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venerdì 6 luglio 2007
Sala Convegni Museo d’Arte
Moderna “Vittoria. Colonna” di Pescara
Lungomare G. Matteotti, 131 (Ingresso su Piazza 1° Maggio) -
Pescara
Giornata nazionale per la
promozione
del documentario nelle piazze italiane.
Quarta
edizione, Luglio 2007
Proiezione ore
21.00
Ingresso
libero
locandina
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Filo di
Luce.
Appunti
per un film sul senso del luogo |
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Fotografia: Michele Fasano; |
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Raman è una bambina di dieci anni, indiana, di religione Sikh, arrivata in
Italia quando ne aveva quattro al seguito di sua madre.
Non ricorda nulla del Punjab, la terra d'origine del padre, emigrato in Pianura Padana sei anni prima della moglie, per lavorare come mungitore in cascina là dove una volta vivevano i contadini italiani ormai estinti. Raman è felice di vivere in campagna perché, come lei dice, le piacciono i "paesaggi silenziosi". Racconta, però, che dopo una vacanza in Punjab, dove aveva ripreso contatto con la terra del padre, è ritornata in Italia piena di domande... dando avvio ad un confronto tra la sua terra di origine e quella che la ospita e sente sua. Si reca, quindi, dal guru del tempio sikh di Vescovato in provincia di Cremona per cercare qualche risposta a tali quesiti. Dai racconti del guru emergono principi di rispetto per le altre culture, per le altre religioni e per la biodiversità della natura. La bambina scopre così, che già in precedenza, da sola, aveva fatto propri quei pensieri, senza saperlo, nell'ascolto silenzioso del paesaggio sonoro della campagna, come lei dice "quando le macchine si fermano", sullo sfondo del fiume Po e della campagna tra Cremona e Reggio Emilia.
Michele Fasano,
si è laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo
(DAMS) con una tesi in Estetica su La poetica di Andrej Tarkovskij presso
l’Università di Bologna. È stato allievo di sceneggiatura e regia con Tonino
Guerra, Suso Cecchi D’Amico, Fernando Solanas, Abbas Kiarostami. Regista e
produttore indipendente ha realizzato diversi film.
Dal
1998 promuove il Seminario d’Ideazione e Realizzazione di un Film,
nell’ambito del quale ha prodotto diversi film, corti e medio metraggi, sui
temi dell’intercultura e dell’immigrazione sceneggiati dai suoi allievi, poi
pubblicati in in un cofanetto intitolato “Storie fuori Porta”.
Nel
2005 fonda la SATTVA FILMS Production and School, una società a
responsabilità limitata che intende sviluppare l’esperienza di produzione,
creazione e formazione cinematografica pregressa ed allargare il proprio
raggio d’azione a livello internazionale ed in particolare verso il
Mediterraneo e l’India. Progetti in corso di realizzazione sono:
-
Seminario d’Ideazione e Realizzazione di un Film, sesta edizione, Bologna,
2005/2006
-
L’Albero della Vita (digitale, colore, 2006)
Il film documentario svolgerà una lettura finalmente unitaria dei contenuti
sapienziali del pavimento musivo della Cattedrale d’Otranto, esposti nella
loro complessità di lettura fino a giungere alle radici più profonde della
sua verità, in esso esposta nuda sia delle contingenti ragioni del Potere,
sia da quelle della Religione.
-
“Ti ricordi di Adil ?”
Partnership tra Sattva Films srl (Italia), Ouarzazate Films Production srl (Marrakech-Marocco)
e partenrs europei per la produzione del secondo lungometraggio di Mohammed
Zineddaine. Il film narra di due amici ventenni che, alle prese con i loro
sogni d’avventura, stretti tra miseria e migrazione, fondamentalismo
religioso e criminalità, riscoprono la freschezza della loro più autentica
radice culturale.
al termine verrà
proiettato
”L’uomo che inventò l’elicottero”
di Fabio
SANVITALE
Vincitore, per il settore Documentari,del
1° Festival di Corti e Documentari d’Abruzzo Premio Emilio Lopez
Concorso
per Cortometraggi e Documentari
realizzati da filmakers di origine abruzzese e/o girati in Abruzzo
Sarà presente il Regista
Giornata nazionale per la
promozione
del documentario nelle piazze italiane.
