della riproducibilità delle immagini in movimento, sulla scia delle novità apportate dalle avanguardie nelle arti visive tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e della rilevanza assunta nello stesso periodo dall'archeologia come ricerca delle origini e riappropriazione della Storia.

Recensione libro biografia Mia Martini Mia Martini
di Domenico Gallo, Laruffa Editore

Quando Mia Martini fu annunciata dal palcoscenico del Teatro Ariston, in gara per l'edizione 1989 del Festival di Sanremo, il pubblico si divideva tra coloro la conoscevano e quelli che non la conoscevano ma ricordavano di averne ascoltato il nome in ogni occasione in cui si parlasse di musica italiana d'autore.

Recensione libro Cinema Italiano - Musica e Pittura Cinema Italiano: Nell'arte di Gianni Di Nucci - Nella musica di Giuppi Paone
Cd + pubblicazione d'arte

Cinema, musica, pittura: un trinomio, nella sua armonia, in grado di regalare sensazioni esclusive allo spettatore-lettore-appassionato d'arte. E' l'origine e la finalità di questa iniziativa editoriale formata da un cd con quattordici celebri brani tratti da film molti noti, interpretati da Giuppi Paone (voce) e Carlo Cittadini (pianoforte) e da una pubblicazione con le immagini dei dipinti realizzati da Gianni Di Nucci per rappresentare in forma pittorica i temi musicali selezionati.

Recensione libro Graffiti animati - Storia dei cartoni animati Graffiti animati - I cartoon da emozioni a gadget
di Marilena Lucente, ed. Vallecchi

Negli oltre cento anni di storia del cinema, l'animazione ha fin dall'inizio acquisito un ruolo di primo piano sia nella produzione sia nel mercato. I primi cortometraggi della Warner arrivano negli anni '30 e hanno per protagonisti personaggi tratti dal mondo animale. Trasmessi negli intervalli dei film (ruolo paragonabile a quello dell'avanspettacolo in Italia) in poco tempo conquistano il pubblico.

Recensione libro Un uomo una storia Un uomo, una storia - "La Ville en haut de la Colline" di J.J. Varoujean
di Daniela Baldassarra, ed. Prospettiva

La storia personale e collettiva è un tratto incancellabile nella esistenza di ogni uomo. Si può cambiare vita, luogo, esteriorità ma tutto quanto abbiamo vissuto e quanto hanno vissuto i nostri avi continuerà a essere presente nella nostra mente e in ogni nostra attività. Continuerà a esistere, anche se intorno c'è il silenzio. Come i versi sopravvivono alla morte del poeta, la memoria supera la volontà di elusione volgarmente finalizzata all'interesse materiale.

Recensione libro Franco Franchi e Ciccio Ingrassia Due cialtroni alla rovescia. La parodia e la comicità di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
di Fabio Piccione, ed. Frilli

Il centro del libro è una analisi del tipo di recitazione di Franco e Ciccio, che l'autore, attraverso una ricerca storica, dimostra avere una origine differente dalla commedia dell'arte. La mimica, la tipologia delle battute superficialmente etichettate volgari, il modo di considerare l'interlocutore, e ogni altra caratteristica derivano dalla vastasata, che era un modo tutto siciliano, e palermitano in particolare, di mettere in scena una rappresentazione in cui il povero, senza nascondere la miseria e la vita disgraziata che conduceva, provava con ironia spesso pesante a rivalersi sul potere.

Recensione libro La lingua in gioco La lingua in gioco. Da Totò a lezione di retorica
di Fabio Rossi, ed. Bulzoni

L'importanza della parola nella comicità di Totò, attraverso un'analisi dei giochi linguistici, delle metafore, degli stravolgimenti di significato: elementi essenziali del personaggio che Antonio de Curtis ha portato in teatro e al cinema.

Recensione libro biografia Atom Egoyan Atom Egoyan
di Alberto Momo, ed. Audino

Atom Egoyan, regista di origine armena, nato in Egitto nel 1960, residente in Canada, è uno degli autori più attivi e brillanti del panorama cinematografico attuale. La sua identità astratta non è uno slogan, utile a ritagliarsi uno spazio promozionale, ma una sintesi particolarmente riuscita di una cultura articolata e coerente.




Presentazione libri da comunicato case editrici /autori

Copertina libro La passione secondo Eva - di Abel Posse, edito da Vallecchi La passione secondo Eva
di Abel Posse, ed. Vallecchi - collana Romanzo, pagg.316, 18,00 euro
www.vallecchi.it

Eva Duarte Perón (1919-1952), paladina dei diritti civili ed emblema della Sinistra peronista argentina, fu la moglie del presidente Juan Domingo Perón negli anni di maggior fermento politico della storia argentina; ottenne, dopo una lunga battaglia politica, il suffragio universale ed è considerata la fondatrice dell'Argentina moderna. Questo romanzo, costruito con abilità da Abel Posse attraverso testimonianze autentiche di ammiratori e detrattori di Evita, lascia il segno per la sua capacità di riportare a una dimensione reale il mito di colei che è non soltanto il simbolo dell'Argentina, ma uno dei personaggi più noti e amati della storia mondiale.