Quarta
edizione, Luglio 2007
Il documentario sta
finalmente iniziando a riscuotere un crescente entusiasmo da parte di un
pubblico sempre più numeroso. Si tratta di un primo importante segnale che
incoraggia quanti insistono sulla necessità di creare spazi concreti di
diffusione per un genere cinematografico dallo straordinario valore culturale e
sociale.
E' un inizio significativo che non deve però far perdere di vista la realtà, la
strada da compiere è ancora molto lunga e le dinamiche volte a garantire la
nascita e la diffusione di una solida cultura del documentario sono ancora
nascoste in un futuro non ben definibile ma fortemente voluto - ormai è chiaro -
da molti.
Vogliamo allora continuare a costruire azioni significative e per questo motivo vi invitiamo a collaborare con noi per realizzare l'edizione 2007 della giornata nazionale per la promozione del documentario nelle piazze italiane.
Le precedenti edizioni -
grazie alla disponibilità degli organizzatori, degli autori e del pubblico - ci
hanno visto presenti in tutte le regioni italiane con circa 200 proiezioni e la
presenza di migliaia di spettatori.
COMUNICATI STAMPA
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martedì 3 luglio 2007 |
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mercoledì 4 luglio 2007 |
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Riflessi Stampa
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data |
fonte |
articolo |
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venerdì 6 luglio |
Il Centro | Documentari al Colonna |
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venerdì 6 luglio |
Il Messaggero | DOCUDay |
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venerdì 6 luglio |
Cronaca | Il DOCUDay 2007 questa sera al Museo Colonna |
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venerdì 6 luglio |
Cronaca | Prima regionale per il Film di Fasano "Filo di Luce" |
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venerdì 6 luglio |
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giovedì 5 luglio |
Il Centro |
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giovedì 5 luglio |
Il Centro |
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giovedì 5 luglio |
Il Tempo |
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giovedì 5 luglio |
DOCUday! 2007’, 4a Giornata nazionale per la promozione del film documentario |
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mercoledì 4 luglio |
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mercoledì 4 luglio |
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lunedì 2 luglio |
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lunedì 2 luglio |
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lunedì 2 luglio |
Sipario |
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domenica 1 luglio |
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martedì 26 giugno |
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domenica 19 giugno |
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IL MANIFESTO DI DOCUME' "il documentario non è una macchina per vedere, è una macchina per pensare, sia per chi lo fa sia per chi lo vede…Mezzo di conoscenza e di espressione a tutto tondo, il documentario resta uno degli ultimi spazi di riflessione offerti al telespettatore-cittadino del nostro tempo. In controcorrente rispetto alle ricette che alimentano insidiosamente un'indifferenza al mondo e agli uomini, il documentario stimola un ascolto più intenso, più attivo, introducendo a dei tempi, delle emozioni e delle riflessioni che lasciano delle tracce nella memoria dello spettatore. Il documentario appare così come un antidoto a questa "non-memoria collettiva" , che finisce per costruire giorno dopo giorno, con della sabbia e su della sabbia, l'attualità. Ecco perché il documentario ha oggi un ruolo sociale unico: ampliare gli orizzonti del paesaggio umano offrendo un accesso alle opere, alle idee e alla scoperta dell'altro; dare forma alle grandi problematiche del mondo moderno e far condividere, attraverso l'intelligenza di uno sguardo, l'esperienza di una dignità umana". Thierry Garrell
Questi sono anni in un cui è auspicabile una rinascita, le priorità per lo spettatore, gli organizzatori e la società in genere tendono a rivolgersi con maggiore attenzione alle buone pratiche legate alla cultura ed all'informazione. Nei paesi in cui il servizio pubblico televisivo contribuisce in maniera significativa a garantire la diffusione di valori culturali e sociali, il documentario continua ad essere sostenuto, seguito e dunque richiesto. Nonostante le evidenti differenze strutturali, nel nostro paese numerosi autori continuano a realizzare opere di grande sensibilità ed esiste un pubblico sempre più attento a questo genere cinematografico.
Per questi
motivi Documè ha scelto di dar vita al circuito indipendente per
la promozione del documentario, creando le condizioni per
rendere accessibili le opere ai cittadini ed attivando
l'apertura di un dialogo con quanti credono nella necessità di
trovare modi più attenti, intensi e riflessivi di guardare ai
fatti del mondo e della vita. Il progetto ha preso vita da una grande passione per il cinema documentario, dal rispetto e dall'interesse per il lavoro svolto dagli autori e per il significato culturale e sociale delle loro opere; abbiamo dunque iniziato un percorso che consentisse da un lato di rendere facilmente rintracciabili e di conseguenza disponibili le opere al fine di fare incontrare l'esperienza del regista a quella dello spettatore. L'obiettivo di porre le opere e gli autori al centro dell'intero processo è per noi tutt'oggi fondamentale, il 50% dei ricavi provenienti dal noleggio dei film viene girato a loro (o agli aventi diritto) e questo aspetto, pur non rappresentando una voce rilevante dal punto di vista economico, introduce all'apertura di una possibilità concreta di promuovere il documentario in maniera indipendente.
L'azione di Documè si concentra nel creare condizioni utili affinchè il documentario sia accessibile da parte dei cittadini; per questo motivo - e visti i presupposti - abbiamo ritenuto necessario individuare strade alternative per portare i documentari nella società.Fino a qualche anno fa i pochi che desideravano organizzare eventi dedicati al documentario - soprattutto quando non si trattava di grossi eventi - si trovavano di fronte a grandi difficoltà nel reperire i film così come nel cercare di coinvolegre il pubblico nelle iniziative: esperienze complesse che anche noi abbiamo dovuto affrontare nel 2003 organizzando la nostra prima rassegna a Torino. E' stato proprio in quell'occasione che ci siamo resi conto di quanto fosse importante coinvolgere gli autori in una iniziativa condivisa che guardasse al futuro ed alla possibilità di rendere accessibili in maniera semplice ed organica un numero rappresentativo di opere, selezionate grazie ad una continua e costante attenzione al panorama documentaristico italianoe internazionale. Questo modello ha portato oggi Documè ad avere oltre 160 film a catalogo con circa 1000 proiezioni realizzate in tutte le regioni italiane presso piccoli cinema, sale video di associazioni culturali, scuole e rassegne: il Circuito Indipendente del documentario
Inutile dire
che assume in questo caso un valore centrale il fatto che si
tratti di iniziative basate su una filosofia di rete, elemento
che conferisce maggiore forza a tutto il progetto dal punto dal
punto di vista progettuale,
organizzativo e promozionale.
Ad un anno dalla partenza, la sera del 2 luglio 2004 siamo stati presenti con la "Giornata nazionale per la promozione del documentario" in 35 piazze italiane da Stromboli a Pordenone, evento che si è ripetuto con altrettanto successo il 2 luglio 2005.
Documè è un progetto che vuole diventare un riferimento
importante per tutti coloro che come noi sono
costantemente alla ricerca di un modo diverso e nuovo di
fare e pensare la Comunicazione e l’Informazione sui
fatti del mondo e della vita, è questa la direzione
nella quale ci muoviamo insieme al fondamentale lavoro
degli autori, delle organizzazioni che danno luogo alle
proiezioni e del pubblico sempre più interessato a
questo genere. 1) Perchè ?
L’Associazione Documè , viene costituita nel Gennaio del
2003 con lo scopo di contribuire alla diffusione della
cultura del documentario di carattere etico e sociale. Allo scopo di chiarire al meglio questo pensiero prendiamo in prestito un efficacissimo concetto espresso da Thierry Garrell :“il documentario non è una macchina per vedere, è una macchina per pensare, sia per chi lo fa sia per chi lo vede…Mezzo di conoscenza e di espressione a tutto tondo, il documentario resta uno degli ultimi spazi di riflessione offerti al telespettatore-cittadino del nostro tempo. In controcorrente rispetto alle ricette che alimentano insidiosamente un’indifferenza al mondo e agli uomini, il documentario stimola un ascolto più intenso, più attivo, introducendo a dei tempi, delle emozioni e delle riflessioni che lasciano delle tracce nella memoria dello spettatore. Il documentario appare così come un antidoto a questa “non-memoria collettiva” , che finisce per costruire giorno dopo giorno, con della sabbia e su della sabbia, l’attualità. Ecco perché il documentario ha oggi un ruolo sociale unico: ampliare gli orizzonti del paesaggio umano offrendo un accesso alle opere, alle idee e alla scoperta dell’altro; dare forma alle grandi problematiche del mondo moderno e far condividere, attraverso l’intelligenza di uno sguardo, l’esperienza di una dignità umana”.