Abel Posse è nato a Córdoba (Argentina) nel 1934. Diplomatico di carriera, giornalista e scrittore di fama internazionale. Studioso di politica e storia fra i più rappresentativi del suo paese. Fra i suoi romanzi più famosi ricordiamo Los perros del paraíso (1983), che ha ottenuto il Premio Ròmulo Gallegos maggior riconoscimento letterario per l'America Latina. La traduttrice Ilaria Magnani è ricercatrice di Letteratura ispano-americana presso l'Università degli Studi di Cassino. Si occupa di letteratura argentina contemporanea, emigrazione e apporto della presenza italiana. Ha tradotto testi di narrativa e di saggistica dallo spagnolo, dal francese e dal catalano.




Copertina libro Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010 Michele De Luca - Appunti di fotografia. 1986-2010
Prefazione di Italo Zannier, Edizioni Ghirlandina (Nonantola - Modena), pagg.216, €.12,00

Nel volume sono raccolte le recensioni apparse nella rubrica "Fotografia" sulla rivista "Rocca" della Pro Civitate Christiana di Assisi nel corso di venticinque anni. Si tratta, di "appunti" che da questo "osservatorio" De Luca ha annotato, riguardo a rimarchevoli eventi espositivi o editoriali che una successione cronologica del tutto casuale ha offerto alla sua attenzione in quest'ultimo quarto di secolo riguardo alla fotografia, al fine di metterli a fuoco, di "raccontarli".

Questi brevi articoli, a rileggerli e riguardarli nel loro insieme, offrono con la loro omogeneità critica e narrativa, concisi approcci con le tante figure di fotografi che mostre e libri gli hanno dato in questo lungo periodo occasione di "incontrare", ma anche tante utili informazioni sull'editoria fotografica, sull'impegno di istituzioni pubbliche e private nella divulgazione della storia della fotografia, sull'attività di studiosi, ricercatori e operatori culturali, sul dibattito teorico nonché sulla fotografia come "bene culturale" e quindi sul lavoro di recupero e di conservazione di archivi, musei, collezionisti.




"Dalle rotaie alle bici"
Le ferrovie dismesse, recuperate e trasformate in strade per le bici e l'utenza non motorizzata.


a cura di Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi, ed. FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), pagg.174
Estratto

Dichiara il Presidente FIAB Antonio Dalla Venezia: "In Italia ci sono più di 5.000 chilometri di linee ferroviarie dimesse. Pochissimi i chilometri chiusi per la modifica dei tracciati. La maggior parte per scelte che, col senno di poi, si sono rivelate decisamente sbagliate, frutto di valutazioni superficiali da parte di Istituzioni poco lungimiranti che avevano come modello di riferimento una società basata sulla prevalenza del mezzo privato a motore. L'obiettivo condiviso è quello di un recupero totale di questo immenso patrimonio ferroviario dismesso per prevenirne l'assoluto degrado e distruzione, puntando preferibilmente alla sua funzione originaria e, in seconda battuta, alla tutela dell'infrastruttura e alla sua riconversione, come parte essenziale di una rete nazionale di percorribilità ciclistica e ciclopedonale secondo il progetto FIAB BicItalia".

Umberto Rovaldi (Fiab) introduce al tema del riconoscimento, della percezione e della fruizione estetica del paesaggio, che proprio la mobilità dolce fa emergere oggi in Italia. Roberto Rovelli e Giulio Senes (Associazione Italiana Greenways) e il tedesco Achim Bartoschek delineano e compendiano le origini, le casistiche e gli sviluppi del recupero ciclopedonale delle ferrovie abbandonate in America e in Europa. Albano Marcarini (Co.Mo.Do. - Confederazione Mobilità Dolce) evidenzia come la trasformazione in pista ciclopedonale di un sedime ferroviario dismesso non pregiudichi un successivo ripristino del servizio ferroviario.

Marco Navarra introduce all'idea di parco lineare nel recupero del sedime ex ferroviario come progetto di paesaggio dei territori attraversati (il caso della greenway degli Erei, in Sicilia). Girolamo Lombardo e Gaetano Brucoli descrivono la riconversione in greenways delle ex ferrovie siciliane inquadrando gli approcci progettuali e gli aspetti di metodo ("progetto conoscenza") nei confronti di un'infrastruttura ferroviaria storica intesa in termini di archeologia industriale, di elemento del paesaggio degno della stessa attenzione progettuale riservata al restauro dei tessuti urbani storici. Giulia Cortesi (Fiab) traccia una sintesi ragionata di quanto realizzato con verifiche sul campo dell'effettiva ciclabilità dei sedimi recuperati, documentando e mettendo in luce caratteristiche e potenzialità di interconnessioni.




Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa Un segno per 2 ruote - La bicicletta incisa
ed. Centro Studio Sartori per la grafica
info@sartoriarianna.191.it

Nonostante che già Leonardo da Vinci od un suo discepolo, sul Codice Atlantico avesse inserito il disegno di un mezzo di trasporto del tutto simile alle odierne biciclette, l'invenzione della draisina, fatta nel 1816 dall'aristocratico tedesco Karl Christian Ludwig Drais von Sauerbronn, si basa sull'introduzione della ruota anteriore sterzante applicata, come perfezionamento di una precedente invenzione del conte Mede de Sivrac chiamata celerifero. Il nome draisina deriva appunto da Drais, il nome dell'inventore. Karl Drais sosteneva che tale mezzo potesse sostituire il cavallo, con un conseguente risparmio dei costi di gestione, allargando quindi la possibilità di trasporto personale veloce ad una più larga fetta di popolazione.