…Aggiungiamo che accanto alle ottime opere di importanti
produzioni esistono numerosi e interessantissimi lavori
di autori indipendenti che a maggior ragione
difficilmente raggiungeranno un pubblico.
2) Azione Sulla base di questi presupposti Documè ha individuato un azione efficace e sostenibile per contribuire alla diffusione del documentario ed alla circolazione delle opere dei registi indipendenti, ovvero:
La creazione di un circuito nazionale per la
proiezione di documentari. 3) Il valore sociale del documentario
L’immagine che ha oggi il documentario nel nostro paese
è per lo più costruita sulla base di stereotipi e
pregiudizi; il documentario è essenzialmente considerato
dai più un opera di intrattenimento noiosa dove
l’interesse per i contenuti non vale lo sforzo
necessario a sostenere l’attenzione.
Documè è del parere che ci siano film che per il loro
valore culturale, sociale ed educativo siano da
sostenere, anche se relegati ai margini delle logiche di
mercato; per questo motivo abbiamo scelto di sviluppare
il nostro progetto sulla base di presupposti “diversi” ,
dove l’economicità dei costi di realizzazione deve
essere ricercata nell’attuazione di importanti economie
di scala (tali da rendere il sistema leggero) e nella
certezza di perseguire un ideale di alto valore per la
collettività.
Perchè un Circuito Indipendente di sale dove proiettare
documentari….non esisteva ancora.
Sulla base di quanto premesso abbiamo effettuato una
serie di ipotesi di carattere finanziario che ci hanno
portato a costruire una linea di sostenibilità economica
concretizzabile nel breve.
Esistono moltissime associazioni di carattere culturale
e sociale nel nostro paese, spesso alla ricerca di
iniziative utili a promuore attività di alto contenuto;
molto spesso queste associazioni dispongono di sedi
facilmente fruibili, talvolta attrezzate con sale
riunioni che però non vengono utilizzate al 100%,
soprattutto in orario serale. Esistono poi moltissimi
piccoli cinema e cineclub che sono orientati per natura
alla politica della qualità e della ricerca, per questo
motivo riteniamo che per queste strutture la proposta
del film documentario sia da prendere o da riprendere
seriamente in considerazione. anche le Scuole possono
accogliere con grandi risultati il cinema documentario,
come elemento di discussione ed approfondimento a
supporto dei temi di volta in volta trattati durante lo
svolgersi dell'anno scolastico, anche qui si tratta di
una risorsa del tutto sottovalutata ma importantissima.
5) Il pubblico di Documè
E’ nostra opinione che un documentario di alti contenuti
di carattere sociale debba essere facilmente fruibile
per il pubblico, anche in ambienti non convenzionali o
magri non attrezzati in maniera perfetta quanto può
esserlo una sala cinematografica ultramoderna. Una Associazione in possesso di una sala già attrezzata con…
Un videoproiettore ...è già nella condizione di far parte del circuito Documè.
Una Associazione che condivide il nostro
progetto ed ha una sala ma questa sala non è attrezzata
, può comunque decidere di far parte del circuito di
Documè, riceverà tutto il supporto nostro supporto per
cercare di raggiungere l'obiettivo. 1) E’ possibile creare economie di scala nella ricerca e acquisizione dei film ed è proprio questo il principale obiettivo su cui stiamo lavorando ; esiste un database già consolidato di contatti con registi e case di produzione per il reperimento dei film (in italia e all’estero) e la realizzazione di programmi di interesse comune a tutti i componenti il circuito. 2) Il Circuito ci aiuta ad avere un enorme risparmio nei costi di comunicazione degli eventi e dei calendari a livello locale e nazionale. 3) E’ possibile creare importanti economie sui costi di trasporto e delle duplicazioni dei film. 4) Notevoli risparmi sono altresì possibili nell’acquisto o nel reperimento delle attrezzature necessarie (comprando per esempio, all'esigenza, 5 videoproiettori anziché uno).
5) L’aspetto più
importante è che la creazione di un circuito conferisce
una enorme energia al progetto anche al fine di attivare
mille ulteriori iniziative in un ambiente fortemente
orientato ad obiettivi comuni. La costruzione di una
massa critica che promuove il documentario di carattere
sociale conferisce certamente maggiore visibilità al
progetto rispetto a tante iniziative tra loro
scollegate.
Aderire al circuito Documè è
davvero molto semplice:
ASSOCIAZIONE
DOCUME'
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dal 2008_12_02 |
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