In realtà, nonostante le speranze del suo inventore, la draisina divenne un mezzo per il puro divertimento utilizzato sia dai giovani borghesi che dagli aristocratici, tanto da essere chiamato, in Inghilterra, hobby horse (cavallo da divertimento). Fu merito del costruttore di carrozze Denis Johnson se la draisina diventò un mezzo sportivo, dato che fu lui ad organizzare una delle prime scuole per imparare a condurre tale mezzo. Introdotta ufficialmente, in Italia, nei reparti militari dei Bersaglieri nel 1898, con l'avvento della bicicletta s'ebbero nuove occasioni d'esercizio fisico. Le salite si facevano in bicicletta e le discese a piedi col mezzo alla mano.

La bicicletta, fece prendere dimestichezza al mezzo a migliaia d'italiani del Nord e del Sud. Durante la Seconda guerra mondiale le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato. Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne.

Dalla fine della guerra l'uso della bicicletta è cresciuto in modo esponenziale, anche perché le città sono diventate sempre più caotiche e l'uso della bicicletta permette di muoversi nella città più velocemente.Questa in brevi note la storia della bicicletta, che dalla sua invenzione ad ora ha accompagnato l'uomo in molte vicissitudini. Alla bicicletta è dedicata questa raccolta di incisioni eseguita da più di settanta incisori italiani. Gli artisti che hanno aderito all'invito di Arianna Sartori. (Estratto da Il mondo fantastico della bicicletta, di Maria Gabriella Savoia)

Opere in catalogo di: Tino Aime - Angelo Arrigoni - Mario Benedetto - Alberto Benvenuti - Angiola Bernardelli - Maurizio Boiani - Miro Bonaccorsi - Emilia Bonfanti - Aldo Burattoni - Andrea Cangemi - Giacinto Cargnoni - Anna Laura Cartocci - Gianpiero Castiglioni - Bruno Chersicla - Stefano Ciaponi - Renato Coccia - Giuliana Consilvio - Teodoro Cotugno - Gioxe De Micheli - Gianni Demo - Fausta Dossi - Franco Dugo - Umberto Faini - Gianni Favaro - Roberto Gianinetti - David Giovannini - Alberico Gnocchi - Sandro Guizzardi - Achille Guzzardella - Carlo Iacomucci - Miho Ikeda - Piero Leddi - Roberto Leone - Giuseppina Lesa - Umberto Ligrone - Luigi Marcon - Raffaello Margheri - Gabriele Marino - Mauro Maulini - Lucia Mignosa - Federico Moroni - Anna Ottani - Paola Pareschi - Maristella Pau - Gigi Pedroli - Paolo Perbellini - Maria Rosaria Perrella - Carlo Pescatori - Dunio Piccolin - Giancarlo Pozzi - Giancarlo Rossi - Gabriella Santarelli - Bruno Sapiente - Ernesto Saracchi - Barbara Scacchetti - Gianfranco Schialvino - Luciano Schiavo - Massimo Scifoni - Maurizio Sicchiero - Salvatore Simone - Marisa Simoni - Severino Spazzini - Luisa Tinazzi - Roberto Tonelli - Girolamo Battista Tregambe - Vito Tumiati - Melania Vaiani - Gianni Verna - Michele Volpe - Agostino Zaliani - Maura Zanardi - Enrico Zorzi.




Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto - di Rudy Caparrini Odissea Viola. Aspettando Ulisse lo Scudetto
di Rudy Caparrini, ed. NTE, collana "Violacea", 2010
http://www.rudycaparrini.it/

Dopo Azzurri… no grazie!, Rudy Caparrini ci regala un nuovo libro dedicato alla Fiorentina. Come spiega l'autore, l'idea è nata leggendo il capitolo INTERpretazioni del Manuale del Perfetto Interista di Beppe Severgnini, nel quale il grande scrittore e giornalista abbina certe opere letterarie ad alcune squadre di Serie A. Accorgendosi che manca il riferimento alla Fiorentina, il tifoso e scrittore Caparrini colma la lacuna identificando ne L'Odissea l'opera idonea per descrivere la storia recente dei viola. Perché Odissea significa agonia, sofferenza, desiderio di tornare a casa, ma anche voglia di complicarsi la vita sempre e comunque. Ampliando il ragionamento, Caparrini sostiene che nell'Odissea la squadra viola può essere tre diversi personaggi: Penelope che aspetta il ritorno di Ulisse lo scudetto; Ulisse, sempre pronto a compiere un "folle volo" e a complicarsi la vita; infine riferendosi ai tifosi nati dopo il 1969, la Fiorentina può essere Telemaco, figlio del padre Ulisse (ancora nei panni dello scudetto) di cui ha solo sentito raccontare le gesta ma che mai ha conosciuto.

Caparrini sceglie una serie di episodi "omerici", associabili alla storia recente dei viola, da cui scaturiscono similitudini affascinanti: i Della Valle sono i Feaci (il popolo del Re Alcinoo e della figlia Nausicaa), poiché soccorrono la Fiorentina vittima di un naufragio; il fallimento di Cecchi Gori è il classico esempio di chi si fa attrarre dal Canto delle Sirene; Edmundo che fugge per andare al Carnevale di Rio è Paride, che per soddisfare il suo piacere mette in difficoltà l'intera squadra; Tendi che segna il gol alla Juve nel 1980 è un "Nessuno" che sconfigge Polifemo; Di Livio che resta coi viola in C2 è il fedele Eumeo, colui che nell'Odissea per primo riconosce Ulisse tornato ad Itaca e lo aiuta a riconquistare la reggia. Un'Odissea al momento incompiuta, poiché la Fiorentina ancora non ha vinto (ufficialmente) il terzo scudetto, che corrisponde all'atto di Ulisse di riprendersi la sovranità della sua reggia a Itaca. Ma anche in caso di arrivasse lo scudetto, conclude Caparrini, la Fiorentina riuscirebbe a complicarsi la vita anche quando tutto potrebbe andare bene. Come Ulisse sarebbe pronta sempre a "riprendere il mare" in cerca di nuove avventure. Il libro è stato presentato il 22 dicembre 2010 a Firenze, nella Sala Incontri di Palazzo Vecchio.




La miniatura armena - Libro-calendario 2011 La miniatura armena
Libro-calendario 2011

a cura di Giovanna Parravicini, RC Edizioni «La Casa di Matriona», pagg.50, formato 31x44, Milano 2010, €15,00
Depliant

Per il 2011 il tradizionale libro-calendario di Russia Cristiana propone un tema di straordinario interesse, il mondo delle miniature armene, attraverso una selezione di opere dal VI al XVI secolo. L'opera, a cura di Giovanna Parravicini (ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana) costituisce infatti una raccolta di splendide miniature provenienti dalle collezioni dell'Istituto Matenadaran di Erevan e della Congregazione Mechitarista di San Lazzaro a Venezia, riprodotte in grande formato.

Le miniature sono state realizzate da Sejranus Manukjan e Zaruhi Hakobjan (Istituto Matenadaran, Erevan, Armenia), Alberto Peratoner (Studium Generale Marcianum, Venezia). Ogni miniatura è corredata da una descrizione completa artistica e storica. L'opera è arricchita da un testo monografico (con immagini e foto) sulla storia della miniatura armena con approfondimenti sulle diverse scuole di miniatura, sulla Chiesa Armena, su alcuni tratti caratteristici della spiritualità.




Copertina libro Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo Leni Riefenstahl. Un mito del XX secolo
di Michele Sakkara, ed. Edizioni Solfanelli, pagg.112, €8,00
http://www.ninniradicini.it/kritik/www.edizionisolfanelli.it

«Il Cinema mondiale in occasione della scomparsa di Leni Riefenstahl, si inchina riverente davanti alla Salma di colei che deve doverosamente essere ricordata per i suoi geniali film, divenuti fondamentali nella storia del cinema.» Questo l'epitaffio per colei che con immagini di soggiogante bellezza ha raggiunto magistralmente effetti spettacolari. Per esempio in: Der Sieg des Glaubens (Vittoria della fede, 1933), e nei famosissimi e insuperati Fest der Völker (Olympia, 1938) e Fest der Schönheit (Apoteosi di Olympia, 1938).

Michele Sakkara, nato a Ferrara da padre russo e madre veneziana, ha dedicato tutta la sua esistenza allo studio, alla ricerca, alla regia, alla stesura e alla realizzazione di soggetti, sceneggiature, libri (e perfino un'enciclopedia), ed è stato anche attore. Assistente e aiuto regista di Blasetti, Germi, De Sica, Franciolini; sceneggiatore e produttore (Spagna, Ecumenismo, La storia del fumetto, Martin Lutero), autore di una quarantina di documentari per la Rai.

Fra le sue opere letterarie spicca l'Enciclopedia storica del cinema italiano. 1930-1945 (3 voll., Giardini, Pisa 1984), un'opera che ha richiesto anni di ricerche storiche; straordinari consensi ebbe in Germania per Die Grosse Zeit Des Deutschen Films 1933-1945 (Druffel Verlag, Leoni am Starnberg See 1980, 5 edizioni); mentre la sua ultima opera Il cinema al servizio della politica, della propaganda e della guerra (F.lli Spada, Ciampino 2005) ha avuto una versione in tedesco, Das Kino in den Dienst der Politik, Propaganda und Krieg (DSZ-Verlag, München 2008) ed è stato ora tradotta in inglese.




Copertina libro 1915 - Cronaca di un genocidio 1915 - Cronaca di un genocidio
La tragedia del popolo Armeno raccontata dai giornali italiani dell'epoca

di Emanuele Aliprandi, ed. MyBook, 2009
www.comunitaarmena.it

Libro unico del suo genere, pubblicato alla soglia del 95esimo anniversario del genocidio armeno e all'indomani della firma dei protocolli sullo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Turchia. Emanuele Aliprandi è membro del Consiglio e responsabile del periodico Akhtamar On-Line. La prefazione è firmata da Marco Tosatti, giornalista e vaticanista de "La Stampa".




Copertina libro La natura morta de La Dolce Vita La natura morta de La Dolce Vita
Un misterioso Morandi nella rete dello sguardo di Fellini


di Mauro Aprile Zanetti, ed. Bloc-notes Edition IIC-New York, 2008, pagg.112, illustrato con dipinti originali da Piero Roccasalvo

Mezzo secolo dopo la realizzazione di uno dei più famosi film di tutti i tempi, La Dolce Vita di Federico Fellini, il giovane film-maker e scrittore, Mauro Aprile Zanetti rivela con autentico empirismo eretico, attraverso un saggio-narrativo interdisciplinare, "l'esile e monumentale presenza" di una natura morta di Giorgio Morandi. Questo elemento, finora praticamente "ignorato" sia dal grande pubblico, sia dalla critica cinematografica ufficiale, appare all'interno di una delle più complesse e belle sequenze del film, paradossalmente anche la meno ricordata: il salotto intellettuale di Steiner.

Il libro è letteralmente scritto con parole dipinte, animate dalle "illustrazioni" originali del pittore e graphic designer, Piero Roccasalvo, il quale si è ispirato alla visione umoristica di Zanetti sul film di Fellini, come per uno story-board di un film ancora da girare. Renato Miracco, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e Co-curator insieme a Maria Cristina Bandera (Fondazione Roberto Longhi) del Metropolitan Museum of Art per la più grande retrospettiva mai allestita in USA su Morandi (Giorgio Morandi, 1890-1964, 16 sett. - 14 dic. 2008) sottolinea nella sua introduzione al libro, che: "All'autore va il merito di aver approfondito un elemento estetico di cui non si trova alcuna traccia nella pur sterminata letteratura dedicata al cinema di Fellini". Il 27 febbraio 2009 la pubblicazione è stata presentata in anteprima italiana presso l'Auditorium della RAI di Palermo.




L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna
a cura di Alessandra Anselmi

Il volume ripercorre la storia dell'iconografia immacolistica a partire dalla seconda metà del Quattrocento quando, a seguito dell'impulso impresso al culto della Vergine con il pontificato di Sisto IV (1471-1484), i sovrani spagnoli si impegnano in un'intensa campagna volta alla promulgazione del dogma. Di grande rilevanza le ripercussioni nelle arti visive: soprattutto in Spagna, ma anche nei territori italiani più sensibili, per vari motivi, all'influenza politica, culturale e devozionale spagnola. Il percorso iconografico è lungo e complesso, con notevoli varianti sia stilistiche che di significato teologico: il punto d'arrivo è esemplato sulla Donna dell'Apocalisse, i cui caratteri essenziali sono tratti da un versetto del testo giovanneo.

Il libro esplora ambiti culturali e geografici finora ignorati o comunque non investiti da indagini sistematiche: la Calabria, Napoli, Roma, la Repubblica di Genova, lo Stato di Milano e il Principato Vescovile di Trento in un arco cronologico compreso tra la seconda metà del Quattrocento e il Settecento e, limitatamente a Roma e alla Calabria, sino all'Ottocento, recuperando all'attenzione degli studi una produzione artistica di grande pregio, una sorta di 'quadreria "ariana" ricca di capolavori già noti, ma incrementata dall'acquisizione di testimonianze figurative in massima parte ancora inedite.

Accanto allo studio più prettamente iconografico - che si pregia di interessanti novità, quali l'analisi della Vergine di Guadalupe, in veste di Immacolata India - il volume indaga il tema dell'Immacolata secondo un'ottica che può definirsi plurale affrontando i molteplici contesti - devozionali, cultuali, antropologici, politici, economici, sociali - che interagiscono in un affascinante gioco di intrecci. (Estratto da comunicato stampa Ufficio stampa Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria: sbsae-cal@beniculturali.it)




Copertina Le stelle danzanti Le stelle danzanti. Il romanzo dell'impresa fiumana
di Gabriele Marconi, ed. Vallecchi, pagg.324, Euro 15,00
www.vallecchi.it

L'Impresa fiumana fu un sogno condiviso e realizzato. Uno slancio d'amore che non ha eguali nella storia. D'Annunzio, fu l'interprete ispiratore di quello slancio, il Comandante, il Vate che guidò quella straordinaria avventura, ma protagonisti assoluti furono i tantissimi giovani che si riversarono nella città irredenta e là rimasero per oltre un anno. L'età media dei soldati che, da soli o a battaglioni interi, parteciparono all'impresa era di ventitré anni. Il simbolo di quell'esperienza straordinaria furono le stelle dell'Orsa Maggiore, che nel nostro cielo indicano la Stella Polare.

Il romanzo narra le vicende di Giulio Jentile e Marco Paganoni, due giovani arditi che hanno stretto una salda amicizia al fronte. Dopo la vittoria, nel novembre del 1918 si recano a Trieste per far visita a Daria, crocerossina ferita in battaglia di cui sono ambedue innamorati. Dopo alcuni giorni i due amici faranno ritorno alle rispettive famiglie ma l'inquietudine dei reduci impedisce un ritorno alla normalità. Nel febbraio del 1920 li ritroviamo a Fiume, ricongiungersi con Daria, uniti da un unico desiderio.

Fiume è un calderone in ebollizione: patrioti, artisti, rivoluzionari e avventurieri di ogni parte d'Europa affollano la città in un clima rivoluzionario-libertino. Marco è tra coloro che sono a stretto contatto con il Comandante mentre Giulio preferisce allontanarsi dalla città e si unisce agli uscocchi, i legionari che avevano il compito di approvvigionare con i beni di prima necessità anche con azioni di pirateria. (...) Gabriele Marconi (1961) è direttore responsabile del mensile "Area", è tra i fondatori della Società Tolkieniana Italiana e il suo esordio narrativo è con un racconto del 1988 finalista al Premio Tolkien.




Copertina libro Luoghi di potere normanno-svevi Luoghi di potere normanno-svevi in Calabria Citra - Itinerario di architettura fortificata
di Maria Gabriella Le Rose, ed. Publiepa Edizioni, 2008

La pubblicazione, arricchita da suggestive fotografie, si occupa del fenomeno dell'incastellamento, apertosi con i Normanni e poi ampliato in età sveva. Lo studio, attraverso le fortificazioni presenti a San Marco Argentano, Scalea, Amantea, Cosenza, Morano, Laino Castello, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, evidenzia le relazioni tra la localizzazione di tali architetture e la viabilità antica, con schede, grafici, didascalie e con una felice ricostruzione storica. L'autrice, forte della sua esperienza nel campo dei Beni Culturali, ha sottoposto all'attenzione dei lettori un segmento di architettura difensiva come "una significativa testimonianza superstite della nostra identità storico-architettonica". Presentazione di Pietro Dalena, Prof. ordinario di Storia Medievale, che, fra l'altro, riporta "l'agile libro si carica di valore documentale ed esprime la sua efficacia nella ricchezza di spunti metodologici e nell'intensità dell'approccio di una ricerca condotta con la passione tipica di chi ama la propria terra".




Il nostro Sessantotto. 1968-1973. I movimenti studenteschi e operai in Valsesia e Valsessera
di Alessandro Orsi, pp. 240, 12,00 euro, 2008
www.storia900bivc.it

Pubblicato il 73esimo volume dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli "Cino Moscatelli", riedizione ampliata del volume già edito nel 1990. Afferma l'autore: "Sono quarant'anni, dunque. Quarant'anni da quel 1968, mirabolante anno, diventato simbolo di avvenimenti e processi di cambiamento nel mondo, maturati negli anni Sessanta e generatori di effetti prolungatisi nei decenni successivi. Anni di ideali e di brame di libertà. L'anniversario può servire a riflettere, ridiscutere e congetturare su come riaprire un canale di trasmissione di storia autentica e di valori validi. Ecco un obiettivo, allora, del ripubblicare Il nostro Sessantotto: ci saranno pure lettori, spero anche giovani, curiosi di avere notizie sulle vicende del Sessantotto magari in un'area periferica come la Valsesia. Cerchiamo, quindi, di informarli".

Alessandro Orsi (Varallo, 1949) per un ventennio ha insegnato Letteratura italiana e Storia; dal 1993 è dirigente scolastico. Si occupa di istruzione, storia e turismo, degli ideali dell'area progressista, dell'educazione scolastica e della solidarietà. Collabora con riviste e giornali locali, con movimenti e associazioni a favore del territorio valsesiano. Ha scritto testi per volumi di fotografie e per filmati, per diffondere la conoscenza degli aspetti storici, culturali, gastronomici.




Libro Visconti Visconti: Scritti, film, star e immagini
a cura di Marianne Schneider e Lothar Schirmer, con scritti di Luchino Visconti, ed. Electa, pagg. 320, ill.161, 90euro, ottobre 2008
www.electaweb.com

Luchino Visconti (1906-1976) ha segnato un secolo del cinema europeo e sin dal primo film, Ossessione del 1943, rivela subito un eccezionale spessore cinematografico. La sua carriera è costellata da un susseguirsi di capolavori che lo hanno reso tra i più grandi, raffinati e innovativi protagonisti del cinema italiano: Bellissima (1951), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963), La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), fino all'ultimo lavoro, L'innocente, che uscirà postumo pochi mesi dopo la sua morte nel 1976.

Per scelta dei curatori di questa monografia, che include la filmografia e la teatrografia completa, si è voluto lasciare allo stesso Visconti il ruolo di guidare il lettore attraverso un fitto intreccio di scritti autobiografici e teorici sul teatro, sul cinema e sui suoi rapporti con gli autori così che fosse lo stesso Visconti a introdurci alle ragioni e alle idee fondamentali della sua arte drammatica. I testi autobiografici sono raccolti nel Fondo Visconti, Biblioteca dell'Istituto Gramsci a Roma. La seconda componente essenziale del libro è la vasta sezione iconografica, che documenta i diciassette film del regista sia dal punto di vista estetico sia del contenuto. Questa parte visiva deve la sua autenticità alle fotografie conservate dai fotografi di scena, impegnati per anni con Visconti: da Osvaldo Civirani a Paul Ronald, da Giovan Battista Poletto a Rosario Assenza a Mario Tursi...

Wolfram Schütte ha fornito le trame dei film che, insieme alle immagini, fanno di questo libro una guida qualificata alla filmografia di Visconti. Il volume dedica inoltre una intera sezione alle star la cui carriera e fama internazionale sono indissolubilmente legate alle pellicole di Visconti. Da subito il regista ha saputo circondarsi di un tal numero di attori e attrici influenti che gli si potrebbe attribuire la capacità di "creare" le star. Tra gli attori ricordiamo: Alain Delon, Dirk Bogarde, Helmut Berger, Burt Lancaster. Tra le attrici Clara Calamai, Anna Magnani, Annie Girardot, Claudia Cardinale, Romy Schneider, Silvana Mangano, Charlotte Rampling e molte altre. Senza dimenticare il caso eccezionale rappresentato da Maria Callas. Nell'ultima parte del libro si ripercorre la storia della vita e delle opere di Visconti che Caterina D'Amico ha scritto, sostenuta dalla diretta conoscenza della famiglia e del periodo.




Mario Del Monaco: Dietro le quinte - Le luci e le ombre di Otello
(Behind the scenes - Othello in and out of the spotlight)
di Paola Caterina Del Monaco, prefazione di Enrico Stinchelli, Aerial Editrice, 2007
Presentazione




Copertina libro Guerra dei Pazzi Cacciate Lorenzo! La guerra dei Pazzi e l'assedio di Colle Val d'Elsa 1478-1479
di Marco Barsacchi, Protagon Editori, pagg.208, 24,00 euro

La guerra che seguì la congiura dei Pazzi, e che da questa prese il nome, è tipica espressione di quell'epoca inquieta, di cui evidenzia ambizioni, timori, debolezze, ipocrisie che contrassegnavano le relazioni politiche e diplomatiche, riflettendosi poi nella strategia e nella condotta delle operazioni militari. Dopo aver rapidamente delineato il contesto storico in cui nacque, il volume di Marco Barsacchi, segue le vicende del conflitto che ebbe luogo in Toscana ma che coinvolse tutte le potenze del periodo: il Ducato di Milano, lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli, Le repubbliche di Venezia, di Firenze e di Siena.

Si sofferma in particolare sull'assedio di Colle Val D'Elsa che, delle ostilità fu l'episodio culminante e decisivo, segnandone la fine. Tale assedio, durato 52 giorni, offre un quadro vivace di guerra quattrocentesca: con gli assalti alle mura, il fuoco terrificante delle bombarde e quello insidioso delle artiglierie minute, gli atti di eroismo, i rancori municipali, le inutili crudeltà, le distruzioni e le sofferenze degi abitanti. I fatti della guerra e dell'assedio sono raccontanti valendosi di documenti e testimonianze dell'epoca, il che conferisce al dettato un sapore di vicende lontane, in qualche nodo viste con gli occhi e rievocate con le parole di coloro che le vissero in prima persona.

Il volume è arricchito da una prefazione di Franco Cardini, numerose tavole a colori con gli alberi genealogici delle famiglie dei Medici, dei Pazzi, Aragona, e Della Rovere Riario, i disegni con i ritratti dei principali protagonisti storici l'elenco dei "Dramatis personae" e un'appendice documentaria che riproduce il Documento della resa di Colle Val d'Elsa e il Trattato di Pace stipulato a Napoli il 13 marzo 1480. E' il primo titolo a inaugurare la collana "Guerre e Cavalieri" diretta da Franco Cardini per Protagon Editori. Il volume sarà presentato mercoledì con gli interventi del sindaco Paolo Brogioni, dell'assessore alla Cultura Alessandra Topini, dell'autore Marco Barsacchi e dello storico Franco Cardini.




Copertina catalogo Georgia O'Keeffe e John Loengard Georgia O'Keeffe/John Loengard. Dipinti e Fotografie
di Johan & Levi Editore
http://www.johanandlevi.com/

Giugno 1966. Il fotografo John Loengard visita la pittrice americana Georgia O'Keeffe nelle sue tenute di Ghost Ranch e Abiquiu, nel New Mexico. Le trentanove foto raccolte in questo volume documentano il forte legame fra i dipinti surreali della O'Keeffe e l'aspra realtà del deserto circostante, dove oggetti di tutti i giorni - ossa, sassi, i sonagli di un serpente - emanano una magia singolare. Fotografie scattate da Loengard alla signora del deserto, affiancate a immagini di opere della O'Keeffe che ne costituiscono una sorta di doppio, svelando come la realtà del deserto sia impressa a fuoco nelle immagini pittoriche dell'artista americana.

A Ghost Ranch Loengard viene sorpreso dalla vitalità di quella meravigliosa signora che tutti ritenevano ormai un'eremita - aveva scelto di lasciare New York per il New Mexico alla morte del celebre marito Stieglitz nel 1946 - e ne ritrae momenti, silenzi, gesti. Alcune di queste fotografie furono pubblicate su Life nel 1967 e nel 1994 l'intero portfolio di Loengard arriva nelle mani di un editore e collezionista tedesco, Lothar Schirmer, che progetta un libro in cui affiancare gli scatti di Loengard a immagini di opere della O'Keeffe realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Georgia O'Keeffe, nata nel 1888, viene lanciata attorno al 1910 dal futuro marito, il fotografo Alfred Stieglitz, che la introduce negli ambienti dell'avanguardia newyorkese.

Le creazioni degli anni dieci, illustrazioni a carboncino e acquarelli, sono fra le più innovative di tutta l'arte statunitense del periodo. Negli anni Venti si dedica a pitture a olio di grande formato con forme naturali e architettoniche ispirate agli edifici di New York. A metà degli anni venti è riconosciuta come una delle artiste più importanti degli Stati Uniti. Dal 1929 passa diversi mesi dell'anno nel New Mexico, dipingendo alcune fra le sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona. Negli anni trenta e quaranta riceve numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem.

Nel 1949 si trasferisce nel New Mexico e negli anni cinquanta produce una serie di dipinti con forme architettoniche ispirate alla sua casa e una vasta serie di pitture di nuvole come viste da un aeroplano. Muore nel 1986. John Loengard, classe 1934, studia a Harvard e dopo l'università lavora come fotografo free-lance. Nel 1961 entra nella redazione di Life e successivamente lavora per altre pubblicazioni del gruppo Time Inc. Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, premiati con riconoscimenti quali l'Ansel Adams Book Award e il prestigioso Henry R. Luce Lifetime Achievement Award. Le suo opere sono state esposte in numerose mostre personali e fanno parte delle collezioni permanenti di vari musei. Vive a New York.




Copertina libro Federico II e gli Ebrei Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza
di Vincenzo Mercante, Edizioni Il Fiorino, pagg.135, €12,00

"Questo breve saggio" scrive Mercante nella prefazione "si presenta come logica conseguenza del mio precedente studio dedicato a I Sefarditi, Saggi Ministri di Califfi e Re, pubblicato recentemente da Alinari. L'Al-Andalus dei secoli X-XIII presentava infatti nella Spagna delle tre culture (musulmana, cristiana ed ebraica), eccettuato il periodo della dinastia degli Almohadi, un clima di tolleranza, floridezza e cultura tali da lasciare un segno perenne nel corso dei secoli. L'eredità non andò perduta per qualche centinaio di anni: infatti la "Reconquista", che si proponeva di riportare sotto le insegne del Cristianesimo la penisola iberica, s'imbattè in un sovrano quale Alfonso X di Castiglia (1221-1284), così illuminato da essere soprannominato "il Savio". Egli si distinse infatti per la sua opera di mecenate, rendendo la sua corte un centro di sapere aperto a ogni ramo scientifico, soprattutto quello giuridico.

Cronologicamente il suo operato si colloca alcuni anni dopo l'avventura di Federico di Svevia, ma i due sovrani presentano alcune caratteristiche comuni, prima fra tutte la tolleranza nei confronti di musulmani ed ebrei. Poco prima infatti nel centro del Mediterraneo la forte personalità dell'imperatore svevo" prosegue l'autore "aveva già instaurato una convivenza tra le tre culture e di conseguenza tra le tre religioni, che lascia ancor oggi stupiti per la modernità del concetto di tolleranza, che lungo i secoli ha tanto appassionato filosofi e saggisti, da John Locke (1632-1704), che scrisse la Lettera sulla tolleranza, a Voltaire (1694-1778), autore del Trattato sulla tolleranza. A tale moderno concetto di liberalità e all'implicito messaggio e invito alla pace contenuto nel libro, si accosta anche l'avanguardia architettonica presente a Castel del Monte in Puglia, trattato in appendice dall'architetto Marianna Accerboni.

Il maniero fu fatto erigere da Federico II tra il 1240 e il 1250 e fu straordinariamente dotato di servizi, quali latrine, camini, condotte idrauliche, e di agi e lussi, inusitati per l'epoca e inseriti in un'architettura densa di riferimenti simbolici, matematici e geometrici: "una dimora possente" - così Accerboni - "in cui s'incontrano il pensiero e l'azione, che sembra concepita, filosoficamente, quale luogo per meditare e non per combattere". Il volume si conclude con gli apporti in appendice di Giorgio Galazzi, che tratta della Scuola Medica Salernitana, e con un accenno al trattato sull'arte della caccia con gli uccelli, composto in latino da Federico II. Vincenzo Mercante, noto studioso, è insegnante, esperto di comunicazione massmediale e collaboratore, in qualità di pubblicista, di varie testate. Federico II e gli Ebrei. Un'epoca di tolleranza e floridezza è il suo diciottesimo libro.




Copertina libro Religione a Trieste La religione a Trieste
di Alice Zen, ed. Editreg Trieste, pagg.213

La realtà multireligiosa, e perciò multiculturale, della città di Trieste attraverso più di 400 foto a colori. Il volume della Zen - laureata in filosofia, studiosa di teologia e ricercatrice di storia della fotografia nonchè curatrice di numerose mostre e libri fotografici di prestigio - è frutto di un lavoro di due anni e ha il pregio di entrare nell'anima, nello spirito e nelle consuetudini delle diverse religioni, dopo una breve carrellata sulla loro evidenza architettonica. è un'opera che va in parallelo, quanto ad approfondimento, con quella realizzata dall'autrice nel 2003 sui "Protagonisti. Arte e scienza a Trieste" (ed. Mladika), che proponeva un ritratto fotografico e professionale di 118 personaggi, tra i quali Claudio Magris, Fedora Barbieri, Tullio Kezich, Marianna Accerboni, Callisto Cosulich, Franco Giraldi.

In ambedue i casi alla Zen, raffinata artista dell'immagine, va il merito di aver saputo documentare e interpretare realtà diverse, indipendenti ma al contempo correlate, con un filo di tenerezza e tanta umanità, che rende più dolce la sua capacità di analisi. Alice Zen, nata ad Isola d'Istria (oggi Slovenia) e triestina da sempre, è stata allieva della fotografa Wanda Wulz, ultima erede della grande dinastia di fotografi triestini dell'Ottocento, con cui ha avuto un profondo legame artistico e affettivo. Ed è stata responsabile fino ai primi anni Ottanta del loro patrimonio fotografico. Da più di un decennio organizza a Trieste, nel proprio atelier di fotografia, degli interessanti e originali incontri culturali, intitolati "Tertulia": termine che nell'antico idioma ispanico allude a un convivio amichevole, condotto su temi artistici e culturali con amabilità, tranquillità e lealtà e accompagnato da cibi e bevande.

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